Innocenza




‎  Andrea Esposito


Sinossi. Preoccupata per il padre anziano, Caterina lascia Roma e torna nel paese dove è nata, attorniato dalla Sila intatta e lussureggiante, che contiene tracce di antichissimi insediamenti. Trova il cadavere di un altro uomo e una donna sconvolta; il padre di Caterina è scomparso e con lui un bambino. Per dimostrarne l’innocenza (o confrontarsi con l’orrore?), Caterina si addentra nella montagna assoluta, dove il silenzio diventa voce: il senso della realtà prende sfaldarsi, lasciando il posto a superstizioni, visioni, credenze di un mondo arcaico, come la leggenda della lupa rossa, che sembra tornare a intrecciarsi con un male molto più vero.

Con Innocenza Andrea Esposito firma un romanzo che cattura il lettore fino all’ultima parola: un viaggio iniziatico alle radici del male che diventa conoscenza di sé e degli affetti più profondi, tentativo di sconfiggere la violenza e dare un senso al dolore.

Un viaggio iniziatico alle radici del male, tra identità e affetti profondi


Autore: Andrea Esposito

Editore: Ponte alle Grazie

Genere: Thriller

Pagine: 208

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


È un romanzo atipico, originale e intenso, quello plasmato dalla penna di Andrea Esposito. Asciutto e allo stesso tempo profondo, veristico eppure, a tratti, visionario, Innocenza racconta una vicenda oscura in cui la realtà si immerge nell’abisso.

Caterina sta per decollare sull’aereo che avrebbe dovuto riportarla a Lamezia Terme, in quella Calabria che ha abbandonato molti anni prima, assieme a un rapporto ormai logoro con suo padre Salvatore. Un bird strike fa slittare la partenza, prefigurandosi come un fosco presagio di ciò che la donna incontrerà nelle alture della Sila, nella casa paterna carica di ricordi e cicatrici.

All’arrivo, infatti, Caterina non troverà traccia di suo padre e la situazione peggiorerà ulteriormente, quando l’omicidio di un turista e il rapimento di suo figlio (un bambino di nome Christian) sembreranno collegarsi proprio alla misteriosa sparizione di Salvatore con il suo fucile.

La donna, seppur attonita e confusa, non avrà scelta. Dovrà incamminarsi per i sentieri silvestri che era solita percorrere da ragazza; dovrà affrontare la desolata oscurità dei monti silani. Dovrà districarsi tra memorie nebulose e leggende locali, cercando di rispondere a una domanda assillante. L’ossessione complottista di suo padre, dai più giudicato ormai squilibrato, può averlo trasformato in un assassino?

Con una prosa asciutta e affilata, in un condensato di appena duecento pagine, l’autore tratteggia un romanzo cupo e introspettivo; un thriller psicologico, di atmosfera, che scorre velocemente senza però rinunciare a picchi di intensa e drammatica emotività.

Il finale, svelato dopo un intreccio di segni e coincidenze dal sapore fatidico, è come un raggio di luce puntato sul ritratto del male. Un incubo che affiora nel mondo reale, una realtà che sprofonda in un orrore da cui non c’è possibilità di assoluzione. Una lettura assolutamente consigliata.

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Andrea Esposito


(Roma, 1980) è autore dei romanzi Voragine (2018) e Dominio (2021), pubblicati dal Saggiatore.