La fortuna del principiante




Valerio Marra


Sinossi. Nel quartiere popolare di Don Bosco, a Roma, tutti conoscono Guido Audaci. Dal fondo del suo ufficio polveroso, si occupa di casi scalcagnati in qualità di investigatore privato, prestando aiuto ad anziani, immigrati e senzatetto. La sua vita privata è un caos: vive con il padre malato, è separato dalla moglie Patrizia e ha un rapporto conflittuale con i figli, Adriano e Cesare. Nonostante tutto, affronta con ironia e coraggio le difficoltà di una vita precaria, sostenendosi con la pensione del padre e i piccoli incarichi che riesce a ottenere. Durante le festività, mentre tenta di districarsi tra casi spinosi e situazioni tragicomiche, Audaci si ritrova coinvolto in un omicidio. L’indagine, nata quasi per caso, lo porta a confrontarsi con una rete di personaggi e vicende legate al quartiere: un boss noto come il Conte Nero, un misterioso uomo dal cranio rasato e un sarto filippino sparito nel nulla. Esplorando lavanderie, centri commerciali di provincia e sale giochi, Audaci segue le tracce di un vecchio orologio da taschino e di un cappotto rubato, lasciandosi ispirare dal suo diario e dai gratta e vinci che il suo aiutante compra quotidianamente, perdendo ogni volta. Mentre il Natale si avvicina, Don Bosco si rivela non solo lo scenario di tensioni e delitti, ma anche un microcosmo di solidarietà e speranza, dove Audaci, tra errori e intuizioni, cercherà di ritrovare un equilibrio. Valerio Marra scrive un romanzo di gran ritmo, sincero e ambientato nella sua provincia romana, che sa intrattenere, spaventare, far ridere e riflettere. Un nuovo gioiello del giallo illustrato italiano.

Editore: Piemme

Genere: Giallo, Cozy crime

Pagine: 299

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Gabriele Loddo


Quella che ad alcuni potrebbe apparire una partenza lenta, a mio parere costituisce la vera originalità del testo. 

La trama del romanzo ghermisce una sfumatura leggera dal genere giallo, inteso nella sua declinazione più classica, quel tanto giusto che permette all’autore di creare tensione, un climax coinvolgente, o l’obbiettivo di incuriosire il lettore. La scelta di Valerio Marra è un escamotage interessante che, pagina dopo pagina, senza fretta, rende partecipi e lega alla storia.

L’autore prende tutto il tempo possibile, circa metà del romanzo, per presentare il reale protagonista della sua narrazione: il “Quartiere popolare Don Bosco di Roma” è una presenza ingombrante che, ecosistema composto da un sottobosco denso e asfittico, brulica di esseri umani delle etnie più disparate. Tutti, nativi o immigrati, tentano d’abituarsi a usi e costumi che non gli appartengono, di sopravvivere alla giornata, di integrarsi e convivere, mentre un equilibrio precario si forma tutto intorno influenzando le loro esistenze. 

Come nella realtà della vita quotidiana, c’è chi riesce ad adattarsi e chi no. C’è chi conduce una vita di stenti pur di non svendere onore o onestà, e chi si arrende agli eventi cedendo ai richiami e alle sirene della malavita, scorciatoia che offre il massimo in cambio del minimo sforzo. 

Sì, “La fortuna del principiante” parte lento, ma Valerio Marra è uno scultore che si pone difronte al blocco di marmo e che, colpo dopo colpo, da forma e consistenza reali alla sua opera. Toglie i soliti spigoli, smussa schemi visti e rivisti nel genere per cesellare particolari che, in un altro testo o per un altro autore, apparirebbero di poco conto o secondari.

Così, avviene che un semplice maialino diventi un personaggio d’impatto, fondamentale, un vettore di emozioni carico di speranze nascoste. Così, succede che una vecchia, con la macchina in panne lungo la strada, regali commozione, la stessa che proveremmo difronte alla fragilità di una anziana parente.

Così, accade che Guido Audaci debba sopportare le nostre stesse sventure, vincere i nostri stessi dubbi, provare la nostra stessa voglia di cambiare, trascinare la stessa consapevolezza che spesso sbagliamo o che abbiamo un torto da ripagare. 

Così, tutti gli abitanti e il “Quartiere popolare Don Bosco di Roma” sono colpevoli alla ricerca di comprensione e perdono e, allo stesso tempo, il “Quartiere popolare Don Bosco di Roma” e i suoi abitanti sono innocenti in grado comprendere e di perdonare. Sono in grado di sfogarsi lasciando fuggire una lacrima o di rigenerarsi con un sorriso.

In definitiva, in questo romanzo giallo, come nella vita, ogni tanto si ride e ogni tanto ci si commuove, ma sempre si è sottomessi al volere del karma.

Di sicuro, è un testo in grado di sorprendere, se solo si è disposti a perdere le aspettative classiche.

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Valerio Marra


(8 febbraio 1985) è uno scrittore e saggista italiano. Lavora e vive a Roma ed è laureato in Scienze per l’investigazione e la sicurezza presso l’Università degli Studi di Perugia. Ha esordito come romanziere con Le scottanti verità (Edizioni del Faro, 2014), quindi, negli anni successivi, ha pubblicato i romanzi Il volto del Male (Alter Ego, 2016), L’eco del peccato (Alter Ego, 2017) e Anima Bianca (Augh, 2017). È solo qualche anno più tardi che ha pubblicato la sua prima opera per la Newton Compton, debuttando con il romanzo La donna del lago (Newton Compton, 2019), riedizione del romanzo Il volto del Male, che si è imposto in Italia come un bestseller. Sempre per la Newton Compton ha pubblicato Una notte buia di settembre (2021) e il saggio La storia di Roma in 100 delitti (2022). Nel 2024 ha pubblicato La nuova maestra (Piemme, 2024), il primo thriller italiano illustrato. Il romanzo è stato tradotto in Francia e pubblicato da Robert Laffont nel giugno 2025 con il titolo Maîtresse. Sempre nel 2025, per Piemme, ha pubblicato romanzo La fortuna del principiante (Piemme 2025). Ha inoltre partecipato alla raccolta I delitti di Dio (Alter Ego, 2019).