Indagini in via Padova

Sinossi. In una grigia giornata di pioggia, un inquietante crocevia di violenze sconvolge un angolo dei quartieri orientali di Milano. Ma sulla moderna babele di lingue e di volti e sulle acque scure dei Navigli, gli aironi volano come sempre. Insieme agli angeli.
Fare il commissario in una realtà complessa, fatta di convivenza forzata fra etnie, culture e tradizioni differenti, quando si deve combattere già all’interno della centrale della Polizia, ancora prima di scendere in strada, è difficile. Ma non è semplice nemmeno essere un’ex detenuta, dotata di percezioni straordinarie, con una figlia piccola, alle prese con persone che hanno bisogno di aiuto. In via Padova si può morire per un paio di scarpe firmate o in una rissa fra baby-gang. Ma tutto ciò fa parte della vita di tutti i giorni della famiglia del commissario Diego Perego, della sua compagna Linette… e degli “angeli”. Perché, se non esistessero gli angeli, quello sarebbe davvero un mondo perduto, in cui è impossibile amare. Un intrecciarsi di vite e di colpe, di sangue fresco e di ferite del passato che ritorna, raccontato dal di dentro, nella tradizione del noir milanese, sullo sfondo di una affascinante metropoli incupita dalla pioggia.
Autore: Fiorenza Pistocchi
Editore: Neos Edizioni
Genere: Thriller
Pagine: 168 p., Brossura
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
L’airone le sembrò un messaggero. Ma di che cosa?
Il passato degli angeli di Fiorenza Pistocchi, romanzo che conclude la trilogia dedicata a Linette e al commissario Perego, indaga anime e delitti con quella grazia ruvida che appartiene solo alle storie capaci di guardare in faccia la realtà senza perdere la tenerezza.
Sin dalle prime pagine, la domanda che vibra nell’aria è un doppio enigma, breve come una ferita e profondo come un pozzo.
Che cosa voleva l’assassino? Cosa nascondeva la vittima?
Pistocchi mette subito in chiaro che qui non basta seguire indizi e moventi.
Occorre ascoltare.
E guardare dove molti distolgono lo sguardo.
Il cuore pulsante del romanzo è Linette, la sbirra dell’invisibile.
Il suo talento, o la sua condanna?, è la capacità di percepire il dolore altrui come se la bruciasse in prima persona
… quando toccava, per caso o con intenzione, una persona che nascondeva un dolore di qualsiasi genere, fisico o emotivo, Linette percepiva immediatamente la natura e le cause di quel disagio.
Non è un dono glamour; è un fardello che la inchioda alla verità degli altri, anche quando sarebbe più facile voltarsi anziché scavare nelle fratture della città, nelle sue vie, nei suoi non detti.
Pistocchi tratteggia con sensibilità e grande talento narrativo, un tipo di mondo dove i ragazzi crescono troppo in fretta, e male, sospinti da una rabbia che non ha radici ma solo scintille.
Il passaggio sulle baby-gang è significativo e emblematico, oltre a essere efficacissimo nel delineare la geografia delle pandillas in maniera precisa, tagliente, senza moralismi.
«Queste sono le bande che conosco, ma ce ne sono molte altre.»
«Non sono tutte di latinos» commentò Linette, che sembrava aver superato l’iniziale smarrimento.
«In parte – disse Victorio mentre accendeva la sigaretta e tirava una profonda boccata. – Sono di ecuadoriani, peruviani, salvadoregni, ma ci sono anche le gang nordafricane e africane, e quelle dell’Europa dell’est».
«(…) negli ultimi tempi si sono aggiunte delle baby-gang italiane, con immigrati di seconda o terza generazione. Sono formate da ragazzini intorno ai tredici, quattordici, quindici anni, che aggrediscono i loro coetanei per rubare cellulari, felpe, giubbotti, scarpe, occhiali da sole, tutti oggetti di marca. Spesso si danno appuntamento di sera, in zone centrali o molto frequentate della città, come è successo alla Darsena e in corso Como, e si picchiano tra loro. Sono risse furibonde, ogni tanto qualcuno si prende una coltellata o sviene per te botte.»
Non c’è compiacimento né retorica, ma una società liquida, sfilacciata, che scarica sugli adolescenti tutta la sua assenza di prospettiva. E Pistocchi lo racconta con un realismo che non cede un millimetro.
Il passato degli angeli vive di incastri, di storie parallele che convergono come ruscelli in piena e si fa divorare, pagina dopo pagina.
Linette e il commissario Perego, Diego, dialogano, si rincorrono, si sostengono a vicenda.
Così Linette raccontò del figlio smarrito di Paloma, dell’incontro con Victorio, della terribile visione dei giovani violenti. Diego invece parlò del pittore disabile ucciso, della libraia derubata, degli interrogatori insoddisfacenti, dell’esistenza di una talpa che l’aveva danneggiato.
Tasselli che compongono un mosaico più ampio. Quello di un’umanità ferita, un quartiere che sembra respirare attraverso le sue contraddizioni, un’indagine che non è solo sulla morte ma sulla sopravvivenza.
E mentre la trama si infittisce, Pistocchi lascia emergere la sua intuizione più potente: l’invisibile non è ciò che non si vede, è ciò che non si vuole vedere.
È così Linette, con la sua capacità anomala e antica, diventa il simbolo di un modo diverso di guardare il mondo: più lento, più profondo, più coraggioso.
Una donna che è costretta prima di tutto a fare i conti con le ferite nascoste di chi vive ai margini, e spesso anche di chi vive al centro fingendo di non appartenere a nessun margine. Non ultima, di se stessa.
Il passato degli angeli è un romanzo di verità, di speranze caute e di ombre che non si dissolvono con un colpo di bacchetta. Una storia che mescola impegno e poesia, cronaca e metafisica, in un equilibrio raro.
Fiorenza Pistocchi ci regala conforto, laddove siamo capaci di riconoscerlo.
Ci regala profondità di sguardo, che non sia solo abisso, ma che ne comprenda la portata.
E questa è già una forma di resistenza.
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Fiorenza Pistocchi
Fiorenza Pistocchi è nata a Savona e vive a Pioltello, nel milanese. Il suo percorso letterario è stato affiancato e sostenuto da Neos edizioni fin dal suo primo libro Il destino disegna paesaggi di mare (2014), capofila di una fortunata serie di gialli ambientati a Noli: Appuntamento a San Paragorio(2015); Il tesoro del Transylvania (2016); Le perle portano lacrime (2017); La madre nell’ombra(2019); Ossa sotto il castello (2020). Il tema del giallo si ritrova in una nuova serie ambientata nei quartieri est di Milano, fra Lambrate e Ortica: Il tocco del piccolo angelo (2021) e Angeli su fondo nero (2022), dove il commissario Perego indaga aiutato dalle visioni della bella creola Linette. Sempre per Neos edizioni è stata curatrice di numerose antologie dedicate a Milano, sei edizioni di Natale a Milano, a partire dal 2016, e MILANOè. Libro Rosa (2023). Nel frattempo, l’autrice si è cimentata anche con due romanzi a sfondo storico: Il cuore tenace della lavanda (2018), ambientato fra Piemonte e Liguria negli anni a cavallo della Prima guerra mondiale, e I colori del buio (2019), che affronta il tema della deportazione attraverso gli occhi di due adolescenti.