La traduttrice del silenzio




Valentina Cagnazzo


Sinossi. Gemma De Angelis fa un lavoro invisibile come lei: traduce dialoghi di film e serie tv per conto di un collega che ci mette il nome. Vive sola a Roma, in un appartamento che si sgretola come le sue ambizioni, schiacciata tra scadenze, lavoretti sottopagati e le visite a Frascati dai genitori. Tutto cambia quando si imbatte in Misión, un romanzo spagnolo che racconta il ritrovamento in una fossa comune di dieci corpi fucilati durante la Guerra Civile. Quelle pagine crude e spoglie le aprono una finestra su un passato di violenza e dignità, di vite spezzate e memorie dimenticate. Gemma decide di tradurre quel libro, e questa scelta la porta a Toledo, dove incontra Pilar, l’archeologa che ha diretto gli scavi, e Raúl, un giornalista il cui dolore familiare si intreccia con quella storia sepolta. Tra fotografie sbiadite, bugie e racconti di famiglie che da decenni aspettano una risposta, Gemma scoprirà che la memoria non è solo un esercizio intellettuale, ma un ponte tra generazioni, un modo per dare voce a chi è stato dimenticato. E immergersi in quella vicenda lontana le offrirà anche una nuova prospettiva: quella di una rinascita possibile, basata sulla determinazione di chi non si arrende. Un romanzo sulla ricerca di un’identità, sul coraggio di affrontare il passato e sulla forza necessaria per costruire un futuro, anche quando tutto sembra incerto.


Autore: Valentina Cagnazzo

Editore: IoScrittore

Genere: Narrativa

Pagine: 295

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


Romanzo vincitore del torneo letterario IoScrittore 2024, La traduttrice del silenzio, di Valentina Cagnazzo, è un’opera senza dubbio originale, potente e per molti versi atipica. Leggendo la sinossi si può avere l’impressione di affrontare una ricerca essenzialmente storica: una sorta di grande indagine proiettata verso una pagina cupa del Novecento.

Ma il vero centro di gravità del romanzo è la sua protagonista Gemma: un personaggio che fin dai primi capitoli si staglia in modo nitido e al contempo sfuggente.

Emblema di un’intera generazione immersa nella precarietà, nelle maglie di un presente che stenta a diventare futuro, la donna si barcamena come traduttrice freelance, sopprimendo ogni giorno un’inquietudine che origina da un passato sottaciuto e doloroso. Una cicatrice del corpo e soprattutto dell’anima.

L’inattesa svolta, in quella vita prigioniera di un limbo solingo e silenzioso, arriva grazie alle pagine di Misión, romanzo ispirato a un drammatico ritrovamento archeologico: alle storie e alle vite sepolte in una fossa comune toledana durante la Guerra civile spagnola.

Determinata a tradurre quell’opera e a dare un nome alle vittime ancora ignote dell’eccidio, Gemma non esita ad abbandonare la sua immota routine per volare fino a Toledo.

E lì, pensando di inseguire una vicenda dai risvolti esclusivamente professionali, si ritroverà invece a vivere una breve e indefinibile relazione con il giornalista Raúl: un legame in apparenza labile, e presto interrotto, che tuttavia segnerà uno spartiacque nella vita della donna.

La prosa dell’autrice è molto elegante, incisiva, perfettamente intrecciata al disvelamento convulso della trama. Le emozioni e le sensazioni della protagonista sono trasposte con tocchi vibranti, a tratti taglienti. Pennellate ruvide che privilegiano la sinestesia, la matericità; il sovrapporsi di descrizioni tattili, olfattive e gustative.

Senza voler anticipare altro ai lettori, posso dire che La traduttrice del silenzio è un romanzo che affronta, con grande intensità, la sofferenza individuale, le idiosincrasie familiari e il peso più drammatico e gravoso della Storia. Consigliato a chi cerca un testo di narrativa bianca che, senza cedere al nichilismo, trasformi il dolore in un’occasione di rinascita e riscatto.

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Valentina Cagnazzo


vive in provincia di Pordenone e insegna Lingua e letteratura spagnola al Liceo Linguistico. I suoi personaggi nascono sempre su una spiaggia deserta all’ombra della torre saracena di Torre Lapillo, a pochi chilometri da dove è nata. Le piace apprendere nuove lingue, ora sta studiando finlandese.