Elizabeth Jolley
Sinossi. Hester vive da sola nella sua fattoria, e non potrebbe desiderare altro: la presenza del prossimo, per lei, è solo un brusio fastidioso, come il frinire delle cicale d’estate. Finché un giorno decide di adottare Katherine, diciassette anni, da un orfanotrofio. Per la ragazza è l’unica occasione di una vita dignitosa. Fa di tutto per aiutare la sua benefattrice: lavora nei campi, cucina, cuce, lava i piatti. A legarla a Hester è soprattutto la riconoscenza. Per Hester, invece, Katherine è la prova vivente delle proprie capacità: tutto ciò che la ragazza sa fare, lo deve a lei. Fino al giorno in cui, di ritorno da una festa, tutto cambia di nuovo. Un’ombra. Un sobbalzo dell’auto. Hester tira il freno ed esce dalla macchina. Ha investito una strana creatura, che ora giace immobile. Katherine, al suo fianco, è sconvolta, ma obbedisce come sempre: aiuta a trascinare il corpo e a gettarlo nel pozzo della fattoria. Per Hester, da quel momento, si tratta solo di tirare avanti come se nulla fosse accaduto. Ma ci sono attimi irreversibili, come lo è stata la decisione di adottare. Dopo pochi giorni, dal fondo del pozzo comincia a salire una voce strozzata che Katherine non riesce a ignorare. Una voce che le parla di tutto ciò che ha sempre desiderato, della libertà solo immaginata nella sua prigione dorata. Hester capisce che sta perdendo il controllo. Deve riportare il silenzio nel pozzo, a qualunque costo.
Autore: Elizabeth Jolley
Traduzione: Federica Merati
Editore: Garzanti
Genere: Gotico
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Ilaria Bagnati
Hester vive con il padre in una grande fattoria, lontana dalla città e dalle persone. Si dedica ai lavori di casa, a quelli nei campi e alla beneficenza.
Un giorno ha la possibilità di compiere un’azione decisamente altruistica: adottare Katherine, una ragazza di diciassette anni che vive in orfanotrofio. Le due donne, dopo la morte del padre di Hester, si ritrovano sole così decidono di vivere in un piccolo cottage nella proprietà della donna.
Hester è felicissima di avere compagnia, una ragazza alla quale insegnare tutto ciò che sa, una ragazza con la quale poter spendere i suoi soldi e passare del tempo di qualità. Katherine a sua volta è riconoscente a Hester per averla adottata e per tutto ciò che fa per lei. Le due vivono una vita solitaria, la ragazza vive in una specie di gabbia dorata.
L’idillio si rompe quando al ritorno da una festa notturna in città Katherine investe qualcosa (o qualcuno?). Hester prende le redini della situazione e decide di gettare quel qualcosa nel pozzo vicino al cottage.
La donna continua a fare la sua solita vita, anche se deve risolvere un bel problema, mentre Katherine impazzisce. La ragazza inizia a sentire una voce in fondo al pozzo, una voce che le parla, che le dice ciò che vorrebbe sentirsi dire. Hester sa che deve trovare una soluzione per ritornare alla normalità, sempre che sia possibile…
Il pozzo è un romanzo gotico incentrato sul rapporto tra Hester e Katherine, infatti una prima parte è dedicata solo a loro. L’autrice descrive minuziosamente questo rapporto di confidenza, di rispetto, di dipendenza e di gelosia.
Il pozzo poi diventa testimone e co-protagonista di questa storia, si insinua nel rapporto tra le due donne mettendolo a dura prova. La tensione è palpabile, l’ansia e la paura si toccano con mano.
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Elizabeth Jolley
è una scrittrice australiana, vincitrice di numerosi premi internazionali. Nata in Inghilterra, si trasferisce a Perth insieme al marito bibliotecario e ai tre figli; dal 1974 insegna scrittura creativa al Fremantle Arts Centre. Si aggiudica per tre volte il The Age Book of the Year Award e il prestigioso Miles Franklin Award per Il pozzo (1986), suo romanzo di maggior successo.