Implacabile




Christopher Bollen


Sinossi. Maggie Burkhardt, 81 anni, vedova di Milwaukee, è ormai da qualche mese ospite in una comoda suite del Royal Karnak di Luxor, Egitto, un albergo un po’ délabré, testimone di un fasto passato, sulle rive del Nilo. Qui, sotto il caldo sole sahariano, tra meravigliosi tramonti e l’amicizia del direttore dell’albergo e degli altri ospiti «a lungo termine», Maggie è felice. Si sente amata, coccolata, e per tutti è semplicemente la vecchietta sola della stanza 309. Nessuno sospetta di un’anomalia nella vita di Maggie, un desiderio compulsivo che la porta a voler «sistemare» la vita delle persone che incontra sul suo cammino. Un desiderio che l’ha messa nei guai e costretta alla fuga dall’albergo svizzero dove soggiornava fino a qualche tempo prima. Una mattina Maggie nota l’arrivo di due nuove persone al bancone della reception: una giovane madre dall’aria tristissima, Tess, e suo figlio Otto, di otto anni. Maggie ne è intenerita, vuole prendersene cura, invitarli nel suo mondo, magari, un giorno, far parte della loro famiglia. Ma presto capisce che queste sue attenzioni hanno attirato la rivalità di un avversario totalmente inatteso. Maggie ha finalmente trovato chi le tiene testa, in un agguerrito gioco del gatto e del topo, dove si fatica a capire chi è l’uno e chi l’altro.


Traduttore: Marco Dionigi Drago

Editore: Bollati Boringhieri

Genere: Thriller psicologico

Pagine: 272

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Sabrina Russo


Il romanzo è ambientato in Egitto, a Luxor, durante il periodo finale del Covid, in un hotel di lusso dove, al momento, vi alloggiano pochi ospiti a causa della pandemia e dell’impossibilità di viaggiare. 

Una di queste ospiti è Maggie Burkhardt, signora eccentrica di ottantuno anni, che al bellissimo Royal Karnak ha stabilito la sua residenza e si comporta come se vi abitasse, atteggiandosi da amica di vacanzieri di passaggio e di coloro che vi lavorano: ne è un esempio il direttore, Ahmed, e la coppia di ragazzi, Ben e Zachary, con cui trascorre gran parte della sua giornata. Tutto sembra scorrere nella più totale tranquillità, vi è un’assodata routine alla quale Maggie è affezionata e nulla fa presagire la vera indole dell’anziana signora: un’ossessione, un desiderio compulsivo di conoscere la vita degli atri, intromettersi negli affari di famiglie, coppie o singoli individui cercando di “aggiustare” queste vite, dando il suo personale contributo affinché siano libere e vadano verso il loro destino.

“Che ci crediate o no, io voglio che le persone siano felici. Se non felici, almeno libere”.

E mentre tutto sembra procedere per il meglio, una mattina giunge in hotel una giovane madre americana, Tess, con il figlio Otto, di otto anni. 

Maggie si intenerisce, sembra subito captare dalle espressioni del volto della madre un disagio, un dolore da non far emergere ma che, secondo il suo parere, necessita una fine.

La volontà di Maggie di aiutare prevale, come sempre. 

Questo suo volere si scontrerà presto, però, con un avversario inatteso, implacabile agli occhi della tenera e simpatica “vecchina”. Ogni suo tentativo di porre fine a determinate azioni non farà che condurla ad ottenere un effetto contrario, dai risvolti inaspettatamente violenti e pericolosi.

Questo tête-à-tête tra l’anziana signora e il suo rivale, ad altro non condurrà che a episodi di violenza, perversione e perfidia che non lasciano dubbi su quali siano le intenzioni di entrambi, acerrimi nemici incapaci di provare pietà l’uno nei confronti dell’altra. Uscirne fisicamente indenni, salvaguardando la propria reputazione sembra essere ciò che conti veramente, nel totale disinteresse delle sorti di coloro che li circondano.

” Probabilmente ritiene di avermi già sconfitto, una vecchia vedova sola, isolata dalla propria famiglia e senza molta voglia di combattere. Ed è qui che sbaglia”.

Il romanzo è un thriller psicologico, il cui intreccio indubbiamente elaborato mantiene tuttavia il lettore avvinto alle sue pagine grazie ad una prosa scorrevole e diretta. 

La narrazione in prima persona permette di immedesimarsi completamente con la protagonista, Maggie, captandone i pensieri, i sentimenti e la profonda sofferenza, causata da un passato di dolore e perdita affettiva. La presenza di flashback ci riporta al suo vissuto, includendo personaggi che ne hanno fatto parte, in maniera più o meno preponderante. 

L’autore si addentra fin nell’anima pulsante del suo personaggio, conoscendone ogni anfratto e descrivendone la psicologia, indubbiamente complessa e a tratti crudele. 

Altrettanto interessante e spietata è la psiche del suo antagonista, di cui abbiamo percezione solo grazie ad azioni che non lasciano adito a dubbi.

Un romanzo brillante, un susseguirsi di eventi impietosi, equilibri che si sgretolano sotto il peso degli eventi e uno sguardo profondo all’eterno conflitto tra giovani e anziani: due opposti che si attraggono e respingono in egual misura. 

Una riflessione su come la solitudine, la gelosia e la paura di perdere ciò che consideriamo indispensabile, parte di noi, del nostro presente possano condurre alla pazzia, al compimento di atti estremi nella più totale sensazione di normalità. 

Finale sorprendente e inaspettato.

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Christopher Bollen


vive a New York. È l’autore di Orient (2018), Un crimine bellissimo (2020) e Il gioco della distruzione (2021). È editor e critico per «Interview Magazine» e i suoi scritti sono apparsi su numerosi quotidiani e riviste, tra cui «The New York Times», «Artforum», «New York Magazine» e «The Believer». Implacabile è stato nominato Miglior Thriller dell’Anno 2024 da «The New York Times» ed è stato finalista al Los Angeles Times Book Prize. In Italia pubblicato da Bollati Boringhieri (2025).

A cura di Sabrina Russo

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