La bambina pagana




Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore:  Ilaria Tuti

Illustratore: Ivano Granato

Editore: Round Robin Edizioni

Collana: Tempesta

Anno di pubblicazione 2021

 

  

 

 

 

Sinossi. Ilaria Tuti firma la sua prima graphic novel per Tempesta, la collana di graphic thriller e crime story a fumetti diretta da Mirko Zilahy. I disegni di Ivano Granato ci portano a Venzone, un paesino antico all’incrocio tra due valli, a pochi passi dalla Slovenia. Il corpo di una bambina è stato adagiato sul sagrato del Duomo. L’ispettore Thomas Mei, ex Alpino del 14° Reggimento, si reca sul posto e osserva il corpo rannicchiato in posizione fetale. Le mani della bambina sono strette al petto e i piedi incrociati come a cercare un’ultima traccia di calore. I resti sono ben conservati, ma il decesso non è avvenuto in tempi recenti. Si tratta inequivocabilmente di una mummia. La ricerca della verità ha radici profonde e fiori tardivi.

 

Recensione

Come si disegnano le pagine  di Ilaria Tuti?

Come si interpreta una scrittura così ricca di colori e sfumature, di atmosfere raccontate con parole che sembrano, sono,  le uniche possibili a descrivere quanto l’Autrice vuole restituire?  

Ci sono luoghi che sembrano brulicare, che restituiscono corpi sottratti al mondo di sopra de decenni, a volte da secoli, spingendoli in superficie lungo la gola buia di pietre e terra. Sono luoghi che alitano un respiro antico di creatura senziente. Sono fatti di strati di vite, una sopra l’altra, una dentro l’altra. Sono brusio di esistenze remote. 

Restituire. 

Ecco, questa si candida ad essere la parola chiave della terza uscita per la collana di graphic thriller Tempesta, mirabilmente diretta da Mirko Zilahy. 

Nel racconto di Tuti, già vincitore del premio Gran Giallo Città di Cattolica 2014, un corpo, infatti, viene restituito dalla terra, un ispettore restituisce dignità a questa vittima, un paese, Venzone, a mezza via tra due valli ai confini della Slovenia, restituisce la voce ad un passato scomodo, ritorto, avvoltolato su se stesso fino quasi a soffocarsi.

E Ivano Granato, restituisce immagine alle parole di Ilaria, con tratto sicuro seppur lieve nel calcare i visi scavando ombre sulle guance, nel restituire la dolenzia di una storia ancestrale, di sangue e di eventi concertati. Quasi la matita scavasse solchi sui fogli per essersi fatta veicolo del peso di determinate parole, scelte, ragioni.

Qui, per tipicità della collana,  il thriller non ha voce espressiva  unica. 

Ma si esprime per mezzo di due voci, uniche.

 

 

 

 

Ilaria Tuti e Ivano Granato


Ilaria Tuti è nata a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Tra i suoi libri ricordiamo anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019) e Fiore di roccia (Longanesi, 2020). Del 2021 il romanzo La luce della notte, il ritorno dell’amatissima Teresa Battaglia in un romanzo di rinascita e speranza. Nello stesso anno esce Figlia della cenere (Longanesi).

Ivano Granato  vive a Napoli, dove ha frequentato il liceo artistico e la Scuola Italiana di Comix.

 

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