Il nemico




Federica De Paolis


Sinossi. Adele ha cinquant’anni e traduce romanzi. La vita coniugale scorre tranquilla insieme al marito Dario, chirurgo di fama, a tratti più ripida con la figlia adolescente, Gilda. Quando comincia a tradurre Il nemico, il nuovo attesissimo romanzo dell’osannato scrittore Roland Blier, Adele si inabissa con lui in un febbrile scambio di mail che va ben oltre il lavoro creativo. L’intimità e l’attrazione si insinuano, crescono, mentre Gilda vive il primo amore con Gregorio sotto lo sguardo assente e geloso di Dario, sempre in viaggio tra un convegno e l’altro. Quando Adele e Blier finalmente si incontrano, si innesca un vortice passionale di euforia e menzogne, incanto e sopraffazioni. Affascinante e oscuro, Blier trascina Adele in una relazione alla quale lei non riesce a sottrarsi, destinata a deflagrare in un imprevedibile, supremo atto finale. Il nemico è un romanzo sul desiderio, in un’epoca in cui il desiderio sembra essere educato a svanire. È un romanzo sul potere, quello che gli uomini sentono ancora – disperatamente – il bisogno di esercitare. È un romanzo sulla genitorialità contemporanea, quando si slabbra nell’accudimento esasperato.


Autrice: Federica De Paolis

Editore: Feltrinelli

Genere: Narrativa

Pagine: 240

Pubblicazione: 14/04/2026

 Recensione

di

Barbara Aversa


“Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio”.

Adele è una traduttrice cinquantenne, sagace e affascinante. La sua vita è ben definita, il matrimonio con Dario scorre placido e il rapporto con la figlia adolescente inizia a mostrare crepe, ma nulla di irreparabile. Quando le propongono di tradurre il romanzo “il nemico” dell’enigmatico Blier, viene catturata da un fascino che sembra andare oltre la scrittura creativa e la parafrasi.

Adele ricorda molto bene lo spartiacque tra il prima e il dopo “Il nemico”. Perché a volte i legami di una vita sfiancano, sfibrano, ed inizialmente dedicare del tempo per sè stessa non sembra essere nulla di allarmante. Ma Blier è il canto di una seduttiva sirena, dalle pagine ammalianti all’uomo che le ha scritte per Adele non c’è filtro, neanche appannato: è senza soluzione di continuità.

È improvvisamente catapultata nel sentire, è inebriata di vita. O forse si potrebbe dire corrotta dalla vita. Anche Gilda si infatua, per la prima volta, e le loro esistenze sembrano apparire simili, quasi si sfiorassero. Un tuffo nel vuoto, una scintilla, la criptonite.

Il giorno zero, quello in cui tutto cambia. Sepolti sotto un piumino soffice e bollente, estasi e vulnerabilità. 

Ma l’amore è calore, chiarore, presagio, respiro e vita. E la troppa bellezza spesso è solo un sintomo che ci avvisa del fatto che il tormento LE sarà diabolicamente complice.

L’autrice è spietata nel descrivere, senza alcuna consolazione, le dicotomie sentimentali, gli spasmi del desiderio, a volte neanche pienamente vero, e le sfumature. Lo fa in modo talmente inesorabile che fa sentire accolti. 

Non conforta il lettore, attenzione, né lo rassicura ma lo prende con sé e lo trascina nell’oblio. 

Perché il vero nemico chi è?

È qualcosa che impazzisce per un attimo. E nell’arrendevolezza assoluta di emozioni inaspettate si diventa un’ombra, una emanazione dell’altro, un cliché di quel patriarcato tanto combattuto. 

E lui chi è, un illuminato un po’ selvatico o un vero licantropo? 

 “Dacia mi innamorava, come forse Bianca innamorava mia figlia, aveva ragione, era una storia di donne. Sono le donne che spostano i pianeti. In un certo senso Dacia somigliava a Blier, era distante anni luce dalla mia resistenza deragliare, pensava che chiudere un pezzo di vita così grande fosse un gioco da ragazzi. Volevo continuare a vivere in un silenzio solenne, asciugare l’esistenza, dare tempo al tempo. Raccontare quello che mi era successo avrebbe significato mettergli l’accento, spogliarsi, guardarsi dentro, arrendersi.”

Ho letto e amato tutti i libri dell’autrice, immediatamente. E per alcuni passaggi e concetti mi è tornato in mente “Le distrazioni”.

Qui ho avuto il piacere di trovare una scrittura, se possibile, ancora più elegante, c’è una raffinatezza mai sfrontata, sempre cristallina, per una lettura che avvince e non molla un colpo. Perché i temi che affronta sono diversi e pregnanti, la sintesi dei cambiamenti che le relazioni affrontano, la genitorialità che muta, il tempo che scorre, senza essere necessariamente privativo.

È un romanzo che con benevolenza ci affida l’incoerenza dei nostri tempi senza alcun giudizio. 

Ma se l’incoerenza che affrontiamo può essere intensa ed evolutiva, se si riflette sull’altro potremmo avere una inenarrabile bellezza emotiva oppure una scheggia impazzita.

Ed è proprio lì, proprio in quel punto, in bilico tra il reale e la scintilla della fantasia, che può rivelarsi chi è il vero nemico

L’impietoso, egoista e terrificante nemico. 

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Federica De Paolis


è una dialoghista cinematografica e autrice italiana. Ha insegnato all’Istituto Europeo di Design. I suoi romanzi sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti. Tra i titoli ricordiamo, Le imperfette (DeA Planeta Libri) vincitore del Premio DeA Planeta 2020, Le distrazioni (HarperCollins), Premio Selezione Bancarella 2023. Nel 2024 pubblica per Feltrinelli Da parte di madre.