Il proiettore delle memorie




Recensione di Valentina Cavo


Autore: Matteo Alberto Sabatino

 Editore: Schena editore

 Genere: Narrativa

 Pagine: 152

 Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

Sinossi. Valerio vive per l’immagine, in una cittadina che si affaccia sul mare. Aneppi è il suo cognome, fotografare la sua professione. Trentadue sono gli anni di forzata, semiconsapevole convivenza con una ossessione e un difetto, entrambi connessi a doppio filo all’immaginazione, il senso più intimo della sua esistenza. Il proprio convinto disamore per la sua compagna Elisabetta conduce Valerio nella direzione di una sequela di incontri fatali e dolorosi – anzitutto con se stesso -, tanto unici nella forma quanto tipici della sostanza dell’esperienza umana. Riccardo e Flavio, rispettivamente fratello e nipote del protagonista, Veronica Darchi, cassiera e nuovo amore del fotografo, Claudio Sirrini, attore in odore di matrimonio, Renato Seffi, proprietario di una sala cinematografica, aiutano o complicano il cammino di Valerio, che trova la sua personale fine in un dono fatto di sguardo e silenzio.

 

Recensione

Il proiettore delle memorie è un libro con un forte amore per l’immagine. Tutto ruota infatti attorno alla fotografia e al cinema, tramite cui si crea una connessione intima con il lettore che sarà spettatore di una vita, quella del protagonista Valerio. Una vita che può sembrare normale, ma che ha una sua unicità che verrà raccontata attraverso squarci di vissuto esattamente come quando si sfoglia un album di fotografie o si vede lo spezzone di un film.

La scrittura di Matteo Sabatino rivela una cura per i dettagli e le parole che rende la lettura molto piacevole ed evocativa. Ogni cosa viene descritta mettendo in risalto le sensazioni che i nostri sensi possono percepire, ponendo particolare enfasi sulla vista.

Difficile poter recensire un’esperienza che riguarda i sensi, molto più che i concetti che li toccano, ma viene facile consigliare la lettura di questo volume, per potersi affezionare alle emozioni ed alle sensazioni raccontate dalla vita del protagonista: l’autore in questo dimostra una sensibilità e delicatezza che sono il vero fulcro della sua potenza narrativa.

Un libro che definirei sensoriale, capace di far emozionare chi legge e renderlo non solo spettatore in prima fila, ma partecipe e coinvolto nella storia.


 

INTERVISTA

 

Il proiettore delle memorie è un libro che ha una trama molto singolare. Come ti è nata l’idea di creare un cinema così particolare?

Be’, sì, hai ragione. È particolare, direi persino unico. In diebus nostris è il nome di una sala cinematografica in cui si proiettano i ricordi delle persone che riescono ad accedervi. Ognuno vede i propri, ma non possono essere scelti, sia chiaro. È il cinema a selezionarli, in una maniera misteriosa. L’idea è nata nel buio di casa mia, le uniche lucette accese erano i miei occhi sgranati. In quelle ore un po’ melanconiche, insonni, ho messo le immagini della mia vita in movimento, sul soffitto macchiato qua e là di umidità, proiettandole con le pupille. Ho scelto di fare lo stesso con un personaggio caratterizzato da un’ossessione e un difetto. Ne è venuta fuori la storia personale di Valerio Aneppi, trentaduenne fotografo. Non è un romanzo autobiografico, anzi. Forse non è sbagliato dire che lui è la persona che avrei voluto essere.

 

La storia che narri è incentrata particolarmente sull’immagine e sui ricordi. Quanto sono importanti per te queste cose nella vita? 

Più di quanto vorrei ammettere, enormemente di più. Tuttavia sono consapevole della supremazia del presente sugli altri due tempi. Anche per questa ragione quando scrivo uso sempre quel tempo lì, il presente. L’unica immagine reale, che non si può distorcere, è questa qui, quella appartenente al momento in cui ricordiamo di star respirando. Il proiettore delle memorie, in definitiva, è un tentativo di celebrare l’attimo che viviamo. Anche se sembra il contrario.

 

Ci puoi dire se hai già in cantiere altri progetti di scrittura? Se sì, quando potremo leggerli?

Assolutamente sì. Uscirà nei prossimi mesi il mio secondo romanzo. Il titolo non posso svelarlo.

 

 

 

Matteo Alberto Sabatino


 vive a Salerno, dove è nato nel 1994. È dottore magistrale in Corporate Communication & Media. È stato co-autore e co-conduttore di Senso Unico, un programma radiofonico dell’emittente Unisound. È stato co-autore e co-conduttore di Cine-filia, un programma radiofonico di Radio Vostok. Nel 2016 ha discusso una tesi sull’ibridazione della radio con il web; nel 2018 ha discusso una tesi sulla teatralizzazione dallo spazio filmico. Nello stesso anno, è stato giurato ufficiale della sezione Classici della 75esima ed. della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; nel 2019 e nel 2020 ha partecipato alla giuria giovani – supportandone il coordinamento – della 55esima e 56esima ed. della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro; da gennaio 2019 a maggio 2020 ha ricoperto il ruolo di co-responsabile dell’Ufficio Promozione e Comunicazione del Parco Archeologico di Ercolano. Oggi è consulente di comunicazione per aziende private. Il proiettore delle memorie è la sua prima pubblicazione

 

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