ANTONELLA MOLLICONE

Sinossi. Nell’Italia del ‘900, una Cerchia di donne si riunisce per trovare la propria libertà. Alla Rocca, paesino del Lazio meridionale, tutti conoscono i Maletazzi, i signori che vivono nel più bel palazzo del centro. Però solo Camilla, la più giovane della famiglia, sa quanti segreti si nascondono tra quelle stanze, quanto dolore. Un dolore che lei custodisce in silenzio finché, nell’autunno del 1920, Peppina, la levatrice e chiudiocchi del paese, non l’accoglie nella Cerchia, un gruppo di donne che si ritrova per condividere fatiche e saperi. Alla Cerchia si preparano decotti e medicamenti, si fila la lana, si raccontano storie e si scambiano confidenze, senza timore di essere giudicate o rifiutate: che siano ricche o povere, giovani o anziane, tutte le donne trovano nella Cerchia rifugio e comprensione, in nome di quella femminanza che da sempre è scintilla di vita e legame di sorellanza. E che per Camilla diventa il balsamo capace di curare le ferite del passato, permettendole finalmente di aprirsi all’amore di suo marito. Dopo di lei, anche sua figlia Viola trarrà conforto dal sapere antico della Cerchia. Cresciuta tra le rovine della guerra e l’entusiasmo della ricostruzione, Viola è divisa tra il desiderio di studiare e affermare la propria indipendenza e la passione per un uomo che invece vorrebbe relegarla al ruolo di moglie e madre. E ancora una volta saranno le donne della Cerchia ad aiutarla, facendole capire che il vero amore non limita, ma libera. Attraverso una scrittura palpitante, capace di restituire la materia viva delle emozioni e la forza concreta del quotidiano, Antonella Mollicone compone una saga familiare al femminile che attraversa mezzo secolo di storia italiana, dall’ascesa del fascismo al boom economico, passando per la seconda guerra mondiale e il bombardamento di Montecassino.
Editore: Nord
Genere: Narrativa
Pagine: 420
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Paola Iannelli
La storia prende corpo all’interno di una comunità agli inizi del secolo scorso, in un paesino del Lazio meridionale, dove la vita scorre seguendo canoni non scritti. Regole e false verità circolano fra le mura delle dimore, che ospitano decine di vite segnate dalla solitudine e dalla violenza domestica. Parliamo di donne, custodi di riti millenari, artefici di quella solidarietà che ancora oggi le rendono uniche.
La protagonista è Camilla, una giovane che raccoglie l’eredità di dolore che affligge le figure femminili della sua comunità, vittima di violenza riesce, suo malgrado a restituire il male subito trasformando la propria vita in un motore propulsivo di pura energia, con la quale manterrà la promessa data da ragazza a Donna Peppina.
La saggezza, l’arte di comporre i morti e la carezza con la quale fa nascere i bambini, Peppina la possiede da sempre, e sarà proprio lei a costringere Camilla a rigettare nel bacile della vergogna, tutto il fiele ingoiato negli anni, trasformando la ragazza nella sua fedele erede.
La sorellanza è il cerchio nel quale le donne del paesello, costruiscono pezzo dopo pezzo, trascinando colpe, omissioni, frustrazioni, subite dai loro uomini, custodendo così un tesoro che si arricchisce dell’unico bene possibile: la solidarietà.
Camille e la Cerchia, questo è il nome del gruppo, uniranno i loro saperi per fondersi in una lega amicale che ostruisce qualsiasi forma di malevola azione, le protegge chiudendo in un recinto di puro amore le partecipanti.
La Cerchia assisterà allo scempio esercitato dai cani sciolti che rubarono e saccheggiarono la vita di queste donne, deturpando l’esistenza di una parte di esse, non distruggendo però l’animo combattivo delle altre.
Morte e vita, si alternano in questo romanzo corale scritto per le donne e sulle donne, un capitolo storico – sociale, che sottolinea l’eterna propensione verso l’altro, l’amorevole accudimento che ogni donna sa di possedere.
L’autrice esprime con tutta sé stessa, il desiderio di rivalsa che disegna lo spirito con cui le donne hanno creduto nelle proprie capacità, vincendo su antiche credenze, sorvolando il buio che contamina le valli dell’ignoranza, splendendo di luce propria come stelle.
Siamo tutte figlie della Femminanza, propaggini di un mondo che raccoglie i cocci di vite intorno a un fuoco, la fiamma perpetua della benevolenza, l’unico atto di misericordia sinonimo di bene.
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Antonella Mollicone
è un’autrice italiana. Dopo la laurea in Lettere classiche, il baccalaureato e la licenza in Archeologia cristiana, inizia a insegnare materie letterarie e a occuparsi di epigrafia. Successivamente apre Bibliotè, libreria-caffè letterario al centro della città di Sora, che gestisce per diversi anni, e diventa ricercatrice letteraria per i Comuni del suo territorio e direttrice artistica del Labirinto dei Musei dello scultore Vincenzo Bianchi. A La femminanza (Nord, 2025) ha lavorato per più di dieci anni, raccogliendo testimonianze sul campo e attingendo alla memoria popolare e storica del Lazio meridionale.
A cura di Paola Iannelli