Arturo Pérez Reverte
Sinossi. Giugno 1960. In un piccolo, elegante hôtel dell’isola di Utakos, davanti a Corfù, il maltempo ha trasformato i suoi nove ospiti in prigionieri, ma nulla lascia prevedere ciò che sta per avvenire: uno di loro, una riservata turista inglese di mezza età, Edith Mander, viene infatti trovata morta nel capanno che dà sulla spiaggia. All’apparenza sembra un suicidio, però per Hopalong Basil, un anziano attore ormai al tramonto che negli anni Trenta e Quaranta fu sullo schermo il più celebre investigatore di tutti i tempi, qualcosa non quadra. Nessuno se non lui, abituato ad applicare al cinema la logica deduttiva di Sherlock Holmes, può svelare quale verità si nasconde dietro al più classico dei rompicapi: la porta chiusa dall’interno della stanza dove è stato ritrovato il cadavere…
Autore: Arturo Pérez Reverte
Traduzione: Bruno Arpaia
Genere: Narrativa
Editore: Settecolori
Pagg: 330
Recensione
di
Paola Iannelli
Il ritorno di Pérez Reverte lo vede nuovamente impegnato nella costruzione di un giallo classico. L’enigma del delitto della camera chiusa, è al centro dell’enigma, che un eccentrico quanto disilluso ex attore hollywoodiano, deve sciogliere.
L’omicidio di una giovane donna amplifica la soffocante atmosfera, che sono obbligati a vivere, nove persone, recluse, loro malgrado, su un’isola di fronte a Corfù,
Una forte tempesta impedisce qualsiasi collegamento e, la presenza di un cadavere, rende necessario il coinvolgimento degli altri ospiti dell’hotel nel cercare di arginare problemi pratici e teorici.
Al centro c’è Hopalong Basil, interprete nella sua epoca d’oro, di molti film basati sul personaggio di Sherlock Holmes. Il filo conduttore del romanzo tocca le corde narrative dei maggiori casi risolti dal personaggio di carta inventato da Conan Doyle, ripercorre i suoi passi e si intreccia con la realtà narrativa del romanzo.
Persino le citazioni presenti ad ogni inizio capitolo, fanno riferimento ai dialoghi tra Watson e Sherlock, i profili dei due investigatori si completano e aggiungono un pizzico di ironia durante le complesse fasi di investigazione.
Hopalong è affiancato da un altro personaggio che fa da contraltare e rende la collaborazione tra i due molto animata, seguendo il copione di Doyle
Se il primo delitto sconvolge il gruppo di ospiti dell’hotel, finanche la comunità abitativa vive un momento di sospensione mista ad angoscia. La mano assassina non si placa e dopo poco vengono commessi a breve distanza altri due delitti, Il mistero si infittisce e tutti si trovano contro tutti. La paura di essere uccisi è palpabile, sino a quando il mistero della camera chiusa trova la combinazione giusta.
Hopalong esclude la presenza di animali furenti, come era accaduto nel romanzo nell’orrorifico romanzo firmato da Edgar Alan Poe, e si concentra sul gruppo dei sopravvissuti.
La soluzione finale giungerà al termine, quando i tasselli portati a riva dal passato saranno raccolti dall’attore – investigatore, componendo un quadro d’insieme, in cui il disegno omicida prende forma.
Grazie all’esemplare traduzione di Bruno Arpaia, la lingua in cui si esprime Pérez Reverte, viene interpretata in maniera accurata, donando al lettore la giusta espressività.
Un merito speciale va alla rilegatura operata dalla casa editrice che consegna al lettore un’opera ben rifinita.
Acquista su Amazon.it:
Arturo Pérez Reverte
Scrittore e giornalista spagnolo. Dopo aver conseguito una laurea in Scienze politiche e Giornalismo, Arturo Pérez-Reverte ha lavorato per circa vent’anni, dal 1973 al 1994, come reporter di guerra per i giornali, la radio e la televisione; spostandosi nei vari punti caldo del mondo ha seguito vari conflitti tra cui la guerra di Cipro, la guerra delle Falkland, la crisi del golfo, sino alla guerra in Croazia e a Sarajevo. Nel 1986 ha scritto il suo primo romanzo, El húsar, ambientato durante le guerre napoleoniche. Raggiunge il suo primo successo internazionale con la pubblicazione di Il maestro di scherma. Un successo che è stato confermato nel 1990 con il suo terzo romanzo, La tavola fiamminga, segnalato dal “New York Times Book Review” come miglior romanzo straniero dell’anno. Ha ormai abbandonato il giornalismo per dedicarsi alla letteratura. Dal suo romanzo Il club Dumas, pubblicato nel 1997, è stato tratto il film La nona porta di Roman Polanski, interpretato da Johnny Depp. Il 12 giugno 2003 è diventato membro della Real Academia Española de la Lengua, la più alta istituzione spagnola nella lingua e la letteratura, presso la quale ha letto un discorso intitolato ‘El habla de un bravo del siglo XVII’. Dalla serie di romanzi con protagonista il Capitano Alatriste è stato tratto il film Il destino di un guerriero (Spagna, 2006) con la regia di Agustín Díaz Yanes. Tra gli altri scritti di cui è autore, si segnalano Il tango della vecchia guardia (Rizzoli, 2013), Il cecchino paziente (Rizzoli, 2014), L’ultima carta è la morte (Rizzoli, 2018), Sidi (Rizzoli, 2021), L’italiano (Rizzoli, 2022), Linea di fuoco (Rizzoli, 2023), Rivoluzione (Rizzoli, 2024).