La settima indagine
di
Maritano e Ardini
Sinossi. Sono trascorsi pochi mesi da quando il vicequestore Marco Ardini ha concluso le indagini su Viola Gentili e sulla sua rete di pedofili. L’aiuto di Teresa Maritano, una barista che anni prima era un ispettore di polizia e faceva parte della sua squadra, era stato determinante. Teresa, detta Tea, sa che la sua vita è a una svolta e dovrà affrontarla: Ardini le ha proposto una convivenza stabile, anche il matrimonio che come conseguenza accessoria consentirà l’adozione di Paola, una ragazzina che vuole bene a entrambi e vorrebbe una famiglia “vera”. La situazione è resa ancora più complicata da Galvani, unico figlio legittimo del padre di Paola; il giovane desidera conoscere e occuparsi della sorellastra. Ma Tea non si sente pronta a raccontare alla ragazzina la verità sulla sua vera madre. Come reazione, Teresa ha rifiutato ogni contatto con Ardini, fino a quando il vicequestore arriva nel bar e la informa che la Gentili è in coma: hanno cercato di ucciderla nonostante fosse in isolamento. Ardini ritiene che abbiano voluto farla tacere prima che potesse raccontare tutti i suoi segreti. Ma il dettaglio più preoccupante è che secondo la cartella clinica la Gentili dovrebbe aver subito un’appendicectomia quando era adolescente, mentre l’appendice è ancora al suo posto. C’è stato uno scambio di persona? Chi l’ha organizzato? Per Marco è una domanda importante perché da anni dà la caccia a chi tiene le fila della rete di pedofili e, come guadagno accessorio, del traffico di organi. Chi, per anni, ha protetto la Gentili e le sue attività illecite? Chi, ora, ha deciso di farla tacere temendo che riveli troppo? Soltanto Teresa potrà aiutare Ardini che in cambio le dirà perché non l’ha sostenuta quando era ispettore della sua squadra e aveva accusato di irregolarità gravi alcuni colleghi. Come conseguenza Maritano si era dimessa. Tea proverà a ricostruire il passato della Gentili e Marco dovrà scoprire chi ha cercato di ucciderla.
Autore: Maria Masella
Editore: Frilli
Serie: Teresa Maritano e Marco Ardini #7
Genere: Noir
Pagine: 256 p., R
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
Un libro che travolge con intensità il lettore quest’ultimo lavoro di Masella, che si intrufola in modo affilato e tagliente nelle menti dei suoi personaggi.
Il silenzio, quello che cerca Maritano e la verità, quella che sta cercando Ardini da tempo immemore senza successo e potendo fare affidamento solamente su Tea, l’unica che non si fa scrupolo nel mandarlo a quel paese se necessario ma che altresì, legge dentro le sue zone grigie e riesce a placarlo all’occorrenza.
“… sono irritata, delusa, depressa e davvero incazzata con lui, con me e con il mondo intero. Mi coinvolge e poi mi lascia lì in una terra di nessuno. E non conta che sia quello che gli ho chiesto!”
Un’ indagine non nuova che ha come filo conduttore il passato, che si è dipanata a fatica negli scorsi episodi e che, mai come qui, si trasformerà in un Cluedo di sangue dove solo le abilità investigative di Teresa e Marco potrebbero arrivare alla punta dell’iceberg.
All’assassino.
Alle verità.
“Andiamo avanti, ma il passato artiglia il presente, è inutile illudersi di correre abbastanza in fretta per far perdere le nostre tracce.”
Un caso vecchio che sembra non destinato a morire ancora e, che continua a mietere vittime.
Ancora.
“Cosa ti succede?
– La ferita a volte fa ancora male.
E mi chiedo di quale delle sue tante ferite stia parlando.”
Un ritmo e una trama serrati per una storia che Masella, dopo sette romanzi padroneggia tuttora alla perfezione.
“… è quel tipo d’uomo a cui i segni di rovello interiore e di prolungata insonnia aggiungono fascino. E non ne avrebbe bisogno.”
La potenza dei suoi personaggi è talmente intensa da farti percepire il dolore che stanno vivendo unito ai dubbi, alle incertezze e a tutto ciò che li sta divorando da dentro.
“Io non amo nessuno, non voglio amare nessuno. Voglio bene a mia figlia ma è un bene diverso.”
La pioggia, che sarà una costante di questa primavera travagliata, rende al meglio un’atmosfera già di per sé cupa e ansiogena.
“… per me non è una novità lottare contro la paura di tornare alla luce perché restare inerti nel buio può essere meno doloroso.”
Ardini e Maritano, appaiono qui come un Tao dove ogni colore li rappresenta nel bene e nel male e si compensano anche se a volte non se ne rendono conto e si tengono a distanza, ma sono molto più legati di quello che credono o che vorrebbero pensare per difesa.
“… sento il suo lamento: le pillole gli assicurano il sonno ma non tengono lontani gli incubi. Un giorno mi aveva detto che sono l’unica persona con cui sopporta di dormire perché io so.
