Intervista a Mara B. Rosso




A tu per tu con l’autore

A cura di Marianna Di Felice 


 

 

Chi legge il libro Delitti per diletto e la sua biografia potrebbe notare dei tratti simili alla protagonista del romanzo. Si è, per caso, identificata nella protagonista? Che sensazione dà essere tra le pagine di un libro, descrivendosi e osservando se stessi compiere azioni da detective? Ha delle cose in più oppure è a sua immagine e somiglianza?

Per un autore esordiente è sempre difficile tratteggiare un personaggio che non rispecchi alcune delle proprie caratteristiche, e ahimé anch’io ho rischiato di scivolare nella trappola di ispirarmi a me stessa per definire la protagonista di Delitti per diletto. Ma le differenze tra me e lei sono più numerose delle similitudini, eh! Sì, porta il mio secondo nome, Barbara; sì, insegna inglese come la sottoscritta; sì, è anche lei appassionata di storia e leggende locali, ma i suoi genitori sono ben più birichini dei miei e il suo fidanzato… be’, è decisamente più sexy del mio! A parte gli scherzi, alla prof Ferrero ho voluto fornire un acume e un sesto senso che a me purtroppo mancano: pecco di ingenuità in così tante occasioni da rischiare di non notare “indizi” grossi come le montagne del mio Piemonte! Proprio per questo mi sono divertita a dotare la mia protagonista di tali strumenti: per osservare il mio alter ego destreggiarsi in situazioni da detective come io non saprei mai fare nella vita di tutti i giorni. Ma il bello della finzione è tutto lì, no? Prendere spunto dalla realtà e poi plasmarla a proprio uso e consumo. D’altronde, come diceva Hitchcock, “il dramma è la vita con le parti noiose tagliate”.

 

 

Analizzando il romanzo, dopo un’attenta lettura, il lettore può avvicinare la sua storia ad una di Agatha Christie per quanto riguarda il giallo e a una di Dan Brown quando ha inserito la traccia storico-spitiruale su San Michele Arcangelo. Quanti libri di questi autori ha divorato? Segue una loro traccia per i suoi libri? La sua scrittura è ifluenzata anche da altri autori o loro sono i preferiti?

Posso svenire un attimo per l’accostamento con questi due mostri sacri? A parte gli scherzi, sono onorata che si percepisca quanto mi abbiano ispirato. Agatha Christie mi teneva compagnia quand’ero ragazzina, e ultimamente ho riguardato tutte le serie di Poirot e Miss Marple perché per me sono come di famiglia, lo ammetto, mentre grazie a Dan Brown mi si è aperto un mondo con il Codice Da Vinci: tratta esattamente i temi che mi appassionano, coniugando mistero, azione, scenari meravigliosi, Storia… Confesso di aver organizzato diversi viaggi per vedere i luoghi dei suoi libri: la cisterna basilica di Istanbul, la cappella di Rosslyn vicino a Edimburgo, il monastero di Montserrat in Catalonia, il museo del Louvre a Parigi, San Pietro a Roma… Sì, insomma: li ho divorati tutti, i romanzi di Agatha Christie e Dan Brown, ma non seguo consapevolmente una loro traccia per i miei libri benché ne sia senza dubbio influenzata. E comunque leggo anche altri autori, eh! Adoro Ken Follett, per esempio, per le ricostruzioni storiche minuziose, e poi Alice Basso e Ilaria Tuti, l’una per l’ironia, l’altra per le ambientazioni montane, tutte e due perché sono giovani donne brillanti che sanno mettere in piedi trame davvero appassionanti interpretate da personaggi tridimensionali che vorresti abbracciare per quanto ti piacciono.

 

 

Inserire la storia della linea che parte da Skellig Island in Irlanda e arriva al Monastero Stella Maris a Haifa è stato d’effetto perché ha dato un bel tocco di mistero a tutta la storia. Come ha pensato ad introdurre questo arcano che si pone tra lo spirituale e il leggendario?

Ho la fortuna di vivere a pochi chilometri dalla Sacra di San Michele, punto centrale della Ley Line – o linea energetica – di San Michele che collega i sette monasteri dedicati all’arcangelo, dall’Irlanda alla Terra Santa appunto. È mia fonte d’ispirazione da sempre, non si può resistere alla sua atmosfera magica, alla Storia che trasuda da ogni pietra delle sue mura millenarie, da ogni incisione nei suoi capitelli… E la Sacra si trova proprio di fronte al Monte Musinè, altro bel mistero con i presunti avvistamenti di Ufo sulle sue pendici, quindi mi sono detta: perché non coniugare le due cose? Amo il mio territorio – Val Sangone e Val di Susa –, e se posso farlo conoscere a quante più persone possibile attraverso le mie storie ne sono felice. Come ho pensato a introdurre l’arcano in Delitti per diletto? Mah, banalmente leggendo e ascoltando alcune fonti, e lasciando poi briglia sciolta alla mia immaginazione.

 

 

Sulla figura degli Annunaki che sono antichi astronauti dove ha preso spunto? Forse dalle tesi di Mauro Biglino che per altro sono anche interessanti o dai libri di Zecheria Sitchin? Cosa pensa intorno a questo argomento?

Qualche anno fa ebbi la fortuna di assistere a una conferenza di Mauro Biglino, e ne rimasi affascinata. Gli argomenti da lui trattati – origine aliena del genere umano in primis – mi hanno sempre incuriosito, e quindi quando lo sentii parlare di antichi astronauti e di alcune citazioni bibliche a parer suo interpretate in maniera errata la mia mente corse subito a immaginare una storia che le comprendesse, come pezzi di un puzzle inconscio che da sempre attendevano di incastrarsi al posto giusto. Follia? Forse, ma d’altronde, come diceva Samuel Beckett, “si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano”. Cosa penso in merito a questo argomento? Be’, che sarebbe presuntuoso credere di essere soli nell’universo, e che ci sono così tante cose inspiegate e inspiegabili, intorno a noi, che forse basterebbe aprire un po’ la mente e ascoltare il proprio sesto senso per abbracciare il Tutto senza esserne così spaventati da negarlo. Un po’ come fa Barbara Ferrero, insomma, i cui déjà-vu la aiutano a dipanare le matasse nelle quali si ritrova impigliata.

 

 

La storia si tinge quasi sempre di giallo e con esso di mistero, lei quale dei due generi preferisce e perché?

Ambedue, in realtà. Essendo cresciuta a pane e Agatha Christie, è ovvio che il giallo scorra nelle mie vene in maniera naturale e fluida, ma in un’ottica moderna di thriller, e forse anche di fronte allo sconcerto e allo smarrimento per le brutture di quanto ci accade intorno, a parer mio il mistero è fondamentale e salvifico. Non solo per catturare l’attenzione di una certa fascia di lettori, ma anche per aiutarci a superare gli ostacoli fin troppo terreni che ci ritroviamo sul cammino quotidiano.

 

 

Scriverà un’altra avventura della mitica Barbara e del povero brigadiere Stefano che non riesce a fermarla nelle sue indagini?

Già fatto! Il mio secondo romanzo, La donna di Tollund, è uscito nel 2019 e vede di nuovo il povero Stefano preoccuparsi per l’incolumità di Barbara, stavolta addirittura nei guai in giro per l’Europa – soprattutto Nord Europa, Scozia e Norvegia in primis. E la terza avventura della prof Ferrero, del suo sexy fidanzato Filippo che tanto assomiglia all’allenatore del Liverpool FC Jürgen Klopp, e del brigadiere Semperboni che invece ricorda lo chef Alessandro Borghese (ma in divisa… battuta infelice, lo so), sarà disponibile a breve.

 

 

Domanda di rito per Thrillernord: Ha mai letto dei thriller nordici? Se ne ha letto qualcuno ha un autore preferito?

Certo! Ho letto diversi romanzi degli immancabili Camilla Läckberg, Stieg Larsson e Henning Mankell, senza contare Peter Høeg e il suo Senso di Smilla per la neve. Non so perché non ho ancora affrontato il famosissimo Jo Nesbø, però di recente ho letto La donna nel frigo di Gunnar Staalesen e mi è piaciuto parecchio, tanto da voler leggere le altre sue opere. E poi, visto che mi piace molto anche l’ironia, benché non sia un thrillerista adoro Arto Paasilinna.

Grazie

Marianna Di Felice

Grazie a te, Marianna, e a tutti gli amici di Thrillernord.

Mara B. Rosso