Il silenzio delle rondini




Marco De Franchi


Sinossi.

Sono giovani.

Uccidono.

E non sanno nemmeno perché.

Omicidi in apparenza inspiegabili e immotivati cominciano ad accadere dapprima soltanto in Italia. Uno solo il fattore in comune: gli assassini sono giovani, spesso giovanissimi. E le prime, ma non uniche, loro vittime sono i genitori. Cosa li ha spinti a uccidere? Quale forza li ha resi capaci di superare il limite tra fantasia e realtà e di compiere atti tanto efferati? Presto nelle forze dell’ordine si fa strada l’ipotesi più semplicistica: ragazzini deviati dai videogiochi, dalle challenge su TikTok o dai social media… Solo Valentina Medici intuisce che sotto c’è qualcosa di più complicato e più spaventoso. L’unica cosa che le resta da fare, quindi, è indagare senza sosta, ricominciando ogni volta da capo. Forse la chiave è in quello strano sogno, o visione, o allucinazione, che tutti i giovani assassini raccontano. Gabbiani che si scagliano su uno stormo di piccole rondini che non volano via, ma subiscono lo strazio in silenzio. Un silenzio presto riempito dalle urla delle nuove vittime che qualcuno sta preparandosi a uccidere per mano di giovani innocenti…

“È iniziato tutto così. Volevo sapere cosa c’è appena oltre la soglia della morte violenta. Volevo vedere quello che vede chi sta per morire. Volevo capire se l’ultimo sguardo si posa su qualcosa di vero e terribile o se sull’altro lato è tutto vuoto e freddo.

Be’, ho avuto in qualche modo la possibilità di scoprirlo. Sono stato laggiù.

E adesso sono tornato.

È stato tutto voluto, pianificato, ma comunque sorprendente…

Rischioso sì… è stato comunque un azzardo. Calcolato e inevitabile, ma pur sempre un azzardo. Comunque, quella dose di sofferenza necessaria che provo anche adesso la trovo vitale, è fresca, e mi motiva.

Non hanno mai capito chi sono realmente.

Così, quando sono tornato nel mondo dei viventi, a ribadire la loro condanna, è stato tutto molto naturale. Nessuna emozione, nessuno scossone. Ho soltanto portato qualcosa con me dall’oscurità che ho visitato. So perché sono tornato. Presto lo sapranno anche loro…”

Editore: Longanesi

Serie: Valentina Medici #3

Genere: thriller

Pagine: 512 p. R.

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Loredana Cescutti


“Le asperità ci rafforzano. Perché ci costringono spesso a ricominciare da capo.”

Lo aveva annunciato Marco De Franchi, in occasione della comunicazione inerente al nuovo romanzo, “Il silenzio delle rondini”, che con questo terzo capitolo si sarebbe posto fine alla sua fortunata trilogia.

E io, proprio per questo, non avrei voluto leggerlo tanto a breve, perché odio gli addii.

Non ci posso fare nulla,  mi affeziono a penna e personaggi, per cui un saluto mi suona sempre come un qualcosa di terribilmente definitivo e irrecuperabile.

Ma, la mia volontà, mal si concilia con la gola e quindi detto fatto, mi ero imposta di aspettare e invece, l’ho azzannato e finito.

Il buio che avvolge le pagine, il male che ti investe in modo incontrollato, il bisogno di un abbraccio sincero e di un raggio di luce quando percepisci la menzogna e l’oblio.

TUTTO QUESTO è “Il silenzio delle rondini” e, anche molto altro di più.

“…sentì di non essere più sull’orlo di quella voragine intorno a cui avevano danzato entrambi per tutta la loro vita. Avevano abbandonato il bordo. Erano sprofondati entrambi nel buio. E precipitavano sempre più velocemente verso il fondo.”

