Arnaldur Indriđason
Sinossi. Da settimane in Islanda non si parla d’altro: in un dirupo sono stati ritrovati i resti del corpo di Skafti, un ragazzo ucciso negli anni Settanta. All’epoca era stato rinchiuso in carcere un uomo che aveva confessato di averlo ammazzato e gettato in mare. La notizia colpisce l’opinione pubblica, convinta che la polizia abbia voluto incastrare un povero innocente. E Leó, ex braccio destro del detective Konráð allora a capo delle indagini, è tormentato dai rimorsi. Intanto, un altro cadavere viene rinvenuto sulle sponde di un lago. Non si tratta di un turista caduto accidentalmente, come era stato ipotizzato all’inizio, ma di un certo Franklín, un islandese che viveva all’estero da anni. Perché aveva deciso di tornare proprio adesso? Konráð sospetta che esista un nesso fra questi casi, e le ricerche lo condurranno ai tempi della Guerra Fredda, sulle tracce di misteriosi traffici a bordo di pescherecci russi. Tutti gli indizi sembrano portare verso un’unica pista, che vede coinvolta una pericolosa rete di spionaggio…
Autore: Arnaldur Indriđason
Traduzione: Alessandro Storti
Editore: Guanda
Genere: Narrativa gialla
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Marina Toniolo
“…spiegò che per molto tempo aveva lavorato in polizia, e che ora s’interessava ai vecchi casi. Aggiunse che cominciava quasi a pensare di scriverci un libro, del tipo Storie vere di un poliziotto. Già altre volte lo aveva detto, davanti a persone che restavano perplesse nel trovarselo alla porta sentendosi tempestare di strane domande su eventi del passato”.
Il detective Konrađ non molla l’osso. Anche se in pensione continua a incrociare i vecchi casi affrontati insieme al suo migliore amico e collega Leó. In questo giallo, dal sapore nostalgico, trovano conclusione le storie di Skafti e del padre Seppi.
Con il ritmo lento usuale a Indriđason Konrađ bussa a qualunque porta alla ricerca di indizi che portino alla verità e, soprattutto, picchia sodo nei confronti dell’ex collega Leó cercando di comprenderne lo strano comportamento tenuto e, presto, capisce che tutto è collegato agli eventi degli anni Settanta. L’ex detective è un personaggio complicato ma che rimane nel cuore di chi lo conosce.
Le persone che frequenta non vedono l’ora che ‘si tolga dai piedi’ a causa delle domande insistenti che pone, ma dopo anelano al suo ritorno. Purtroppo il ritmo monocorde e la mancanza di plasticità delle situazioni compromettono il gusto complessivo della storia.
Interessante sarebbe poter verificare la storia delle navi russe che attraccano al largo dei porti islandesi per attività di spionaggio e per il contrabbando delle vecchie automobili Lada.
Tuttavia, la propaganda espressa ne ‘Il testimone‘, contrapposizione tra libertà occidentale e regime sovietico, è troppo spiccatamente di parte per un libro che non risulta essere un noir nel senso puro del termine.
L’ottima traduzione in italiano è una marcia in più: ho avuto la sensazione leggendo che fosse un capitolo finale nella lunga saga del detective Konrađ anche se, a ben vedere, la sensitiva Eygló potrebbe avere ancora qualche spunto da darci.
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Arnaldur Indriðason
1961 – Reykjavík, è uno scrittore islandese di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il personaggio di Erlendur Sveinsson. Ha lavorato come giornalista indipendente e come critico cinematografico. Laureato in storia, ha scritto il suo primo romanzo nel 1997. Ha vinto numerosi premi fra i quali ilGlasnyckeln e Gold Dagger. Tra i suoi romanzi pubblicati da Guanda: ‘Sotto la città’ (2005), ‘La signora in verde’ (2006), ‘La voce’ (2008), ‘Un corpo nel lago’ (2009), ‘Un grande gelo’ (2010), ‘Un caso archiviato’ (2010), ‘Un doppio sospetto’ (2011), ‘Cielo Nero’ (2012), ‘Le abitudini delle volpi’ (2013), ‘Sfida cruciale’ (2013), ‘Le Notti di Reykjavík’ (2014), ‘Una traccia nel buio’ (2015), ‘Un delitto da dimenticare’ (2016), ‘Il commesso viaggiatore’ (2017), ‘La ragazza della nave’ (2018), ‘Quel che sa la notte’ (2019), ‘I figli della polvere’ (2021), ‘In silenzio si uccide’ (2022), ‘La pietra del rimpianto’ (2023), ‘Muro di silenzio’ (2024).