Franck Courtès
Sinossi. Un fotografo di successo, che ha pubblicato scatti di star della musica, del cinema, e delle più significative personalità della politica francese, abbandona la sicurezza del suo lavoro per dedicarsi alla letteratura, in cui ritiene di potere ancora esprimere liberamente il proprio temperamento artistico. Per questa scelta, però, si ritrova povero, senza più entrate, e con due figli adolescenti da mantenere. È allora costretto a ridimensione drasticamente il proprio tenore di vita, e a svolgere piccoli lavori da tuttofare, entrando nelle case delle persone più varie, per età e classe sociale, di cui osserva con acutezza, ironia e a volte tenerezza le esistenze. Ma la sua nuova condizione lo porta soprattutto a scoprire un mondo di nuovi poveri, spesso invisibili, assoggettati a inedite e spietate forme di sfruttamento (si guadagna governando l’accesso al lavoro), che Courtès denuncia in un racconto lucido e preciso.
Autore: Franck Courtès
Editore: Playground
Genere: narrativa
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Giuseppe Tursi
La mattina scrivo di Franck Courtès è un libro che pone quesiti importanti sulla contemporaneità dell’arte, in questo caso si parla di letteratura.
La storia di Courtès dimostra quanto al giorno d’oggi dedicarsi alla scrittura, vivere di essa, sia difficile. Per farlo è necessaria una grande dedizione, passione e costanza, e soprattutto bisogna essere consapevoli che tutto ciò può non essere abbastanza. Franck Courtès svolgeva una vita più che dignitosa.
Era un fotografo di discreto successo e riusciva a guadagnare, con il suo lavoro, dai sei agli ottomila euro mensili. Per dedicarsi alla scrittura, ha messo in discussione tutto, in un’età in cui la maggior parte delle persone si gode i frutti di tanti anni di sacrifici.
Stanco e frustrato del mestiere di fotografo, decide di vendere il suo appartamento e di dedicarsi alla scrittura. Il suo guadagno si riduce a duecentocinquanta euro al mese, ed entra, dopo poco tempo, a far parte dei dieci milioni di poveri che vivono in Francia.
“Cambiare vita quando questa è diventata insopportabile si è rivelato meno difficile che non cambiarlo affatto. La prima sensazione piacevole all’inizio della mia esperienza di manovale è appena confessabile tanto è puerile. Si tratta del piacere di potersi sporcare legittimamente, un piacere che si avvicina a quello dei bambini quando saltano nelle pozzanghere di fango.”
Nonostante alcuni riconoscimenti importanti, Franck è costretto a iscriversi su una piattaforma che mette in contatto clienti e lavoratori.
Il lavoro, spesso si tratta di montaggio di mobili o pulizie, se lo aggiudica il lavoratore con la paga oraria più bassa, come in una moderna asta al ribasso.
La sera, quando torna a casa, deve combattere la stanchezza per riuscire a scrivere anche poche righe. La sua famiglia non approva il cambio di vita, e Franck si ritrova sempre più solo. Ma la sua perseveranza gli permette di non mollare.
“Per molti un artista è tale solo quando la vendita della sua arte raggiunge una redditività socialmente accettabile, un guadagno equivalente o superiore al salario minimo. Al di sotto si resta dei dilettanti, cioè poco seri, vagamente pretenziosi, buoni a nulla.”
La mattina scrivo è un memoir ben scritto e coinvolgente, capace di aprire domande profonde su cosa significhi oggi fare arte — e su quanto sia difficile viverci, nonostante il talento e la passione.
Franck Courtès
Ha lavorato come fotografo per alcune testate francesi più prestigiose (Libération, Les Inrockuptibles). È l’autore di due raccolte di racconti particolarmente apprezzate dalla critica, Autorisation de pratiquer la course à pied (JC Lattès, 2013, prix SGDL) e Le Liens sacrès du mariage (Gallimard, 2022, prix de la Nouvelle de l’Acadèmie francaise), e di alcuni romanzi e memoir, tra i quali il più celebre è La dernière photo (JC Lattès, 2018).