Inopportuna atmosfera




‎ Federico Camporese 


Sinossi. Una semplice cena tra amici. Sono presenti i chirurghi del grande ospedale della terraferma veneziana e un assessore che non si rassegna a un mondo in trasformazione. Loro si prendono cura delle persone, lui della città. È così da sempre. I medici descrivono una sanità in difficoltà e, tra una bottiglia e una portata, si lasciano sfuggire che da tempo, nei loro reparti, accade uno strano susseguirsi di decessi. Una notizia che cambia l’atmosfera della serata e che sembra turbare parecchio i commensali. Appare evidente a tutti, infatti, che quelle morti non sembrano frutto del caso.


Autore: Federico Camporese 

Editore: Linea Edizioni

Genere: giallo

Pagine: 222

Anno di pubblicazione: 28 novembre 2025

 Recensione

di

Sara Zanferrari


“La combriccola era tutta lì. Loro medici, lui assessore. Lui si prendeva cura della città o più propriamente, del benessere dei suoi abitanti, loro si prendevano cura delle persone che stavano male. Nessuno si prendeva cura di loro. Per questo avevano pensato di istituire questo rito laico delle cene. Per scambiarsi idee, impressioni, opinioni su tutto quello che accadeva nei loro ecosistemi. Il vino era l’oracolo, e spesso accadeva esagerassero nella pratica di questo culto”.

È durante una di queste cene che l’assessore alle politiche sociali di Mestre, Marco Molinari, viene informato dagli amici medici ospedalieri di una strana sequela di decessi nei vari reparti dove operano, decessi che hanno cominciato a sembrar loro non più propriamente “fisiologici”, bensì hanno instillato in loro il dubbio che dietro ci sia molto altro.

Molinari, nemmeno a dirlo, scatta sull’attenti e mette al lavoro anche la vicequestore Claudia Finardi (sua ex, va detto, perché le due storie, pubblica e personale, si intrecciano inevitabilmente) e l’amico avvocato Giuseppe Napoletano, i quali lo avevano già aiutato a risolvere l’enigma della morte del giovane Abdul, il povero ragazzino afgano morto al porto di Venezia, nel precedente romanzo “Non è finita qui”, del 2021.

Invero c’è anche un quarto personaggio che aiuta i nostri prodi a modo suo, per così dire, ed è il reporter locale Fabrizio Danese, modellato sulla falsariga di un noto giornalista veneziano realmente esistente. 

Anche stavolta l’assessore, prode paladino dei deboli e degli oppressi, non si tira indietro:

Se c’era una cosa che l’assessore non sopportava erano le ingiustizie. Per giunta perpetuate da persone che vivevano una condizione di privilegio. Quantomeno economica e di status. Aveva sempre pensato che se la vita ti offriva delle possibilità avevi l’obbligo di restituire qualcosa. Vivere in salute, nella parte ricca del pianeta, in una famiglia che ti aveva sfamato e dato la possibilità di studiare, voleva dire essere dei super privilegiati. La gente spesso se lo dimenticava”.

Camporese costruisce un giallo ben architettato e ambientato in un luogo molto discusso oggi, ovvero l’ospedale, e con esso la sanità tutta. Un giallo che tocca, certo, gli omicidi e gli investigatori, ma in modo più ampio e sociologico, arriva fino alla crisi del sistema sanitario, dove il sistema pubblico viene attaccato da quello privato, grazie anche al sistema stesso, e invita tutti ad uscire dall’indifferenza e riscoprire l’importanza della cura e del sistema pubblico. 

Acquista su Amazon.it: 

Federico Camporese


(Venezia, 1983), laureato in Scienze Politiche e in Sociologia, è scrittore sociologo, esperto di comunicazione e innovazione sociale. Ha realizzato progetti in tutta Italia, coinvolgendo istituzioni e imprese a sostegno di realtà del terzo settore e promuovendo una nuova idea di comunità capace di generare ricadute concrete per chi vive in condizioni di fragilità. È appassionato di politica come impegno civico e strumento di cambiamento. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo “Non è finita qui” (Linee Edizioni)