La seconda indagine
di
Lucia Guerrero
Sinossi. In Galizia, nel Nord della Spagna, un killer rapisce donne all’alba, mentre si recano al lavoro. Donne che incrociamo ogni giorno senza vederle, donne delle pulizie, cassiere, commesse… Donne che scompaiono nel nulla, inghiottite dal silenzio. Le «invisibili» della società. A Madrid, invece, la violenza esplode sotto i riflettori. Qualcuno prende di mira persone benestanti, lasciando sulle pareti delle loro case una scritta identica ogni volta: «AMMAZZIAMO I RICCHI». Due assassini. Due mondi agli antipodi. Nessun legame apparente. E in un clima di rabbia e protesta sociale, Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil, dovrà indagare su entrambi i casi. Ma più si avvicina alla verità, più tutto si confonde. Messaggi anonimi la perseguitano, tra morti scenografiche e un dubbio assillante: è lei la cacciatrice… o la pedina di due menti diaboliche? Con Invisibili, Bernard Minier – maestro del thriller che con i suoi libri ha venduto più di 8,7 milioni di copie nel mondo, 450.000 solo con la saga di Lucia Guerrero – firma un romanzo adrenalinico, orchestrando con maestria la tensione che ci trascina verso l’ultima, incredibile rivelazione.
“… è lei la cacciatrice… o è la pedina di due menti diaboliche?”
Autore: Bernard Minier
Traduzione: Raffaella Patriarca
Editore: Baldini+Castoldi
Serie: Lucia Guerrero #2
Genere: Thriller
Pagine: 432 p. R
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
Ritrovarsi in compagnia di Lucia Guerrero significa essere consapevoli che il dopo non potrà piùessere ciò che era stato il prima.
“Prendersela con i morti è davvero l’ultimo tabù, la trasgressione suprema. È pura e semplice profanazione. In tutte le civiltà, il rispetto dovuto ai morti è fondamentale. Ma siamo ancora una civiltà? Lei che ne pensa, tenente?”
Questo perché ogni accadimento la tocca nel profondo e, per risolvere ogni caso, finisce per sprofondare sempre più nell’abisso nero tormentato da incubi, insonnia e solitudine che la avvolge da tanto.
Da troppo.
“Li conosceva bene, quegli sguardi: esprimevano allo stesso tempo fascinazione e dubbio, ammirazione e scetticismo, curiosità e diffidenza… Lei non era come loro, e lì lo sapevano tutti: era decisamente diversa. Una poliziotta modello e un elemento di disturbo. Esempio e il suo contrario. Un mistero. Una leggenda.”
Al lavoro pochi colleghi fidati e che la rispettano, per tutti gli altri né più né meno una “quota rosa”che si dà arie immeritate perché non segue sempre le regole.
O forse, perché ha il coraggio di sacrificare sé stessa per arrivare alla verità.
“… non aveva a che fare con uno, ma con due temibili assassini.
Uno che odiava le donne.
L’altro che disprezzava i ricchi.”
Due casi accompagneranno il lettore in questo romanzo, ai due antipodi, con motivazioni diametralmente opposte, ma con un unico risultato: la morte delle vittime.
Povere donne lavoratrici e, persone ricche e famose.
Tutte uccise.
Tutte in modo violento.
Ma quando la morte sopraggiunge, siamo onesti, non vi è status che tenga, almeno così la pensa “la Guerriera”, uno dei soprannomi arrivatole per il suo carattere determinato, assieme ad altri, meno lusinghieri.
“… l’orrore rimane orrore, anche per un’investigatrice dell’UCO che di cadaveri ne ha visti tanti.”
Questo è un romanzo che macchia le pagine con il sangue e costringe a riflessioni profonde, poichédavanti alla morte tutti dovrebbero avere gli stessi diritti ma, non è sempre così.
Non da parte di tutti.
Non per tutti.
Gli omicidi, però, non saranno l’unica cosa in gioco, bensì un virus velenoso che la sta attaccando in un periodo molto difficile dal punto di vista personale sta prendendo piede infiltrandosi nella sua testa.
