Gaspare Grammatico
Sinossi. Sono le nove passate di una soffocante serata di metà luglio, ma le prove generali della Tosca, al teatro della Villa Comunale di Trapani, non sono ancora cominciate. Il motivo è che ci sono tutti – la grande soprano polacca Clara Marinowski, gli altri interpreti, i musicisti – tranne uno: il direttore d’orchestra, il maestro genovese Viviano Baldi, trent’anni di carriera in giro per il mondo, mai un solo minuto di ritardo. La spiegazione arriva il mattino seguente, dopo un violento temporale, perché Baldi viene trovato morto in un bed and breakfast. Un infarto, pare. Ma ogni particolare sussurra un’altra storia. Il commissario Nenè Indelicato si trova davanti un’indagine chiusa come una cassaforte: alibi solidi, una rete che non si lascia strappare. E mentre tenta di forzarne i nodi, dall’altra parte della città un ragazzo sparisce in mare durante un’immersione. A dare l’allarme è la sua promessa sposa, sostenuta da una famiglia che non intende arrendersi. Le due vicende iniziano a sfiorarsi, poi a legarsi, ma la verità pare sempre fuggire. Nel frattempo la vita di Nenè rilancia antichi debiti: un passato che riemerge carico di ombre e la figlia sedicenne, Sara, che reclama risposte che lui non è pronto a dare. A Trapani nulla è solo ciò che sembra. E questa volta meno che mai. Nuova indagine per Nenè Indelicato, il commissario senza superpoteri che risolve i casi e le burrasche famigliari grazie al talento – quello sì, specialissimo – di empatizzare con gli altri.
Autore: Gaspare Grammatico
Editore: Mondadori
Genere: Giallo
Pagine: 252
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Salvatore Argiolas
“La mentalità del granchio” è il terzo episodio del ciclo del commissario della squadra mobile di Trapani Nenè Indelicato ideato da Gaspare Grammatico con l’intenzione di utilizzare la filigrana del romanzo giallo per approfondire temi di grande interesse e attualità.
Il titolo richiama un’esperienza del giovane Nenè che in spiaggia capitava che si annoiasse e il padre per motivarlo giocava con i granchi che prendeva con le mani per metterli poi in un secchio pieno d’acqua.
“Vedi Nené, se dentro il secchio ce n’è uno solo devi stare attento, appena ti giri è facile che scappi. Ma se ne hai catturati almeno due puoi stare tranquillo. Non riusciranno a scappare. E sai perché? Perché se uno dei due tenta di fuggire l’altro lo blocca e lo fa ricadere dentro nessuno sa come mai, ma è così. E’ la loro mentalità. Sono strani i granchi, eh, Nenè?”
Questa trasparente metafora funge da filo conduttore dell’intero romanzo, legando assieme la trama poliziesca vera e proprio, incentrata sull’indagine sulla morte sospetta di un direttore d’orchestra, Viviano Baldi e tre sottotrame che la intersecano, influenzandosi a vicenda.
E soprattutto il rapporto con la figlia sedicenne Sara che non ha mai conosciuto la madre, che l’ha abbandonata dopo la nascita, il cruccio maggiore del commissario. Sara è cresciuta e attraversa i turbamenti dell’adolescenza, acuiti dalla malattia della madre della sua migliore amica.
Nenè è consapevole del difficile momento che Sara sta passando ma dapprima attua, inconsapevolmente, proprio la mentalità del granchio, cercando di tenerla legata a se, preoccupato anche dalla sparizione di un ragazzo che non rientra da una escursione al mare.
Malgrado i suoi problemi personali Indelicato, di nome e di fatto, cerca di entrare in sintonia con il caso di Viviano Baldi, ricco di particolari che non convincono e che lentamente lo portano a sviluppare una teoria investigativa promettente ma azzardata.
In un orchestra, come in ogni aggregazione umana, nascono antipatie, screzi, motivi di scontro e talvolta anche odi viscerali e su questi Nenè lavora per far piena luce sul caso, ma qualcosa non lo persuade.
Come mai Baldi è stato trovato in un B&B mentre aveva una camera in albergo? Come mai il cellulare è stato trovato illibato di impronte?
Tutti questi interrogativi fanno pensare al commissario che i fatti siano molto più complessi di quanto paiano a prima vista e l’omicidio di un orchestrale conferma l’ipotesi di Nenè Indelicato.
Caustico e abrasivo verso sé e verso i suoi collaboratori il commissario ha un legame fortissimo con Trapani, altra protagonista del romanzo, da cui si allontanò per breve tempo per iniziare la carriera a Torino, per rientrare ben presto in Sicilia, “Per incompatibilità, diceva”.
Trapani e il suo mare costituiscono il suo humus vitale “E poi, tutte le volte che era stato costretto ad allontanarsi da Trapani, era stato come se un pezzetto di anima gli fosse rimasto impigliato da qualche parte: nello spigolo di un gradin, sotto un sanpietrino, tra le insenature di uno scoglio.”
“Fece due passi verso la questura e si fermò. Mare. Alle sue spalle c’era il mare, e aveva voglia di andare a trovarlo. Il mare sapeva ascoltare. Qualsiasi cosa avesse da dire, qualsiasi ragionamento avesse da fare, quando non era incazzato il mare stava lì, in silenzio, a sentire tutto senza interromperlo mai.”
“La mentalità del granchio” è incentrato sul tema della difficoltà dei rapporti umani, declinati in diversi esempi, tutti molto plausibili e realistici e di cui proprio il commissario Indelicato soffre le cicatrici più dolorose.
La trama prettamente poliziesca invece deve essere apprezzata tenendo conto della “Sospensione del’incredulità” teorizzata da Coleridge in quanto le procedure attuate nell’indagine paiono abbastanza precarie, il che non inficia l’attrattiva della terza inchiesta di Nenè Indelicato.
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Gaspare Grammatico
è nato a Trapani, dove torna appena può. Vive tra Torino e Milano. Autore tv, da anni lavora nella squadra del programma televisivo “Fratelli di Crozza”. Una questione di equilibrio (2023), è stato finalista al premio Fedeli 2023, Le spine del Ficodindia(2024), seconda avventura del commissario Nenè Indelicato, al premio Letterario Città di Erice 2025.