Robert Bryndza
Dall’autore del bestseller La donna di ghiaccio
Un grande thriller
Un caso intricato per Erika Foster: è arrivato il momento di dare la caccia al serial killer più pericoloso di sempre.
«Un autore che sa appassionare a ogni pagina.» Jeffery Deaver
«Una scrittura efficace, suggestiva e coinvolgente.» Angela Marsons
Sinossi. Il male può avere molte facce La detective Erika Foster è la prima ad arrivare sul posto quando viene trovato il corpo senza vita del politico Neville Lomas, nudo e legato al suo letto. Per i superiori si tratta solo di un caso scomodo da archiviare rapidamente. Questione risolta, dunque… fino a due mesi dopo, quando un noto direttore di casting e una star del calcio vengono trovati assassinati e legati allo stesso modo. A quel punto, la polizia non può più ignorare l’evidenza: c’è un serial killer in libertà a Londra, e ha un conto da saldare. Mentre Erika e la sua squadra seguono varie piste, l’indagine prende una piega inquietante: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza emergono cinque sospettate… tutte identiche. Con il tempo che stringe prima che il killer colpisca di nuovo, spetta a Erika districare la rete di indizi e rispondere alle domande cruciali: qual è il collegamento tra le vittime? Chi altro è coinvolto nello scandalo? E fino a che punto sono disposti ad arrivare i pezzi grossi per proteggere sé stessi?
“…aveva cinquant’anni. Altri cinque e sarebbe potuta andare in pensione anticipata, ma già in quel momento si sentiva messa in disparte. Era un dinosauro della vecchia guardia. Le bastava pensare all’atteggiamento dei due agenti giovani, che l’avevano trattata come un’antica reliquia.”
Autore: Robert Bryndza
Traduzione: Marco Machera
Editore: Newton Compton Editori
Serie: Erika Foster #8
Genere: Thriller
Pagine: 352 p., R
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
Come accade sempre, Bryndza è uno di quegli autori per i quali ne inizio la lettura e sistematicamente, perdo il controllo del tempo e delle pagine.
La storia e la penna prendono il sopravvento su di me e io, finisco per concludere il libro “in men che non si dica”.
Il capo Foster ormai è un personaggio di famiglia come pure la sua squadra e adesso, anche la parte della sua nuova vita, arrivata per caso ma ben gradita, è utile per cambiare prospettiva.
“Fino ad allora, aveva basato la carriera su princìpi giusti – spesso, fare la cosa giusta significava farsi dei nemici –, ma negli ultimi tempi si sentiva frustrata. Era bloccata.”
È sicuramente un romanzo spartiacque, che costringerà Erika a rivalutare la sua vita e soprattutto il suo lavoro, che qui, a seguito di un’indagine molto scomoda, potrebbe mettersi di traverso rispetto al suo concetto di giustizia e verità.
Un ritmo intenso sin da subito, e la voce del killer, fuori dal coro, che cerca di farsi conoscere, di raccontare, il perché di tutto questo sangue.
Il perché di tutta questa violenza.
“In lei si stava insinuando un timore. Il timore di amare di nuovo qualcuno … di affidare la propria felicità a un’altra persona.”
Dicevamo tanti cambiamenti e tanti pensieri, molte riflessioni.
Quattro anni dopo l’ultima terribile avventura, ritroviamo una Erika decisa ma, sempre in parte insicura e legata al passato recente che le ha stravolto l’esistenza in modo definitivo ma, che forse, ha deciso di ripagare la sua abnegazione nel lavoro e la sua bontà d’animo con una nuova occasione.
E, forse, un nuovo concetto di famiglia.
Un’indagine che affonda le radici nel male assoluto, lontano nel tempo ma mai cancellato, che ha lasciato cicatrici e il bisogno fisico di un’innata difesa verso sé stessi e di vendetta, vista come unica soluzione.
Ma…
Per Erika arrivare in fondo non sarà semplice.
“Sapeva di essere una degli agenti migliori; otteneva sempre buoni risultati, ma la sua lingua lunga e i modi diretti l’avevano messa nei guai parecchie volte.”
Le tematiche sono evidenti e realistiche e affondano le mani in una società corrotta a diversi livelli, che piuttosto che permettere chiarezza, preferisce soffocare la realtà sotto cumuli di menzogne.
Il problema è, che spesso quella effettività fa male a chi non ha colpa e soprattutto, a chi è più indifeso di altri.
“Svolgeva quel lavoro da così tanto tempo, che aveva iniziato a perdere di vista il motivo per cui lo faceva.”
Il timing sarà decisivo e la rincorsa verso la verità un bisogno fisico necessario a mettere il punto.
Bryndza, propone una nuova storia intrigante dai risvolti paurosamente reali e attuali, costruiti su una corda sospesa in bilico fra realtà e attendibilità, fatta di sotterfugi, insabbiamenti e timori, che finiranno per anteporre il senso di autenticità con quello di opportunità.
“Non era la prima volta che si trovava in una situazione del genere: le prove venivano insabbiate e i superiori cercavano di impedirle di indagare su qualcosa.”
Al finale ci si arriva fra capo e collo e senza respiro, con la sensazione permeante di essere stati presi per i fondelli da più parti ma anche, con la percezione che potrebbe non essersi conclusa del tutto la vicenda di cui avremo avidamente letto.
Ma questo, eventualmente, sarà un problema di cui dovrà occuparsi lo scrittore in un altro momento.
A noi e, ovviamente, mi riferisco a chi come me ha già letto questo romanzo, non rimane che aspettare un nuovo titolo mentre, a chi ancora deve “sporcarsi” le mani con questa storia non si può dire altro se non di muoversi.
Per chi invece non avesse ancora avuto modo di conoscere Robert Ryndza, non posso fare altro se non sollecitarne fin da subito la lettura scegliendo fra le due serie.
Non ve ne pentirete.
“A che punto si smette di essere poliziotti e si cerca soltanto di limitare i danni?”
A presto Erika!
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Robert Bryndza
è inglese ma vive in Slovacchia. Ha avuto molto successo con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio (Newton Compton, 2017), che in pochi mesi ha venduto oltre un milione di copie. La vittima perfetta (Newton Compton, 2018), è il secondo libro della serie che ha come protagonista la detective Erika Foster che, successivamente, ritroveremo protagonista anche del terzo intitolato La ragazza nell’acqua (Newton Compton 2019). Ultimo respiro è il quarto capitolo con Erika Foster (Newton Compton 2020) e Sangue freddo (Newton Compton 2022). Con I cinque cadaveri, Bryndza dà il via ad una nuova serie, che vedrà come protagonista Kate Marshall (Newton Compton 2019), La casa nella nebbia, secondo capitolo con Kate Marshall è uscito a maggio 2021 sempre con Newton Compton e a settembre 2022 è arrivato La verità sul caso Joanna Duncan. Indizi mortali vede il ritorno di Erika Foster nel 2023 e nel 2024 Torna Kate Marshall con La mano del diavolo e successivamente nel 2025 sempre Kate con La vittima mancante. Sempre del 2025 è Testimonizanza fatale con Erika Foster.