La ragazza che giocava…




Recensione di Alessandro Bavuso

Il secondo libro della trilogia Millennium si discosta dallo stile narrativo del primo, nel quale la trama si sviluppa con forza crescente, presentando da un lato le complesse vite dei due protagonisti e mostrando come queste finiscano per intrecciarsi, mostrando dall’altro lo svolgersi di un’indagine incalzante fin dalle prime pagine. Nel nuovo capitolo della trilogia, dopo un prologo intenso che mette subito il lettore davanti ad immagini violente e ricche di carica emotiva, il ritmo scende e sposta l’attenzione su Lisbeth Salander intenta a confrontarsi con problemi di matematica. Vediamo quindi la giovane hacker che, dopo rivestito un ruolo di coprotagonista ma decisiva per condurre Mikael Blomkvist alla soluzione dell’indagine, si ritrova suo malgrado a rivestire lo scomodo ruolo di protagonista in negativo delle vicende della seconda opera. Vedremo, infatti, Lisbeth accusata dell’omicidio dell’avvocato Nils Bjurman, suo crudele tutore, successiva a quella del giornalista Dag Svennson e la sua compagna Mia Bergman, impegnati a collaborare con Mikael in un’esplosiva inchiesta sulla tratta delle prostitute nei Paesi europei. Anche questa volta Stieg Larsson non delude, crea un intreccio ancor pi˘ complesso di quello del primo libro, coinvolgendo e trascinando il lettore in un’indagine coinvolgente e intensa, per poi travolgerlo con la stessa violenta energia del primo romanzo.

 

 

 

 

PERSONAGGI

Lisbet Salander

 (di Giusy Ranzini)

Lisbeth, “la donna che odia gli uomini che odiano le donne”, Ë lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy.
un personaggio che appena lo incontri, ti cattura: il fisico mingherlino, sporcato d’inchiostro e lo stile gotico-punk dei suoi vestiti che la rende simile a una bad girl. Lisbeth dal carattere difficile, complesso, introverso, ma anche dolce, commovente, forte e orgogliosa; la ragazza che non porge mai l’altra guancia, ma picchia duro quando il più forte vuole schiacciarla a tutti i costi. Lisbeth eclettica, uguale e diversa, Lisbeth che produce mezze parole, risorse geniali e vendette perverse. Non si lascia condizionare da formalismi ed etichette: agisce d’istinto, non si cura delle conseguenze e frequenta chi la attrae. Esperta di pirateria informatica, hacker geniale in grado di raccogliere e memorizzare informazioni da archivi pubblici, privati e bancari; ha una grande passione per la matematica, l’algebra pura, la fisica e la logica. Il suo passato è nero come il colore dei suoi vestiti; su di lei pesano come un macigno, accuse di prostituzione, di aggressione e di assunzione di sostanze illegali. Ma perchè Lisbeth è diventata così? Lisbeth Salander è figlia di una spia dell’est Europa rifugiata in Svezia, un uomo crudele e malvagio ma, nonostante ciò, continua a essere protetto dallo stato per assicurarsi i suoi servigi.  Dopo che le autorità le voltano le spalle e non si curano più nè di lei, nè della sua famiglia, si rende conto di essere rimasta sola e capisce che solo lei può rendere giustizia a sè stessa e ai suoi cari, ed è disposta a farlo anche con mezzi non convenzionali. Non è una ribelle, non lotta nel nome di qualcosa o di qualcuno e non vuole cambiare il mondo: semplicemente reagisce se qualcuno si intromette nella sua vita perchè vuole essere lei padrona di sè stessa. Eppure il fascino di Lisbeth, il segreto del suo successo, è anche in questa sua rabbia, nella sua forza che le impedisce di essere vittima, ma le dà la forza per dirigere il suo dolore e la violenza, non verso la sua persona, ma verso coloro che l’hanno offesa e violata.

Peter Teleborian

(di Marco Lambertini)

Peter Teleborian è uno dei dei “cattivi” principali nella trilogia Millenium, Ë un riconosciuto psichiatra e facciamo la sua conoscenza perchÈ a lui viene affidato il compito di stilare il rapporto sulle condizioni mentali di Lisbeth dopo che lei ha assalito il padre con il fuoco, in seguito alle continue violenze di Salander (Zala) alla madre di Lisbeth.
Nel 1991 Teleborian scrive un falso rapporto su Lisbeth su mandato dei servizi deviati ed in combutta con Salander ed inoltre abusa di Lisbeth tenendola legata e somministrandogli psicofarmaci nel cibo, cosa che Lisbeth rifiuta e per cui viene accusata di autolesionismo ad ulteriore riprova della sua schizofrenia. In seguito scopriremo che Teleborian non Ë altro che uno strumento nelle mani dei Servizi Svedesi, un medico che veniva utilizzato per giustificare azioni violente. Lo stesso Zala lo descrive come uno degli uomini più violenti ed abbietti che abbia conosciuto. Al termine della Trilogia, grazie a Lisbeth e ai suoi amici Hacker, Teleborian viene prima accusato e poi processato per pedopornografia e violenza sui pazienti e durante un drammatico interrogatorio durante il processo egli confessa tutti i suoi crimini


IL FILM
(di Marcella Gangemi)

La ragazza che giocava con il fuoco è la seconda trasposizione cinematografica ispirata all’omonimo romanzo di Stieg Larsson. Il film Ë diretto da Daniel Alfredson E’ gia da questo cambiamento è possibile individuare alcune differenze con il suo predecessore. In questo sequel la vicenda è, sicuramente, molto più lineare rispetto alla prima pellicola, Lisbeth viene coinvolta, inconsapevolmente, in un triplice omicidio e deve fare di tutto per dimostrare la propria innocenza. Oltre a tutto ciò, in questa vicenda si intrecciano le battaglie e le paure di Lisbeth con i fantasmi che vengono dal suo passato. Un particolare presente anche nel primo film e che non ci stupisce in modo eclatante. L’credibilità della vicenda forse non il pregio migliore del film: alcuni giornalisti sono sempre un passo avanti rispetto ai poliziotti (che sembrano quasi brancolare nel buio), e personaggi secondari che non spiccano (a differenza del libro), per non parlare di alcuni particolari un po’ forzati e che potevano essere benissimo riadattati in modi differenti. Come nel primo film l’ambientazione scandinava è uno dei punti forti della pellicola. E poi lei, Noomi Rapace, in questo sequel perde un po’ incisività. La rabbia postadolescenziale, causata dagli eventi passati, e che era espressa nel primo film, Ë mutata e ha lascia il posto a una consapevolezza dei propri mezzi, il che lascia più spazio alla razionalità. Il materiale c’è ed ha potenziale, ma forse non è stato sfruttato al massimo esagerando forse la popolarità della protagonista, il tutto per fortuna, sopravvive grazie anche al lato “accattivante” e “magnetico” di Lisbeth.

 

 

Stieg Larsson 


È stato uno scrittore e giornalista svedese. Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l’OSCE. È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium. È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l’afghano Khaled Hosseini. A marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre 40 paesi

 

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