Kristen Loesch
Sinossi. Mei ha solo vent’anni quando, dopo la nascita della Repubblica popolare cinese, è costretta a lasciarsi alle spalle Shanghai e l’infanzia. La sua fuga finisce nella Bottega delle Rarità di Madame Volkova, a Hong Kong, dove Mei si dedica al ritaglio delle figure di carta, un’arte antica che ha ereditato dalla madre, scomparsa quando era ancora una bambina, e che lei custodisce gelosamente insieme a un’altra dote: quella di comunicare con gli spiriti. Un giorno, una cliente che si attarda a rovistare nel negozio, ex diva del cinema muto, la invita a partecipare a una singolare sfida tra sei medium che si terrà per sei giorni nella splendida cornice di Maidenhair House. Il vincitore riceverà una fortuna, ma a Mei, che comunque gareggerà, interessa un solo premio: la vendetta. Molto tempo prima, infatti, aveva conosciuto George Maidenhair, e gli aveva voluto bene. Fino a quando lui non aveva distrutto la sua vita. Passano gli anni, Mei vive a Seattle e, ormai ultraottantenne, decide di tornare a Hong Kong con la figlia sulle tracce della villa in cui – ne è convinta – in quel lontano settembre del 1953 si è consumata una serie di delitti, di cui non è però rimasta traccia. Neppure un corpo. È l’ultima occasione per scoprire la verità. Ma ad attenderla, oltre al ricordo di un grande amore, ci sono i fantasmi del suo passato. Con La vedova di Hong Kong Kristen Loesch ci consegna una nuova, appassionante epopea, ispirata alle leggende cinesi e alla storia vera della sua famiglia. Una storia suggestiva, dove segreti, vendette, e un pizzico di sovrannaturale, si avvicendano dando forma a un romanzo coinvolgente che è anche una meditazione profonda sul rapporto tra madri e figlie, sui misteri che finiamo per tenerci nascosti a vicenda, e sul potere dell’empatia e della condivisione come modo per affrontare – e placare – gli spettri di un vissuto doloroso. Quelli che decidiamo di portare con noi, e di cui possiamo imparare a liberarci.
Autore: Kristen Loesch
Traduzione: Isabella Zani
Editore: Marsilio editori
Pagine: 368
Genere: narrativa
Anno di pubblicazione: 2025
Recensione
di
Francesca Mogavero
Tre linee temporali, tre ritagli che si incastrano alla perfezione, come elementi di un burattino di carta fragile e bellissimo.
Una vita, una storia tra leggenda e memoria.
Una folla di fantasmi.
Spiriti furiosi e assetati di energia, anime guardiane o messaggere del futuro, spettri del passato e della guerra, morti senza pace o che non sanno di essere tali, manifestazioni di una mostruosità interiore che prende possesso e sopravvento.
Per Piccola Mei sono presenze che l’accompagnano dall’infanzia, che pesano, che acquisiscono consistenza, reclamano attenzione e si confondono con gli amici (e i nemici) reali e immaginari.
Ed è proprio questo dono – la Visione – a innescare una catena di eventi che potrebbero dare una svolta alla sua esistenza, garantendole, in un sol colpo, la ricchezza e il compimento di una vendetta lungamente attesa.
Ma a quale prezzo?
Una sfida tra medium in una dimora dalla macabra fama diventa così l’occasione per svelare luci e ombre, riannodare i fili, mettere finalmente un punto… A patto che Maidenhair House se ne stia quieta, senza versare altro sangue, senza perseguitare negli anni a venire, negli incubi e nei fatti, chi riuscirà a sopravvivere a sei notti da tregenda.
Come se ci si potesse fidare di un edificio di cento stanze – e probabilmente altrettanti segreti e nascondigli – che si nutre di dicerie e di corpi, di rabbia e di desiderio, restituendo in cambio allucinazioni, riflessi ingannevoli o terribilmente sinceri.
La vedova di Hong Kong di Kristen Loesch, però, è più di un classico romanzo dell’orrore: è uno spaccato della grande Storia da una prospettiva originale, in cui irrompe il fantastico; è un intreccio di figlie amate, predestinate e non volute, di madri perdute, mancate, adottive e di elezione, di padri che svaniscono e perdurano, di sorelle, di lutti, di amore in ogni sua contraddizione, tra beatitudine e condanna.
Tra sedute spiritiche, specchi di ossidiana, lettere che si confondono e libri che incantano, rarità e arte, sotto la costante minaccia delle bombe, la protagonista percorre il proprio arco, in un cammino iniziatico che forse ha nulla di paranormale e tutto di straordinario: è l’avventura della crescita, la spinta a rialzarsi, a conservare l’umanità tra le macerie, a scegliere una svolta precisa anche quando il destino pare già scritto. In pessima grafia, per giunta.
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Kristen Loesch
è cresciuta a San Francisco. Laureata in Storia, ha poi conseguito un master in Studi slavistici all’Università di Cambridge. La bambola di porcellana è il suo romanzo d’esordio, da cui verrà anche tratta una serie tv. Vive sulla costa ovest degli Stati Uniti con il marito e i tre figli.