La malinconia del tartufo




‎ Orso Tosco


Sinossi. Orso Tosco torna con una nuova, indimenticabile avventura del suo goffo e gaudente commissario. Una storia in cui il confine tra colpa e destino sfuma fino a dissolversi. Trentanove coltellate. Qualcuno si è accanito così contro Titti Sbrana, controverso pittore novantaduenne celebre per la sua vita di vizi e mondanità, rinvenuto a faccia in giù in una improbabile quanto pacchiana piscina a forma di bocca. Ma la ferocia non è il dettaglio più assurdo della scena. Il vero, inspiegabile paradosso è il movente: perché rischiare tutto per uccidere un uomo che aveva già pubblicamente prenotato il proprio suicidio assistito per il mese successivo? A indagare è ancora una volta il commissario Gualtiero Bova, detto il Pinguino: geniale, ingestibile, sempre in bilico tra intuizione e rovina. Con la sua squadra improbabile e squinternata, e l’immancabile sostegno della fedele bassotta Gilda gildina, Bova scava nella vita dell’artista, riportando alla luce opere macabre e ancora sconosciute. E mentre la ricerca dell’assassino sprofonda nei lati più oscuri della provincia piemontese, il commissario Bova viene investito in pieno dal suo dolore più intimo. Dalla clinica in cui riposa in coma la donna che ama da otto anni, arriva una notizia impossibile, sconvolgente. Un ennesimo enigma crudele che il Pinguino dovrà risolvere, se vuole sperare di trovare pace.


Autore: Orso Tosco

Editore: Rizzoli

Collana: Nero Rizzoli

Anno edizione: 2026

Pagine: 264 p., Brossura

 Recensione

di

Silvana Meloni


L’ironia e la narrazione surreale sono i tratti caratteristici della penna di Orso Tosco che la rendono piacevole alle lettrici e ai lettori che affrontino i suoi romanzi con la consapevolezza di leggere qualcosa di speciale.

Infatti, nei suoi racconti lo sviluppo dell’indagine appare lento, a tratti incomprensibile dal punto di vista logico.

Alcuni tratti della narrazione, benché surreale, particolarmente esplicita della violenza subita dai personaggi, mi hanno ricordato Tarantino. 

È evidente che la logica del giallo, per gli amanti dell’indagine classica, ne risente. Tuttavia, la lettura ci coinvolge nell’accettare questo lato ironico e nello stesso tempo fortemente drammatico del racconto.

Il personaggio del Pinguino, il commissario Gualtiero Bova, assolutamente fuori dagli schemi per abitudini e stile di vita, in questo romanzo appare tenero e vulnerabile; l’attenzione dello scrittore, e quindi del lettore, è concentrata su di lui tanto da far passare in secondo piano l’efferato delitto che apre il romanzo.

Alla fine, in fondo, non ci interessa più l’identità di chi l’abbia così barbaramente ucciso, la nostra attenzione è polarizzata dalla drammaticità degli eventi che toccano personalmente il Pinguino e dal suo stato d’animo.
Ci chiediamo: ce la farà a dare un senso alla sua vita e a rivedere la sua pignola routine?

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Orso Tosco


è scrittore, poeta e sceneggiatore. Per minimum fax ha pubblicato il romanzo Aspettando i Naufraghi (2018) e, insieme a Cosimo Argentina, Dall’inferno. Due reportage letterari (2021). Per Interno Poesia è uscita la sua raccolta Figure amate (2019). Per Rizzoli ha dato vita a una serie gialla, Le indagini del commissario Bova.