Quando si subisce quello che gli è stato fatto ci sono soltanto due alternative: o si lotta fino allo spasimo per salvare possibili prede e bloccare gli aguzzini, e lui è diventato così, o si passa dall’altra parte e da vittime ci si trasforma in carnefici.”
Il nero è il colore che raffigura tutte le ombre e le cicatrici che si porta con sé da una vita Ardini, accumulandole senza mai volerle lasciar veramente andare mentre, lo sprazzo di bianco lo associo a quei buoni sentimenti che tiene celati ai più per timore.
“… mi aveva detto che io sento il dolore e l’angoscia degli altri. Avevo provato a negare … Per me non è un dono ma un peso. Forse anche in lui, in Ardini, avevo sentito, quando era soltanto il mio superiore, quel nodo di sofferenza irrisolta annidata dentro.”
Maritano, ovviamente, è il bianco fatto di certezze in alcuni momenti e di linearità e precisione nella lettura di indizi e prove esterne a sé stessa mentre, il suo nero, è fatto di quei momenti di condivisione ed empatia con le cicatrici di Ardini, che tutto sommato in alcuni momenti assomigliano alle sue.
“… i segni del dolore non si cancellano con qualche colore vivace.”
Questo settimo capitolo si dimostra certamente una svolta per l’intera serie, poiché alcune domande avranno finalmente una risposta, non piacevole ma necessaria per comprendere.
Ciò di cui si parla è reale, concreto, devastante.
“Ho preteso che sul piatto della bilancia mettesse la verità sul passato. Solo quando la saprò sarò libera. Forse.”
Il finale si presenta ovattato nelle sensazioni, quasi onirico, un salto nel vuoto senza paracadute del cui esito non si potrà avere certezza assoluta fino alle prossime pagine di Masella, che non si è risparmiata.
“… sono stanca, stanca non soltanto per aver guidato sotto la pioggia e dormito poco nelle notti precedenti ma stanca di tutto: di un passato che non dà tregua e di un futuro pieno di ombre. Del presente vuoto è meglio tacere.”
Sicuramente un’altra storia cruenta e dilaniante, che porta in superficie tematiche aberranti dall’impatto devastante.
Come già dimostrato in molti altri suoi romanzi, Maria padroneggia il noir con affilata precisione e di conseguenza, chi si avventura in un suo libro non può aspettarsi un giallo light ma, per altro, chi si avventura fra le sue pagine, non è in grado di abbandonarle fino alla fine per la bravura nella narrazione e la profondità delle emozioni che ci fa percepire.
“Nessuna verità, anche la più dolorosa, fa meno male del non sapere che rode, giorno per giorno, e spegne la luce”
A presto Maria!
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Maria Masella
è nata a Genova. Ha partecipato varie volte al Mystfest di Cattolica ed è stata premiata in due edizioni (1987 e 1988). Ha pubblicato una raccolta di racconti – Non son chi fui – con Solfanelli e un’altra – Trappole – con la Clessidra. Sempre con la Clessidra è uscito nel 1999 il romanzo poliziesco Per sapere la verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un suo racconto La parabola dei ciechi, inserito successivamente nell’antologia Liguria in giallo e nero (Fratelli Frilli Editori, 2006). Ha scritto articoli e racconti sulla rivista “Marea”. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Morte a domicilio (2002), Il dubbio (2004), La segreta causa (2005), Il cartomante di via Venti (2005), Giorni contati(2006), Mariani. Il caso cuorenero (2006), Io so L’enigma di Mariani (2007), Primo (2008), Ultima chiamata per Mariani (2009), Mariani e il caso irrisolto (2010), Recita per Mariani (2011), Per sapere la verità (2012), Celtique (2012, terzo classificato al Premio Azzeccagarbugli 2013), Mariani allo specchio (2013), Mariani e le mezze verità (2014), Mariani e le porte chiuse (2015), Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani (2016), Mariani e il peso della colpa (2016), Mariani e la cagna (2017) Mariani e le parole taciute (2018), Matematiche certezze (2019 scritto a quattro mani con lo scrittore Rocco Ballacchino), Mariani e le giuste scelte (2019), Mariani e le ferite del passato (2020), Tempesta su Mariani (2021), Nessun ricordo muore (2017), Vittime e delitti (2018), Le porte della notte (2019), Un posto per morire (2021) e Appuntamento mortale (2022) questi ultimi cinque con protagonista la coppia Teresa Maritano e Marco Ardini. Per Corbaccio ha pubblicato Belle sceme! (2009). Per Rizzoli, nella collana youfeel, sono usciti Il cliente (2014), La preda (2014) e Il tesoro del melograno (2016). Per Castelvecchi il romanzo Tracce di Ada (2021). Morte a domicilio e Il dubbio sono stati pubblicati in Germania dalla Goldmann. Nel 2015 le è stato conferito il premio “La Vie en Rose”. 2018, terza classificata alla prima edizione del Premio EWWA. Premio Tigulliana, 2019. Premio alla carriera La Quercia del Myr, 2020. Nel 2023 Tunnel, La Corte Editore, (thriller, proposto al Premio Strega 2024 e Menzione Speciale al Ceresio in Giallo 2024). Nel 2025 Irene l’assassina (Salani Editore).