Nora Venturini
Sinossi. Da quando, in seguito alla morte improvvisa del padre, Debora ha dovuto rinunciare al sogno di entrare in polizia per mettersi alla guida del taxi, mentre risolveva casi da dietro al volante non ha fatto che desiderare una seconda occasione. Ma come raccontano le fiabe, meglio stare attenti a cosa si desidera, perché potrebbe avverarsi… La regola vale anche stavolta: quando, infatti, all’orizzonte spunta la possibilità di partecipare al concorso per viceispettore, Debora va in crisi, divisa come al solito tra la sua passione e le sue responsabilità. Per uscire dall’impasse, su consiglio dell’amica di sempre Jessica, decide di affidarsi a Veronica, cartomante di grande successo su Instagram. Il responso delle carte è inequivocabile… Molto meno chiaro è il motivo che spinge Veronica a chiamare Debora l’indomani, chiedendole un incontro urgente. Lei, stupita, accetta. Quando però arriva all’appuntamento, la cartomante è già cadavere. Piano piano, mentre cerca di sciogliere il mistero, dovrà fare i conti anche con i suoi nodi personali, tra cui la storia mai risolta con il commissario Edoardo Raggio. Torna Debora Camilli, la tassista capace di risolvere tutti i misteri, tranne quelli che riguardano la sua vita., Debora scopre che un’altra persona avrebbe potuto trarre benefici dalla morte della dottoressa…
Autore: Nora Venturini
Editore: Mondadori
Serie: La tassista detective #5
Genere: Giallo
Pagine: 276 p. R.
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
e
Patrizia Argenziano
Scrivere a caldo di “La luna storta” non è facile perché, come nei precedenti romanzi della serie, il sottobosco dell’intera storia, è disseminato di emozioni profonde.
Proprio per questo motivo, al lettore capita di ritrovarsi senza preavviso con pelle d’oca e brividi che sopraggiungono dal nulla, semplicemente per aver letto un passaggio.
Alcune parole.
E…
… Se vi aspettavate il solito giallo, il solito tour di Roma a bordo del mitico Siena 23, il solito fiuto da poliziotta della nostra Debora, il solito lascia o raddoppia di una coppia che non sa più come districarsi, sì lo troverete, per fortuna!
“Basta! Hai troppe questioni in sospeso. È ora di prendere delle decisioni, di fare delle scelte. Su tante cose. Il concorso, ’sta storia col commissario…”
È quello che cerchiamo ogni volta in cui esce un nuovo romanzo delle serie della tassista detective perché l’autrice ha creato tutta una sequela di personaggi simili a noi, alla nostra quotidianità, personaggi che ci rappresentano, che comprendiamo e che ci comprendono e di cui ormai non possiamo più fare a meno.
“Seneca diceva: non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità. E quando il talento incontra la sfiga?”
Ma…
“… segui la tua passione, in qualsiasi ambito. Capisci, Debora? È molto importante» spiegò la cartomante.”
Questa volta però è diverso, è diverso perché affonda il coltello nella piaga così profondamente come mai aveva fatto prima e gli equilibri, già così precari, sono pronti a sciogliersi come neve al sole.
“I tarocchi sembravano indicarle la strada, incoraggiarla.
La penultima carta era La Luna. Una leggera smorfia increspò le labbra di Veronica. Alzò un dito, a richiamare l’attenzione delle astanti.
«Purtroppo è uscita al contrario, capovolta. E questo non è un buon segno. Significa che c’è un’energia esterna che ti frena, che rema contro. Qualcosa potrà andare storto.”
Per la prima volta, non esistono più solo nomi propri di persona ma madri, padri, figli, figlie, sorelle, fratelli.
“… se la poteva raccontare come voleva, ma il loro era un amore clandestino, erano due amanti. Anche se questa parola a lei non piaceva, perché le sapeva di inganno, sotterfugio, tradimento, articoli scandalistici e b-movie, di fatto non poteva negarlo. Cos’erano altrimenti? Amici? Assolutamente no. Fidanzati meno che mai. Lui la chiamava affettuosamente “la mia guagliona”, che tradotto in italiano significava “la mia ragazza.”
E l’amore esplode in tutte le sue forme, esplode con una veemenza che non lascia scampo a nessuno, nemmeno al lettore che si sente in trappola.
“La mente, quando è affilata come una spada, è in grado di tagliare via l’illusione e discernere la verità. È l’abilità di andare al nocciolo della questione ed esprimere giudizi chiari. Come le parole possono essere taglienti e ferire, così una spada può essere usata per attaccare o difendersi.”
Lettore che si trasforma, a sua volta, in madre, padre, figlio, figlia, sorella, fratello e non trova giustizia ma “giustezza”.
Ancora una volta, per Venturini, una storia importante che spazia su tematiche concrete che vanno dall’ omicidio, che in questi libri non manca mai per, anche, lasciare lo spazio per i sogni e il loro concretizzarsi.
Il desiderare una cosa con così tanta passione da non essere più disposti a rinunciare per arrivarvi.
“A volte si preferisce non sapere. Lo so, è da vigliacchi. Lo si fa per non affrontare le conseguenze delle nostre azioni, per non far soffrire gli altri, per non cambiare l’ordine dell’universo.”
Lettore che respira profondamente e ritorna sull’indagine, un insieme di carte da interpretare.
“La psiche umana è contorta, Camilli. Non prendere mai per buona una tesi, escludendo tutte le altre.”
Il resto è un fiume in piena da affidare esclusivamente ai vostri sogni oppure proprio alle carte.
Il concetto di determinazione che spesso si scontra con quello che chi ci vuole bene, egoisticamente, per paura, non vuole veder realizzato.
“Le si aprì una voragine nel cuore. La morte di suo padre le aveva lasciato un senso di privazione incolmabile…”
E poi i sentimenti, un affare complesso e ingarbugliato che talvolta acceca e provoca dolore alle persone a cui teniamo.
Certo che, a volte, la sfortuna ci mette proprio lo zampino! O forse dovremmo definirla fortuna?
“… credo che alla fine le carte ci dicano quello che vogliamo sentirci dire, quello che in fondo già sappiamo.”
A voi l’ardua sentenza!
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Nora Venturini
è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha scritto varie serie tv e tv movie per Rai e Mediaset e firmato numerose regie teatrali. Ha esordito nella narrativa con “L’ora di punta”, prima indagine della tassista Debora Camilli, (Mondadori 2017, ora in Oscar), cui ha fatto seguito “Lupo mangia cane” (Mondadori 2018), “Buio in sala” (Mondadori 2019) e “Una morte senza peso” (Mondadori 2024). La serie della tassista detective è stata pubblicata in Germania e in Argentina ed è stata opzionata per realizzare una serie tv.