La scrittura di De Franchi che a partire dal primo romanzo incuriosisce (La condanna dei viventi – Longanesi 2022 – Recensione nel sito) e, con il secondo invoglia a proseguire (Il maestro dei sogni – Longanesi 2024 – Recensione nel sito), qui assume un ruolo UNICO, più maturo, più completo, più consapevole, più coinvolgente.

Un fiume che tracima in modo dirompente questa penna che, si trasforma in inchiostro liquido scuro e marchia le sue pagine con il male assoluto.

Le parole scivolano e si susseguono in una rincorsa indispensabile, nel tentativo di riportare ordine nel caos e soprattutto, per cercare di fermare il male.

“…guardava nel buio. Il buio ricambiava la cortesia. Svelava. Cose e volti. Le facce del suo passato, quelle degli assassini che aveva incontrato, che avevano costellato la sua via. Quella delle vittime, di quelle morte e straziate, e di quelle rimaste in vita, non più fortunate. E poi le facce di quelli che l’avevano accompagnata in quel viaggio assurdo che, in qualche modo, sentiva essere giunto al termine. Le facce dei suoi amici. Dei suoi colleghi. Di chi l’aveva coinvolta in quella ricerca furiosa e di chi lei aveva coinvolto. Persone a cui chiedere perdono, qualche volta. Persone da perdonare.”

Ma come riconoscere il male?

E, soprattutto, come  fermarlo?

“Pensava di aver conosciuto ogni aspetto della crudeltà umana. E si sbagliava sempre.”

Valentina dovrà privarsi dei filtri di difesa che la tengono a galla e, osservare tutto da una nuova prospettiva. Magari accettando un aiuto.

Preparatevi a calarvi nel buio, magari ne avrete paura e forse, rischierete di affogarci.

“…erano come scogli piantati nel mare che li circondava. Condividevano le onde che si infrangevano su di loro, ma non potevano unirsi. Vicini, complici, ma sempre un po’ distanti.”

Il timing, la scrittura avvolgente, le sensazioni, le emozioni e la manipolazione onnipresente la faranno da padroni in questo libro che ha tutte le caratteristiche per essere un thriller che farà furore.

“Come le altre volte non sentiva nulla. Né soddisfazione né il senso di una vendetta appagata. Aveva smesso da tempo di provare quel tipo di sensazioni. Aveva fatto ciò che doveva. Punto.”

Le tematiche di fondo spaventano, poiché si nascondono fra parole e immagini di uso comune e, ci mostrano una realtà nascosta ma per nulla lontana da una verità possibile, tangibile.

Le facciate del romanzo di De Franchi sono piene, dense, ricolme di sofferenza, di cattiveria, di manipolazioni messe in atto a discapito di menti innocenti e fragili, nel momento più delicato del loro sviluppo.

Quando sono ancora plastilina, nelle nostre mani, da forgiare e formare, appunto.

Perdere tutto per guadagnare che cosa?

Una trilogia, che al di là degli aspetti e delle atmosfere inquiete e assolutamente thriller, da genitori, in primis e, da adulti senzienti in ogni caso, a TUTTI, questa lettura lascerà spunti di riflessione e obbligherà, ognuno di noi, di voi, a rivalutare i pro e i contro dell’era social,

Un libro da divorare all’istante e un autore, che mi auguro possa fare ritorno molto presto in libreria.

“Alla fine, siamo noi che costruiamo il nostro destino. Non è responsabilità di nessun altro.”

Buona lettura!

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Marco De Franchi


(Roma, 1962) fin da bambino sognava di fare lo scrittore tanto quanto desiderava diventare investigatore. Ha infatti un passato da Commissario Capo di Polizia, periodo durante il quale ha lavorato presso il Servizio Centrale Operativo (SCO), l’ufficio investigativo italiano che più si avvicina all’FBI. Vive tra Pisa e Livorno con la moglie Debora e i due figli. Le esperienze sul campo sono state fondamentali per la scrittura dei suoi thriller La condanna dei viventi (2022) e Il maestro dei sogni (2024), entrambi pubblicati da Longanesi e usciti con successo nei principali Paesi europei.