Video Recensione. Salvatore Niffoi




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Salvatore Niffoi

Genere: Narrativa

Editore: Giunti Le chiocciole

Pagine: 172

Anno: 2019


 

Sinossi. La vita di Agapitu, detto “Matoforu“, il contastorie di Thilipirches, in Barbagia: il venditore di metafore. Dalla sua nascita avvolta nel mistero, fino a quando, oramai adulto e tra i pochi sopravvissuti alla Grande Carestia che ha colpito il suo paese, decide di vivere raccontando le vite degli altri. Il romanzo è l’insieme di tutte queste vite: quella del becchino, del nano, di Giovanna Garofano, dell’inventore della macchina cancellapeccati, dell’aggiustaossa e del mai cresciuto… Matoforu racconta sulla piazza o davanti al sagrato di un paese che cambia ad ogni racconto. Eppure, pur essendo coinvolto da queste esistenze comuni e prodigiose, il lettore si appassiona anche alla vita di colui che narra, dall’incontro col cane che lo accompagna nel corso dei suoi viaggi, ai carabinieri che lo minacciano e gli impongono di smettere di fare il contastorie perché disturba l’ordine pubblico, ai mesi trascorsi nascosto in una grotta come un latitante, all’amore per Anzelina la contadora, la donna con la quale trascorrerà il tempo che gli è rimasto da vivere…

 

 

 

 

Video Recensione

di Fiorella Carta

 

 

 

Recensione


Ricordati che un paese che non legge storie è un paese che non ride, un paese cieco, morto!”
“Il cantastorie è un personaggio
Che ha compiuto un lungo viaggio
E in tutti i paesi che ha veduto
Molte gente ha conosciuto”

Chi aveva a casa l’enciclopedia “I quindici” ricorderà questa filastrocca e i disegni coloratissimi che la accompagnavano.
Ho sempre immaginato che la vita dei cantastorie fosse un viaggio continuo pieno di meraviglie.
In effetti, il cammino di Matoforu è intessuto di leggende, personaggi particolari e sentimenti contrastanti in tutte le storie che decide di lasciar andare in giro per la Sardegna.

Niffoi racconta in modo onirico, il viaggio di un “conta contos” che in modo scettico inizia la sua avventura e, con timidezza avvicina a sé i paesani per dispensare loro vere e proprie metafore sulla vita.

Non è solo il racconto esilarante, o triste, o romantico ad attirare il pubblico; il finale delle sue storie lascia strascichi di riflessione ben radicati in parole antiche come quelle della lingua sarda, usata in alcuni momenti per enfatizzare il concetto, per dare maggiore pathos.

Ho trovato passaggi carichi di risate, succeduti da conclusioni intrise di tristezza, per gli stessi avvenimenti che un secondo prima mi avevano fatto sorridere.
Capacissimo di evocare questi sbalzi di umore, Niffoi elargisce epifanie attraverso un personaggio umile, che prova a trovare la sua strada in un mondo difficile, in un’isola che troppo facilmente dimentica la sua grandezza.

Matoforu furbescamente dona speranza ai poveri e cerca di risvegliare le coscienze dei ricchi, attraverso storie diverse e pungenti.
In questa girandola di persone e personaggi credo che la metafora più importante sia una: guardare scorrere la vita degli altri, raccontare loro storie affascinanti e ricche di significato, è un grande regalo verso il prossimo, ma non deve mai allontanarci da quello che invece è il racconto della nostra esistenza, è il tempo che dobbiamo a noi stessi; tempo che fugge e mai ritorna, tempo che potremmo dedicare a fare della nostra vita tutto ciò che abbiamo sempre desiderato.
Matoforu parte vuoto nelle tasche e nell’ animo e termina il suo cammino con una ricchezza tutta particolare, ben lontana dal materiale.

Un romanzo breve ma affollato, non di certo confusionario. Ognuno ha il suo ruolo, ben rimarcato e specifico, ogni ascoltatore ha una storia dedicata , unu contu tutto per sé, che rende il ritorno a casa una passeggiata silenziosa a capo chino.
Riderete tanto, rifletterete forse il doppio ma la magia creativa di Niffoi non passerà di certo inosservata.
Si racconta di reietti, di emarginati, di poveri d’animo in mezzo ai loro tesori, di buoni, cattivi e misericordiosi, di amore, odio e antichi misteri, delle nostre debolezze e della nostra forza; si parla di vita, senza trucchi o inganni.


 

 

Salvatore Niffoi 


Salvatore Niffoi (Orani, 19 febbraio 1950) è uno scrittore e insegnante italiano. È stato insegnante di scuola media fino al 2006. Vive a Orani, piccolo centro della Barbagia in provincia di Nuoro. Si è laureato in lettere a Roma nel 1976, con una tesi sulla poesia in sardo, i cui relatori erano Carlo Salinari e Tullio de Mauro. Scrive il suo primo romanzo, Collodoro, nel 1997, edito dalla casa editrice nuorese Solinas. Nel 1999 inizia il sodalizio con la casa editrice Il Maestrale, con la quale ha pubblicato i successivi romanzi: Il viaggio degli inganni (1999), Il postino di Piracherfa(2000), tradotto in francese, Cristolu (2001), La sesta ora (2003). I romanzi La leggenda di Redenta Tiria, La vedova scalza e Ritorno a Baraule escono presso la casa editrice Adelphi di Milano; è proprio con La vedova scalza che ha vinto il Premio Campiello nel 2006. Niffoi è uno dei più popolari scrittori della Nuova letteratura sarda.