Kim Andrea Brofeldt
Sinossi. Sarah ha appena compiuto cinquant’anni e vive immersa in una routine di piccoli rituali e gesti di cura, caratterizzata da un’insolita compulsione: i «compimenti». Nella casa di riposo dove lavora, capita di continuo che un anziano muoia prima di finire un puzzle, un lavoro a maglia o un romanzo giallo. Così, con amorevole premura, è Sarah a comporre le tessere rimanenti, a sferruzzare i punti mancanti o a leggere ad alta voce gli ultimi capitoli davanti alla tomba del defunto. Quei finali sono per lei un atto di generosità, ma forse anche una via di fuga da un passato doloroso, dal rapporto tormentato con il padre, da segreti mai confessati. Come se la necessità di concludere le vite degli altri le servisse a non dare mai inizio alla propria. Eppure adesso qualcosa sta per cambiare. L’incontro con Mehmet, il fiorista del quartiere, apre un primo spiraglio inatteso: tra il profumo dei fiori, le tazze di tè condivise e strani rituali legati al numero tre, Sarah trova finalmente una connessione umana che non credeva più possibile. E quando la vicina di casa le affida il figlio Bastian per poter restare accanto all’altra figlia malata, la piccola Alberte, in lei nasce una nuova consapevolezza. A differenza degli anziani, infatti, i bambini hanno davanti a sé un’intera esistenza e la loro storia è tutta da scrivere, non da concludere. Forse per Sarah è arrivato il momento di riprendere in mano anche la sua, di vita. Di fare pace con il passato senza pretendere un finale perfetto e di aprirsi alla promessa di nuove gioie ed emozioni, qualunque cosa il futuro le riservi.
Autrice: Kim Andrea Brofeldt
Traduzione: Alessandro Storti
Genere: Narrativa
Pagine: 368
Editore: Editrice Nord
Anno: 2026
Recensione
di
Fiorella Carta
Siamo tutti i nostri tempi, figli del passato, padroni insicuri del presente e in mano al nostro futuro.
Sarah, mezzo secolo, un lavoro che la mette di fronte alla morte quasi ogni giorno. Lei però, in questa interruzione, vede qualcosa di sospeso da concludere, così se un anziano passa a miglior vita mentre sta leggendo un libro, lei lo porta a termine, finisce un puzzle, una tazza di caffè e così vede la luce.
Li chiama compimenti e sono un abbraccio che arriva da un passato fatto di mancanze.
A metà percorso della sua esistenza, lei arranca, incerta, esitante.
Nella sua vita arrivano persone che le regalano il coraggio, le epifanie, il suo di compimento. Perché spesso siamo bravi ad aiutare gli altri a chiudere il cerchio e noi rimaniamo sospesi in una mezzaluna a dondolarci nell’incertezza.
C’è davvero perfezione nelle nostre esistenze, arriva da crepe sui nostri difetti, su quelli degli altri che ci sono caduti addosso.
Sarah e il suo passato, l’amore contrastato dei genitori e Sarah e il suo presente, in cui forse troverà il coraggio per tenere stretto un futuro sicuramente imperfetto ma non privo di barlumi.
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Kim Andrea Brofeldt
è un’autrice danese che per oltre vent’anni si è divisa tra i progetti letterari e l’insegnamento dell’arte a bambini e adolescenti. Dopo aver avuto un ictus nel 2021, ha capito che era giunta l’ora di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. La perfezione dei finali imperfetti è il suo romanzo d’esordio.