e altri racconti scelti da H.P.Lovecraft
Sinossi. Fantasmi, apparizioni, cimiteri, case maledette, esseri misteriosi, antiche leggende… i grandi temi dell’horror classico in quattro racconti scelti da H.P. Lovecraft. Così il maestro di Providence ci presenta E.F. Benson nel suo saggio Supernatural Horror in Literature:
«Ultimamente la narrativa del soprannaturale sta conoscendo un periodo felice, ed un suo insigne esponente è il versatile E.F. Benson il cui The Man Who Went Too Far narra tenebrosamente di una casa al limitare di un cupo bosco e dell’impronta dello zoccolo di Pan sul petto di un uomo morto. Il volume di Benson, Visible and Invisible, contiene numerose storie di rara efficacia; ‘Negotium Perambulans’, la cui trama riguarda un mostro abominevole proveniente da un antico pannello ecclesiastico che compie una vendetta soprannaturale in un solitario villaggio sulla costa della Cornovaglia; e ‘The Horror-Horn’, nel quale si muove a lunghi balzi uno spaventoso essere subumano che dimora in inaccessibili vette alpine. ‘The Face’ è di una potenza letale con la sua inesorabile aura di morte».
Autore: Edward Frederic Benson
Traduzione: Lucio Besana e Diego Bertelli
Editore: Agenzia Alcatraz
Genere: Horror
Collana: La biblioteca di Lovecraft
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: aprile 2026
Recensione
di
Loredana Gasparri
Lovecraft aveva davvero una biblioteca mirabile. A parte gli scherzi, leggere un libro ‘scelto’ da uno scrittore di quel calibro è un piacere assicurato, sempre che si ami il genere. Quando ho finito i racconti, ho sospirato di sollievo (certe cose mi fanno davvero paura), di rimpianto (non ce ne sono più?), e di contentezza (da quanto non provavo certi brividi?).
Io amo l’horror, grazie a Poe prima di tutti gli altri, proprio perché mi mettono davanti ad alcuni elementi e situazioni che mi scuotono fin nel profondo, e non riesco a starne lontano. Almeno sulla carta… perché nella vita reale, se mi raccontassero che nelle vicinanze della baita in cui sto trascorrendo le vacanze, sono state avvistate creature subumane che ululano come lupi, io cambierei stato. Magari anche continente. Forse anche pianeta, tanto per restare sul sicuro.
Ma qui, nel mondo dei libri, sentire l’autore che descrive abomini e le reazioni suscitate nei poveri malcapitati che se li trovano davanti, è coinvolgente al punto da creare dipendenza. Perché quella sensazione di spavento che fa urlare i nervi del protagonista e ne inonda il corpo, si trasferisce come per magia al lettore, ed è una scarica elettrica. Questo, almeno, è quello che ho provato io leggendo i quattro racconti, friggendo di suspense, in aggiunta.
Il volto è il primo che apre la raccolta. La giovane Hester Ward è dotata di tutte le benedizioni nel mondo reale. Bella, benestante, moglie di un uomo attraente e innamorato, madre di due bei figli. In questo paradiso di vita, però, ha iniziato da poco a strisciare un serpente malefico. Insinuante, nero, portatore di guai. Il disturbatore è un sogno ricorrente che la signora aveva una decina di anni prima e che, dopo essere scomparso nei meandri onirici, è ritornato ad agitare le sue notti.
Un paesaggio scuro, una scogliera, la sensazione che qualcuno di malvagio la stia aspettando. Gli incubi si susseguono, e aggiungono particolari a quella scena già vista anni fa. Hester non riesce a liberarsi della paura e quell’incubo non le dà tregua. Dick, il marito innamorato e protettivo, la manda sulla costa per una breve vacanza al caldo e nella natura. Hester sembra rinascere. Il suo malessere sembra scomparire, e Dick sta per raggiungerla per stare con lei. Che pace! Però… ora che guarda bene, dove ha già visto quel tratto della costa?
L’uomo che andò troppo lontano mi ha sorpreso. Il protagonista Frank deve aver scoperto il segreto della vita, abbandonando la città angosciante, ritirandosi a vivere in campagna, in stretto contatto con la natura. Si immerge in un fiume che scorre vicino a casa sua, accarezza gli uccelli che gli si avvicinano volontariamente. Il suo aspetto è quello di un ragazzo appena ventenne, nonostante abbia passato i trentacinque. Sorride, il suo tono di voce è dolce, non si arrabbia mai o nemmeno si mostra agitato.
Qual è il suo segreto? Davvero è sufficiente vivere nella natura per sentirsi così in pace con sé stessi? Scopriremo che Frank è andato troppo lontano, sul serio. La vita è potente e complessa e viverla in tutti i suoi lati può non essere accettabile per un essere umano.
Negotium Perambulans e Il Corno dell’Orrore hanno un elemento in comune: creature soprannaturali da cui è fondamentale tenersi lontano ad ogni costo, che si tratti di evitarne gli istinti vendicativi o quelli famelici.
Consiglio questa lettura a chi ama l’horror e tutte le sue sfumature; i quattro racconti sono brevi ma molto ricchi e lasciano appagati e con il desiderio di averne ancora.
Questa edizione risulta particolarmente gradita perché corredata delle illustrazioni originali dei racconti, tanto per aggiungere brividi visivi a quelli mentali. Inoltre, ho apprezzato molto la nota introduttiva e la prefazione sull’autore e sul libro, che mi hanno fornito un’idea chiara e precisa di Benson, di cui non avevo ancora avuto il terrificante piacere di leggere nulla.
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Edward Frederic Benson
(24 luglio 1867 – 29 febbraio 1940) fu un romanziere, biografo e autore di racconti inglese, noto per le sue storie di fantasmi e di soprannaturale. Nato al Wellington College nel Berkshire, era il quinto figlio di Edward White Benson, futuro Arcivescovo di Canterbury. Cresciuto in una famiglia intellettuale e religiosa, Benson sviluppò fin da giovane un talento letterario precoce, pubblicando il suo primo libro, Sketches from Marlborough, ancora studente. Autore versatile, rimane celebre soprattutto per i suoi racconti di fantasmi, caratterizzati da atmosfere inquietanti e sottili ironie. Le sue opere mostrano spesso una sensibilità omoerotica, unita a un’arguzia sottile e a un senso del grottesco. Visse a Londra e sull’isola di Capri, frequentata da un circolo di intellettuali omosessuali. Morì il 29 febbraio 1940, lasciando un’eredità letteraria che combina brillantezza sociale, humor e un inquietante talento per l’orrore soprannaturale.