La memoria del cuore




Marilù S. Manzini


Editore: Piemme

Genere: Saggio

Pagine: 176

Anno edizione: 2025


Sinossi. «Qualcuno potrebbe leggere queste pagine come una stravagante inchiesta giornalistica, oppure un piccolo squarcio sul mondo di alcuni disturbi mentali. Io preferisco definire i miei ventotto giorni in una costosa clinica per pazienti affetti da patologie psichiatriche di ogni genere come una lunga camminata fatta stringendo la mano a coloro che da fuori vengono chiamati “diversi” ». Un viaggio nell’anima dei «senza pelle »: così vengono chiamati questi compagni di viaggio. Sono persone a cui il mondo ha voltato le spalle, muri di solitudine, anime nude in mezzo a individui protetti, indifferenti quando non spietati. Marilù Manzini ci rende testimoni silenziosi del dolore e della dignità di queste vite di scarto: conversazioni intime, confessioni a mezza voce, storie di sofferenza che si intrecciano con il vissuto intenso e toccante della stessa autrice. Stanza dopo stanza, in questo strano viaggio nel Reparto 40, impariamo che il dolore ha tante facce, che la salute mentale è una conquista spesso irrisoria, che i «diversi» non sono altro che anime sanguinanti destinate a sentire ogni emozione a una frequenza altissima. Un resoconto toccante e autentico, un viaggio negli angoli bui della psiche, alla ricerca di una salvezza.

 Recensione

di

Ilaria Bagnati


Quello che la Manzini fa in questo libro è un resoconto sugli incontri che ha fatto in una clinica psichiatrica nel Reparto 40. L’autrice incontra varie persone con disturbi e patologie differenti: c’è chi è dipendente dal sesso, chi dalle droghe, chi è depresso, chi è autolesionista.

Ad ognuno di loro la Manzini chiede se credono alla memoria del cuore, ossia che anche il cuore, oltre al cervello, abbia una memoria tutta sua fatta di battiti cardiaci. Il cuore è l’epicentro di ogni nostro sentimento: dolore e amore che si trovano assieme tra un’arteria e un ventricolo.

Quasi tutti credono a questa teoria e ognuno a riguardo ha un suo pensiero.

La Manzini ha soprannominato i pazienti della clinica i Senza Pelle perché come afferma una donna: Se soffriamo è perché siamo senza pelle, siamo più esposti degli altri al dolore, più sensibili a tutto quello che ci accade intorno.

Grazie ai vari incontri scopriamo che c’è chi dice di essere lì contro la propria volontà perché ad esempio costretta dal marito o chi è lì dentro per una propria volontà per avere il tempo di leccarsi le ferite, è un aiuto a rimettersi in sesto e tornare come prima.

Ho apprezzato molto la delicatezza e il rispetto dell’autrice nei confronti delle varie storie e dei loro proprietari, infatti non ha mai costretto nessuno a confidarsi e non si è lasciata andare a commenti, giudizi o consigli inappropriati. 

La memoria del cuore è un libro delicato e coraggioso che porta il lettore a riflettere sullo stigma che ancora è presente nei confronti della malattia mentale.

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Marilù S. Manzini


nasce a Modena nel 1978. Artista poliedrica, si occupa di arte, fotografia, scrittura e regia cinematografica. Nel 2021 ha debuttato al cinema con il film Il quaderno nero dell’amore. Già autrice di diversi romanzi, con La memoria del cuore ha vinto la dodicesima edizione del premio letterario «Angelo Zanibelli – La parola che cura» nella categoria Opera Inedita.

A cura di Ilaria Bagnati

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