Michael Zadoorian
Sinossi. Poche storie, Ella e John hanno deciso: partiranno. Chi se ne frega dei divieti e delle ansie dei figli, al diavolo medici, paramedici, rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami prescrizioni precauzioni. Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo Mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme “formano una persona intera”. Di cose grandiose, se ne possono fare anche all’ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant’anni suonati Ella e John balzano sul loro camper – un vecchio Leisure Seeker – e attraversano l’America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all’alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie sogni paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà… perché la vita è profondamente nostra, drammaticamente grande, fino all’ultimo chilometro.
Autore: Michael Zadoorian
Traduzione: Claudia Tarolo
Editore: Marcos y Marcos
Genere: Narrativa
Pagine: 280
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Gasparri
Come riassumi un’intera vita, e come costruisci, nel frattempo, nuovi ricordi e nuove scoperte?
Viaggiando. Ed è quello che i due protagonisti di questo romanzo, Ella e John, fanno in ogni momento che trascorrono sul loro camper mentre attraversano l’America da Detroit alla California.
Ella e John sono un’anziana coppia americana che rientra piuttosto bene nella media. Sposati da tanti anni, affiatati, con due figli più o meno sistemati, un paio di traslochi alle spalle, molti viaggi carichi di ricordi effettuati a bordo di un massiccio camper, The Leisure Seeker, da soli nel loro nucleo famigliare, o accompagnati da vari amici, mille fotografie a testimonianza, oggetti e strumenti a supporto del loro tempo libero.
Quando li incontriamo all’inizio del libro sono anziani e pieni di guai di salute.
Ella è percorsa da dolori continui tenuti a bada dai farmaci, emanazioni di un tumore tignoso e prepotente, John è in perfetta forma fisica, ma la sua testa tende a vagare in altre direzioni, altre dimensioni, e pur sintonizzandosi immediatamente su prodigiosi dettagli del passato, non riesce a trattenere per più di pochi secondi informazioni importanti come il nome di sua moglie, o il luogo dove si trova in quel momento.
Secondo Ella sono una squadra perfetta, perché insieme ne fanno uno intero e totalmente funzionante. Questo è uno dei motivi che la spinge a organizzare un lungo viaggio in camper, sequestrando letteralmente il marito, reso docile dai farmaci e dalla prospettiva di mettersi alla guida, sfidando sprezzante il divieto assoluto dei medici e le ansie terrorizzate dei figli. Se pensavate di trovarvi davanti due anziani piegati e infiacchiti dai loro problemi di salute e rassegnati a contare i giorni e le ore fino alla fine, non è la storia che cercavate.
Ella è categorica, determinata fino e oltre la cocciutaggine; telefona ai figli e li aggiorna su come stanno, sorvolando sull’esatta collocazione geografica in cui si trovano in quel momento, rintuzza ogni tentativo di farla sentire debole e bisognosa, ogni accusa di sventatezza, ogni minaccia di farli rintracciare dalla polizia. Ha un progetto ben preciso in mente, e niente e nessuno le impedirà di portarlo a termine nei modi e nei tempi che lei ha disegnato con cura.
Seguiamo la coppia nel loro immarcescibile camper, anziano e malandato quanto loro, ma con un cuore d’acciaio esattamente come i suoi padroni. Ripercorriamo con loro l’iconica Route 66, dal punto di inizio fino alla fine, o almeno, quello che ne resta.
Larghi tratti della strada più famosa del mondo sono scomparsi, ingoiati da autostrade più robuste ed efficienti, oppure sono stati abbandonati, al pari di tante piccole e medie città che li costellavano, diventando luoghi infestati dai fantasmi, buoni per un certo tipo di turismo e magari certe ambientazioni cinematografiche. Le sezioni mantenute più o meno intatte o in buono stato sono magneti per turisti, con tutto l’indotto costruito ad arte: musei, ristoranti a tema, negozi di gadget.
Ella guarda il paesaggio che le scorre fuori dai finestrini con l’attenzione di un navigatore esperto, armata di mappe e di anni di esperienza accanto al marito provetto guidatore, e attraversata da una miriade di sensazioni e sentimenti diversi. C’è la dolcezza del ricordo di un’altra vacanza trascorsa con amici o famiglia, se il luogo è già conosciuto, e il confronto tra quello che c’era e quello che offre il presente.
Lo stupore e la tristezza di non ritrovare più nulla di noto. E all’opposto, la meraviglia accompagnata da un po’ di sospetto di fronte alla completa novità. Non mancano i momenti no del viaggio, che per sua natura è già lungo e stancante, e che talvolta diventa pesantissimo per due persone in condizioni di salute così precarie.
Ella fa ricorso alle sue pillole a più riprese anche solo per stare in piedi, e alle sue riserve di amore e pazienza infiniti di fronte ai buchi di memoria e all’agitazione da demenza senile di John, che la mettono davvero a dura prova più di una volta.
Ci sono anche momenti divertenti, dolci e incoraggianti quando i due vecchietti interagiscono con le persone che incontrano nelle piazzole di sosta per camper o nei parcheggi dei motel, e un paio di brividi di paura profonda quando Ella e John sfiorano una situazione piuttosto pericolosa.
Non si tratta solo di un viaggio di ricordi, un canto del cigno perché le forze stanno declinando. È anche un atto di ribellione, un modo per ristabilire gli equilibri, ridimensionare paure e ansie. È una rivendicazione a decidere come vivere un momento che potrebbe essere stagnante e angoscioso, se preso con passività e rassegnazione. Ella e John, ma soprattutto Ella, sono tante cose, ma sicuramente non passivi.
È un libro da tenere vicino quando la tentazione di lasciarsi andare o lasciar perdere rischia di diventare soverchiante, portandoci via la volontà di andare avanti. La voce di Ella, che ci descrive tutto quello che accade e tutto quello che pensa dalla prima pagina, resta dolce e forte fino all’ultima parola, quando smette di raccontarci la sua storia con altrettanta forza e dolcezza.
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Michael Zadoorian
Sono stati i librai americani a trasformare Michael Zadoorian in un autore di culto. Anni di instancabile passaparola hanno fatto di Second Hand un successo a lungo termine. Come non accade quasi più. E Michael Zadoorian, che vive a Detroit con la moglie Rita, bibliotecaria, un certo numero di gatti e migliaia di oggetti delle più svariate origini, ha deciso di buttarsi a corpo morto nella scrittura. Dopo aver letto e amato Carver, Toole e Brautigan, ha lavorato come un matto su The Leisure Seeker (In viaggio contromano), ispirato al re dei camper anni Settanta. Marcos y Marcos ha pubblicato Second Hand, Il mondo delle cose, In viaggio contromano e Beautiful Music.