Il tempo degli innocenti




‎  Angela Marsons


Sinossi. Un pomeriggio d’agosto, la piccola Grace Lennard entra nel giardino dell’asilo e svanisce nel nulla. Quando la detective Kim Stone arriva sul posto, trova un indizio inquietante: un braccialetto inciso, appartenuto a Melody Jones, una bambina rapita 25 anni fa. Poche ore prima, Steven Harte si era presentato alla stazione di polizia confessando di avere informazioni su Melody. Ma aveva anche avvertito Kim che un nuovo caso urgente stava per travolgerla. Per salvare Grace, Kim è costretta a partecipare al gioco perverso di Steven, cercando di decifrare ogni parola e gesto durante un interrogatorio serrato di 24 ore. Le indagini rivelano un inquietante schema: Steven è collegato al rapimento di diverse ragazzine vulnerabili, alcune delle quali furono rilasciate dopo un anno. Ma di Melody e delle altre non c’è traccia. Quando nel parco locale vengono ritrovate delle ossa, Kim teme il peggio. Mentre il caso si complica, emerge una verità ancora più sconvolgente: Steven non è l’unico a nascondere qualcosa. La dottoressa Alex Thorne, nemesi di Kim, è pronta a rivelare un segreto che colpirà la detective nel suo punto più fragile. Kim dovrà affrontare i propri demoni per salvare Grace e le altre prima che sia troppo tardi.

Due bambine rapite a venticinque anni di distanza, un uomo che sembra tirare i fili come un crudele burattinaio, un atto finale tutto ancora da scrivere. Uno spietato gioco al gatto col topo aspetta la Detective Kim Stone.

«Capacità di tessere la storia e arguzia tagliente nell’architettare i crimini; Angela Marsons come Dorothy Salisbury Davis e Elizabeth Linington.»La Lettura

«Voto dieci alla Marsons per aver creato un personaggio che non dimostra alcuna stanchezza.»Tuttolibri


Autore: Angela Marsons

Editore: Newton Compton Editori

Traduzione: Marialuisa Amodio

Serie: Kim Stone #15

Genere: Thriller

Pagine: 384 p., R

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Loredana Cescutti


“Le era capitato di parlare con individui senza sapere che erano assassini, stupratori, rapinatori, tanto era convincente la maschera che indossavano.”

Con “Il tempo degli innocenti” siamo giunti al quindicesimo capitolo delle storie di Angela Marsons e l’interesse e la tensione, invece che diminuire, continuano ad aumentare.

Su questa penna, sia io che gli altri blogger, assieme a tutti i lettori che nel tempo hanno avuto il piacere di trovarsi con uno dei suoi libri fra le mani (ad oggi li ho letti tutti), abbiamo sempre utilizzato parole di elogio per lo stile, l’accuratezza e le tematiche affrontate.

E qui, di nuovo, si raggiunge un livello altissimo dovuto alla suspense e ai colpi di scena.

Due situazioni aperte, un’indagine dall’esito incerto, dove a ogni passo avanti spunterà un fantasma dal passato e, un caso più personale, per nulla rassicurante, perché quando di mezzo c’è Alex Thorne, non si può fare a meno di guardarsi le spalle.

La memoria mi è volata immediatamente a “Il gioco del male”, luogo del primo e destabilizzante incontro fra le due.

“Aveva già incontrato due volte la psichiatra e ne era uscita indenne.

Era pronta a scommettere che la terza volta non sarebbe stata altrettanto fortunata.”

Un romanzo subdolo, che sin dalle battute iniziali, mi aveva catturata follemente, anzi, mi aveva inglobata nei meandri di un gioco ingannatore come si presenta istantaneamente il personaggio della dottoressa Torne, così intrigantemente affascinante, disturbato e disturbante.

Una figura che nel tempo si è rifatta sentire, ancora, tanto per non farsi dimenticare dalla detective ma che ora, si presenta più determinata che mai nel voler rientrare nei pensieri della poliziotta.

E qui, eccola di nuovo, pronta a risorgere dalle ceneri utilizzando, seppur dal carcere, l’artiglieria pesante, pur di ottenere ciò che vuole e pur di creare problemi a Kim per suo personale divertimento.

“Tutti i pezzi andarono finalmente al loro posto: ora capiva con chi – e con cosa – avevano a che fare.

Un libro infingardo, questo nuovo lavoro di Angela Marsons, che si dimostra da subito inaffidabile, quanto a informazioni, falso, doppiogiochista e però, anche altamente allettante, scorrevole, irrinunciabile.

I capitoli sono brevi e dinamici, come il tempo che avranno a disposizione Kim e la sua squadra per tentare di salvare una vita, inchiodare un assassino e mettere il punto ad una vicenda che dura da anni.

“Le due persone che odiava di più al mondo avevano stretto una sorta di legame malato alle sue spalle: era di una perversione unica.”

Per Stone, poi, ci sarà anche altra carne al fuoco da risolvere ma questa, temo sarà una faccenda un po’ più complicata di quanto ci si potrebbe aspettare.

Le tematiche sono come sempre reali, concrete e destabilizzano il lettore, consapevole, che tutto ciò di cui si racconta fra le pagine, tutto sommato, non si discosta molta dalla realtà che ci circonda, poiché il disagio, gli abusi e ogni tipo di violenza abitano anche qui, nel piccolo delle nostre cittadine apparentemente tranquille.

“Non ti sembra strano come una sola informazione su una persona possa cambiare del tutto l’opinione che hai di lei?”

La penna conferma la sua abilità nel riuscire sempre a stupire il lettore inserendo la novità che capovolge ogni possibile sicurezza di quest’ultimo, distogliendo abilmente l’attenzione dal fulcro dell’intera storia.

Timing rapido, un conto alla rovescia dettato dagli ultimi respiri di una vita in gioco e dalle ore legalmente a disposizione per trattenere il probabile omicida.

“Non era tanto il fatto che lo sapessero a darle fastidio, quanto che il suo passato tornasse a intrecciarsi con il lavoro. Di nuovo.”

La stessa Stone, si ritroverà a gestire, oltre alla complessità dell’indagine, il suo personale passato, ributtato in “gioco”, e passatemi questo termine che richiama brutalmente alla sua vita violata sin da bambina che ritorna, prepotente, ossessivo, violentemente rimesso sul banco da un croupier psicopatico, la dottoressa Thorne, che trova in ogni sua azione, divertimento e utilità, valutando, anche, in modo sadico, le possibili conseguenze sulle sue vittime.

Come diavolo aveva potuto lasciarsi sfuggire quello che aveva avuto davanti agli occhi per tutta la settimana?”

Il finale è una corsa, con un colpo di scena a sorpresa che ribalta, di nuovo ogni convinzione e che, lascia sicuramente il lettore esterrefatto.

Ma anche soddisfatto.

“Non sapeva come e non sapeva quando, ma sapeva …  sarebbe tornata per lei.”

Naturalmente, seguaci di Angela, è chiaro che tutto il resto, non si chiuderà qui.

Che dire alla casa editrice, se non di sbrigarsi a tradurre il seguito perché qui le cose si fanno sempre più stuzzicanti e io, sono curiosa come una serpe di scoprire l’evoluzione di questa storia.

A presto Kim!

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Angela Marsons


ha debuttato nel thriller con Urla nel silenzio arrivando a vendere un milione e mezzo di copie nel mondo. Angela vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller.