Intervista a Gabriella Genisi




A tu per tu con l’autore

 

 


Gabriella, è fresco di uscita per Nero Rizzoli il tuo ultimo romanzo “Pizzica amara”, che vede l’esordio di una nuova protagonista, il Maresciallo Francesca “ Chicca” Lopez. Diversissima, e non poteva essere altrimenti, da Lolita Lobosco, ad oggi il tuo personaggio “forte”. Quanto è stato difficile “allontanarti” emotivamente  da Lolita per ideare e costruire questo nuovo personaggio? Con quali parole introdurresti ai lettori Chicca Lopez?

Desideravo sperimentare nuove storie, linguaggi, ambientazioni. Per fare questo era necessario allontanarsi da Lolita, e confesso che per certi tratti è stato liberatorio. Un personaggio seriale tende a fagocitarti, e avevo bisogno di “respiro” Ho cercato di disegnare un personaggio contemporaneo che raccontasse le nuove generazioni. Chicca è acerba, tosta, speciale.

 

 

 “Pizzica amara”  è un  noir potente e struggente. Potente per la forza della storia e per le tematiche affrontate. Struggente proprio per il modo e la delicatezza con cui hai trattato la storia e le tematiche affrontate. Mai semplici,  mai del tutto eticamente impeccabili o deplorabili, nei vissuti dei personaggi principali. Mostri e sei in grado di trasmettere un’empatia che non è solo di parole ma di reale investimento emotivo. Particolarmente evidente nelle due figure femminili forti del romanzo, Chicca Lopez e la macara Maria Cafaro. Figure decisamente antitetiche anche se, a ben guardare, fino a che punto poi così distanti? Cosa le lega e cosa le separa?

Nonostante i personaggi siano diversissimi, sono legate indissolubilmente da un passato difficile. Le differenzia però una diversa percezione della morale e del rigore con cui affrontare la vita. Oltre al coraggio.

 

 

 

In “Pizzica amara” scrivi: Prendere posizione era diventato complicato. Ma non farlo era impossibile”.
Una vera e propria dichiarazione di intenti, che hai espresso tu stessa in varie occasioni, avvertendo anche come Autrice la responsabilità di prendere, appunto, posizione, di denunciare i fatti e gli accadimenti senza edulcorare la realtà che ci circonda. E proprio in “Pizzica” , romanzo ambientato in un Salento vivido e contrastato privo di patine pastello, tante sono le tematiche di attualità, e di attualità scottante, che affronti, e, seppur calate nella storia, fai emergere con l’urgenza che le caratterizza. Cosa ne pensi di questa riflessione? E, ad esempio, alla voce ulivo, cosa sentiresti di dire?

Credo che oggi sia necessario affermare le proprie idee e il proprio impegno anche in un libro. Esiste una scrittura civile e cerco di esercitarla, nei miei libri parlo di ambiente, di diritti civili, delle nuove generazioni. Talvolta serve una storia verosimile per arrivare al cuore delle cose. L’Ulivo è il simbolo della mia regione, la Puglia. E credo incarni l’attaccamento dei suoi abitanti alla propria terra. E l’impossibilità di allontanarsi del tutto, sia pure in senso metaforico.

 

 

 

 

Ho appena sottolineato quanto “Pizzica amara” sia un noir calato nel contemporaneo, nella più stretta attualità. Ma al contempo, e anche in questo sta il grande fascino di questo notevole romanzo, si specchia in un Salento arcaico e ferino, nutrito di suggestioni che originano e provengono dal passato, ma che a tutt’oggi sono ben lungi dall’appartenere ad un passato più o meno remoto. Quanta e che tipo di ricerca socio ed etnologica  hai svolto, Gabriella, per argomentare così  rigorosamente la rete di superstizioni, credenze, atti che descrivi? E quanto amore hai messo in queste pagine che narrano della tua terra? Da cosa ha preso le mosse   l’ispirazione nel voler raccontare questa storia?

Frequento il Salento da moltissimi anni, e pur non avendo mai immaginato di raccontarlo, credo che la storia si sia composta negli anni e si sia depositata dentro di me, in attesa di essere scritta. Quando ho deciso di farlo però, sono stati necessari mesi di ricerca e di preparazione. Ho passato lunghi periodi nei luoghi descritti, ed è stata la parte più bella.

 

 

Un dettaglio che mi ha colpito, nel romanzo a Maria la macara viene attribuito il  soprannome di Pizzica nera, mentre nel titolo Pizzica non è più nera ma diventa amara. Ha ciò qualcosa a che fare con una riflessione presente nel romanzo relativa al concetto di pensiero magico e cioè che  il pensiero magico non era nè giusto nè sbagliato ma solo un’altra possibilità di immaginare il mondo?

La magia è strettamente connessa al Salento, da millenni. Mi sono resa conto documentandomi, che negli ultimi anni si è tinta di nero. Nel libro ne faccio cenno, ma il tratto dominante e che contrasta con il Salento descritto nei depliant turistici e un’amarezza che attraversa la storia dall’inizio alla fine.

 

 

Si incontreranno mai nelle tue pagine Chicca Lopez e Lolita Lobosco?
Spero proprio di sì, e diventeranno amiche senz’altro.

 

Grazie  di cuore  alla splendida Gabriella Genisi, talento smisurato , penna sopraffina, punta di diamante del  panorama letterario.

Sabrina De Bastiani

 

Grazie a te, al tuo sorriso e ai lettori di Thriller Nord

Gabriella Genisi
 


A cura di Sabrina De Bastiani


Gabriella Genisi


Vive a Bari ed è autrice della serie del commissario Lolita Lobosco. Da questo romanzo verrà realizzata una serie tv.