La parte inventata




Recensione di Francesco Morra


Autore: Rodrigo Fresán

Traduttore: Giulia Zavagna

Editore: LiberAria Editrice

Genere: Narrativa

Pagine: 702

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. In un mondo impazzito, dove gli autori non contano più molto, uno scrittore anziano e disilluso tenta di scomparire nel modo più definitivo possibile: viaggiando verso l’Hadron Collider, per fondersi con la particella di Dio e trasformarsi in una divinità onnipresente – quasi un meta-scrittore – capace di riscrivere tutto, la sua vita, i suoi ricordi. Con umorismo pungente e uno stile brillante e ricercato, mescolando romanzo, auto-fiction e saggio pop, Rodrigo Fresàn conduce il lettore in un viaggio fantasmagorico tra le sue ossessioni, in un frenetico tour de force tra genio e follia, famiglie spezzate e realtà parallele, esplorando i temi, a lui cari, dell’infanzia, della perdita e della memoria. La parte inventata è la nuova, affascinante sfida letteraria della nostra contemporaneità, al pari di Infinite Jest, 2666 e L’arcobaleno della gravità. Lo scrittore argentino offre al lettore una potente difesa della letteratura, ma soprattutto una celebrazione gioiosa della lettura e della scrittura, e di quelle parti inventate delle nostre vite, le storie che ci raccontiamo per dare forma al mondo. Prefazione di Vanni Santoni.

 

 

 

Recensione

Solo la parte inventata della nostra storia – la parte più irreale – ha avuto una vaga struttura, una vaga bellezza

Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald

Ogni volta che si inizia a sfogliare un romanzo si è pronti a cominciare unavventura e un viaggio che porterà magari a distrarci, imparare e riflettere. Nel libro La parte inventata di Rodrigo Fresán, tradotto magistralmente da Giulia Zavagna e pubblicato eroicamente da LiberAria Editrice, il lettore si trova spiazzato.

Questo disorientamento avviene a partire dal fatto che la storia non esiste, la trama è un gioco, la lingua è invenzione, lo stile è tutto. Questa edizione italiana è arricchita dalla prefazione dello scrittore Vanni Santoni che ci guida assieme al post scriptum e ai ringraziamenti dell’autore nella consultazione di quest’ opera originale e meravigliosa.

La parte inventata ha una struttura in tre atti, con la lunga sezione centrale divisa in cinque sottosezioni. Come già accennato lo scrittore nel post scriptum fornisce una modalità diversa di come leggere il suo libro perché chi sfoglierà le sue pagine si renderà conto e percepirà come possa esserci questa variabile di consultazione.

Un romanzo  contemporaneo che contiene l’esperienza e l’influenza di grandi scrittori nordamericani quali David Foster Wallace o il citatissimo nelle pagine del libro, Francis Scott Fitzgerald. Quest’opera è un baule che racchiude dal saggio pop su fantascienza a commenti di critica musicale passando per un manuale di scrittura e non solo. Il protagonista, uno scrittore, tenta l’impresa di smaterializzarsi e divenire, attraverso la presenza della sua assenza, lo scrittore per eccellenza.

Un romanziere stanco che racconta in alcune parti le storture del mondo editoriale, l’agone in cui lottano i suoi colleghi e una dettagliata critica e riflessione sulla lettura di libri in digitale che per l’io narrante non sono libri ma altro.

Vi è tutto in questo libro, da lunghe pagine in cui la sorella del protagonista è inclusa, suo malgrado, nella cerchia opprimente della famiglia del marito. Una società elitaria che si ghettizza sentendosi eletta e preferita.

Troviamo la storia di un ragazzo che vuole diventare scrittore e chiede consigli al protagonista.

Una fortissima disamina su cosa sia la scrittura, il voler scrivere, l’essere e fare letteratura.

Opportuno ricordare di quando nel testo ci si imbatte nel protagonista che si appunta inizi di racconti, de facto, brevi sinossi degli stessi, da sviluppare in un secondo momento; oppure quando in una sorta di esercizio di stile si ripete l’inizio di un racconto facendo interrogare gli stessi protagonisti se lo stesso verrà sviluppato ed avrà una fine.

Fresán, trasmette il suo amore per la lettura facendoci percepire la sua passione, ciò è chiarissimo nelle pagine dei ringraziamenti dove cita moltissimi romanzi e autori. Nel testo vi sono riferimenti al libro Tenera è la notte di Fitzgerald, arrivando, in un capitolo, quasi ad esserne un saggio. Si parla molto del gruppo dei Pink Floyd o di Bob Dylan, con un paio di episodi che hanno per protagonista il cantante americano. Si arriva anche a ragionare minuziosamente del testo di canzoni o a quanto un film come 2001: Odissea nello spazio abbia influenzato le vite dei personaggi.

Stile che sorregge l’architettura ambiziosa e che appaga il lettore. Emblema di un modo di far letteratura che entusiasma e eleva Fresán ad un punto di eccellenza nel panorama letterario mondiale.

Originalità e sperimentazione che regalano una poderosa esperienza impreziosendo e facendo cultura a tutto tondo. Nessun passo è inserito senza una precisa valenza intrinseca.

Lo scrittore argentino ha impiegato sei anni per scrivere questo testo che è il primo di una trilogia, La parte sonada. Speriamo vivamente che l’opera di pubblicazione e traduzione possa continuare portando qui da noi tutte e tre le parti, affinché si possa avere una visione complessiva ed esaustiva di questa monumentale opera letteraria.

Un romanzo capolavoro che fa venire voglia di leggere altri libri, ascoltare musica e rivedere film. Vorrei abbracciare Rodrigo Fresán e passeggiare con luichiacchierando e confidandogli che ogni pagina del suo romanzo mi ha scaldato l’anima.

“La parte inventata che non è, mai, la parte disonesta, anzi è la parte che trasforma davvero qualcosa che è semplicemente accaduto in qualcosa così come doveva accadere.”

A cura di Francesco Morra

www.youtube.com/user/Vetriera

 

 

Rodrigo Fresán


Rodrigo Fresán: nato a Buenos Aires nel 1963. Dopo aver fatto il giornalista per alcuni anni, ha pubblicato nel 1991 il suo primo libro, Historia argentina, che ha immediatamente riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, cui sono seguiti nel 1993 Vidas de santos e, nel 1994, Trabajos manuales. Ma è con Esperanto che è stato consacrato (da Osvaldo Soriano, Héctor Binaciotti, Antonio Skármenta, Ariel Dorfman e Mempo Giardinelli) come il più raffinato, geniale e importante scrittore della nuova generazione argentina. Nel 2019 viene pubblicato in Italia da  LiberAria Editrice il suo libro La parte inventata, primo volume di una trilogia dal titolo in spagnolo La parte contada.

 

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