Sempre di più.
“Gli assassini, gli stupratori, i criminali, quelli poteva tenerli a distanza. Ma non chi aveva scritto quel messaggio. Lui era lì, vicinissimo: si era insinuato nella sua vita attraverso una falla, si era insediato contro la sua volontà. E ora poteva osservarla, spiarla, scrutarla a suo piacimento… Chi era?”
Minacce di cui è evidente l’intenzione, ma non essendo facilmente individuabili anche se certamente provenienti da qualcuno a lei vicino, le metteranno addosso affanno cominciando a fare il loro lavoro in modo diretto e andando a toccarla dove è più debole.
Paura, paranoia, diffidenza, dubbio.
“Trovava che ci fosse sempre qualcosa di minaccioso, opprimente, alienante in una folla.”
Un ritmo serratissimo dove pioggia e neve saranno delle costanti.
Non per l’atmosfera, ma solo un nemico in più, fuori controllo.
“Stava cadendo anche lei. Una caduta lenta, interminabile. Una caduta interiore che durava da tanto tempo. Che durava, a dire il vero, dalla morte di Rafael, il più meraviglioso, il più sensibile, il più fragile dei fratelli… che si era gettato dalla cima della parete rocciosa… il suo doppio, il suo raggio di sole, il suo complice, per il quale la vita si era rivelata un fardello troppo pesante da portare… che l’aveva lasciata sola all’alba dell’età adulta, che l’aveva abbandonata per il resto dei suoi giorni, condannandola vigliaccamente a una vita senza di lui, e la cui assenza non avrebbe mai smesso di farsi sentire.
Lucia dovrà riuscire a mettere in pausa i suoi demoni per guardare con più obbiettività alle indagini, nel tentativo di individuare il tassello mancante.
Minier non delude nemmeno in questo frangente, costruendo una struttura estremamente complicata nel romanzo, che si regge su fondamenta solide e proprio qui, Guerrero, sarà costretta aguardare molto di più nel suo intimo, per ritrovare obiettività e provare a capire.
A vedere realmente.
Senza essere aiutata dall’autore, ma solo da sé stessa, la figura di cui sempre più sta perdendo fiducia.
In una corsa contro il tempo che non perdona nulla a nessuno.
Soprattutto a chi sbaglia.
“Aveva già incontrato quel tipo di oscurità in passato. Malvagità, egoismo, aridità d’animo. Una personalità narcisistica. Una visione del mondo dominata dalla paranoia.”
Il non finale di questo romanzo e i non detti, saranno sicuramente i fili conduttori del prossimo imprescindibile seguito che, i fan di Lucia come me, aspetteranno con frenesia e decisamente molta impazienza.
“… il linciaggio di massa non è mai opera dei virtuosi. Il vero virtuoso difende la verità quando è impopolare. Non quando è facile. E non ulula con i lupi.”
Pensateci.
Buona lettura!
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Bernard Minier
è nato a Béziers e vive a Parigi. I suoi libri, tra cui Il demone bianco (vincitore del Festival Polar de Cognac) e Nel cerchio (Piemme 2014), ne hanno fatto uno dei maestri del thriller francese. Dai romanzi con protagonista Martin Servaz è stata tratta una serie televisiva vincitrice del premio come migliore serie al Festival di La Rochelle 2016. Non spegnere la luce è stato pubblicato in Italia da La Nave di Teseo nel 2017, seguito nel 2018 da Notte (La Nave di Teseo), e da Sorelle nel 2019 che vedono come protagonista sempre il commissario Servaz. Sempre nel 2019 è uscito in Italia per La Nave di Teseo Una fottuta storia che è un romanzo indipendente. Nel 2022, per Baldini+Castoldi ha pubblicato M. Sul bordo dell’abisso a sua volta romanzo a sé. Lucia (Baldini+Castoldi 2025) è il primo romanzo che introduce le avventure di Lucia Guerrero.Con Invisibili (Baldini+Castoldi 2026) prosegue la serie con Lucia Guerrero.