La rabbia dell’orsa




 

Recensione di Leonardo Di Lascia


AutoreIngebjørg Berg Holm

Traduzione: Andrea Romanzi

Editore: Carbonio

Pagine: 304

Anno: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Nina e Njål sono glaciologi, ricercatori al Centro sui Cambiamenti Climatici di Bergen, in Norvegia. La loro relazione è naufragata miseramente in un vortice di incomprensioni che sembrano impossibili da ricucire, e adesso si contendono un incarico prestigioso in una spedizione nell’Artico, ma più di ogni altra cosa la custodia della figlia Lotta. Per lei sono disposti a tutto, anche a tornare a vivere insieme e a trasferirsi sulle isole Svalbard, ultimo avamposto abitato del pianeta, dove studieranno da vicino il ghiacciaio che a poco a poco scompare. Ma laggiù, in quelle remote terre avvolte dalla notte polare, il loro conflitto si acuisce in un crescendo di sospetti e menzogne, mentre Sol, l’ex moglie di Njål, li segue ossessivamente, decisa a riprendersi ciò che le è stato sottratto… Un ecothriller psicologico oscuro e potente che lascia senza fiato, in cui la rabbia umana si fa specchio della natura violata che si ribella.

 

Recensione

Il termine eco-thriller rende bene l’idea del romanzo. Ormai per il lettore la catalogazione è importante per decidere l’approccio da avere con quel determinato libro.

Berg Holm ci regala una storia densa attuale e ricca di concetti che molto dicono sulla sensibilità che c’è oggi, 2021, sia a livello ambientale-climatico sia nei rapporti interpersonali.

La rabbia dell’orsa racconta di Nina e Njål, che, oltre a esercitare la stessa professione – sono entrambi glaciologi – hanno una figlia piccola, Lotta.

I due stanno vivendo una fase molto difficile della loro relazione, forse arrivata al capolinea, ma per la bambina farebbero di tutto, anche trasferirsi insieme nelle isole Svalbard, un posto da sogno, uno di quei posti dove tutti vorrebbero andare almeno una volta nella vita.

Lì, però, i loro i problemi sono destinati a esplodere. Lo Spannung arriva quando entra in gioco Sol, l’ex moglie di Njål. La vendetta è un piatto da servire freddo. L’attenzione di Sol è su Lotta, a cui è legatissima e che ritiene di dover proteggere da due genitori incapaci e pericolosi.

Quello di Ingebjørg Berg Holm è un romanzo dove il lato oscuro dell’animo umano emerge prepotentemente e dove la rabbia – che non so definire se essere un sentimento o uno stato d’animo – riesce a inghiottire il lettore in un vortice di situazioni e colpi di scena pieni di suspense.

La contrapposizione tra le isole Svanberd e la storia famigliare è molto forte, la location sembra quasi stonare con ciò che accade, ma è proprio questo il punto di forza del libro. I cambiamenti climatici sono come i cambiamenti d’umore e l’accostamento dei due aspetti si rivela efficacissimo.

La rabbia dell’orsa è un thriller bruciante, che affronta con efficace asciuttezza temi spinosi, quali maternità, genitorialità, competizione professionale tra uomo e donna, danno ambientale, e ci lascia diversi spunti di riflessione anche molto dopo aver chiuso il libro.

L’ennesima conferma che gli scrittori scandinavi deludono raramente.

 

 

 

Ingebjørg Berg Holm


Nata nel 1980 nella cittadina norvegese di Larvik, Ingebjørg Berg Holm è considerata tra le voci più interessanti nel panorama del thriller scandinavo. Laureata in Belle Arti, lavora come architetta di interni a Bergen. Nel 2015 esordisce nella narrativa con Stars Over, Darkness Below, bestsellerpluripremiato in patria, a cui fa seguito il mystery a sfondo storico Barefoot over the Ice. La rabbia dell’orsa, uscito nel 2021, è il suo nuovo romanzo, in cui Berg Holm indaga le conseguenze devastanti dell’incuria verso la natura, il contrasto tra istinto animale e sovrastrutture culturali, le difficili dinamiche di coppia, il dilemma della maternità tra desiderio e rifiuto.

 

Acquista su Amazon.it: