L’arciprete




DI PORTA CASTIGLIONE

I MISTERI DI BOLOGNA

Vol. 4


Sinossi. Bologna, 1938. Mentre l’Italia fascista si avvicina pericolosamente alla Germania nazista e le prime leggi razziali sconvolgono la vita quotidiana, il maresciallo Vittorio Righi si ritrova ad affrontare un caso inquietante: donne sole e benestanti scompaiono nel nulla. Nessuna denuncia. Nessuna traccia. Nessun corpo.
Un’indagine scomoda e silenziosa comincia tra i vicoli del ghetto e i circoli rionali, passando per sacrestie, palazzi nobiliari e i sotterranei segreti della città. A guidarli, l’intuito del maresciallo e una rete di collaboratori fedeli. A ostacolarli, un assassino abile e invisibile, capace di cambiare volto e identità. Chi è l’artefice di questi femminicidi, che seduce, depreda e fa sparire donne sole senza lasciare tracce?
Nel quarto capitolo della serie gialla storica “I misteri di Bologna”, Maria Luisa Minarelli intreccia storia e finzione in un noir avvincente e cupo, che scava nel lato oscuro di una città antica e misteriosa, dove ogni portico può celare un segreto e ogni passo nella notte può essere l’ultimo.


Autore: Maria Luisa Minarelli

Editore: Indomitus Publishing

Genere: Thriller

Pagine: 223

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Siamo nel 1938, in una Bologna che vive le ombre del regime fascista e l’inquietudine di un Paese sull’orlo dell’abisso. In questo clima cupo e sospeso, il maresciallo Vittorio Righi si trova di fronte a un caso tanto complesso quanto perturbante: donne sole, rispettabili e benestanti, scompaiono senza lasciare tracce.

L’indagine del maresciallo Righi, uomo di legge, ma anche di profonda umanità, si muove tra sacrestie e circoli borghesi, palazzi aristocratici e strade umide di nebbia, in una Bologna viva, contraddittoria e splendidamente resa.

L’autrice riesce a far respirare la città come un personaggio a sé, con i suoi odori, le sue paure e i suoi segreti nascosti sotto la superficie dell’apparente normalità.

Maria Luisa Minarelli si conferma una maestra nel dare corpo e voce al passato. Ogni dettaglio, dalle abitudini del clero ai rituali cittadini, dal linguaggio al costume, è frutto di una ricerca scrupolosa, ma mai esibita. Minarelli non sovraccarica la narrazione di erudizione: la storia scorre limpida, sostenuta da una prosa controllata, precisa, ma sempre vibrante. È una scrittura che riesce a coniugare il gusto della ricostruzione storica con una sensibilità contemporanea, rendendo vivi e attuali i dilemmi morali dei personaggi.

Il romanzo è anche, in senso più ampio, una riflessione sulla coscienza e sul potere. Nel conflitto tra obbedienza e libertà, tra la voce della Chiesa e quella dell’individuo, Minarelli individua il cuore di un’epoca che parla ancora al presente. L’autrice evita i toni didascalici, preferendo affidarsi alla forza della narrazione e alla complessità dei personaggi, che si muovono su uno sfondo storico minuziosamente ricostruito ma mai statico.

L’autrice mostra anche una notevole capacità di gestione del ritmo narrativo: l’intreccio si sviluppa con misura, ma mantiene costante la tensione. Ogni capitolo aggiunge una sfumatura, una rivelazione, un dettaglio che arricchisce la trama e rende più complessa la figura del protagonista. Non c’è nulla di superfluo, eppure ogni pagina restituisce la densità di un mondo intero.

In un tempo in cui la storia è spesso ridotta a puro scenario decorativo, Maria Luisa Minarelli le restituisce invece il suo ruolo essenziale: quello di lente attraverso cui leggere il presente.

L’arciprete di Porta Castiglione non è soltanto una finestra sul passato, ma anche una meditazione sull’eterno conflitto tra fede e ragione, potere e coscienza, che continua a interrogarci oggi come allora.

Maria Luisa Minarelli firma un romanzo storico di grande eleganza narrativa e solidità documentaria, capace di restituire, con straordinaria precisione, l’atmosfera di una Bologna al crocevia tra fede e ragione, tradizione e cambiamento.

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Maria Luisa Minarelli


Giornalista e scrittrice, Maria Luisa Minarelli è nata a Bologna dove si è laureata in Storia. Ha collaborato con periodici come Storia illustrata e Historia e si è occupata di salute, bellezza e turismo. Nel 1989 ha scritto Donne di denari (Olivares), un saggio sull’imprenditorialità femminile attraverso i secoli, anche tradotto in Germania. Ha pubblicato Un cuore oscuroDelitto in Strada Maggiore, La veggente di via de’ Toschi e la fortunata serie con protagonista l’avogadore Marco Pisani (Scarlatto venezianoOro venezianoSipario venezianoCrociata venezianaBiondo veneziano e Oriente veneziano), tradotta in Francia, Spagna e Gran Bretagna, nonché il suo spin-off La congiura dei veleni, ambientato nella Roma di papa Lambertini. Vive a Milano e spesso soggiorna a Venezia, città di cui è sempre stata innamorata. Le piace viaggiare e le sue passioni sono l’arte e l’antiquariato. È una divoratrice di libri che legge soprattutto di notte e non può vivere se non ha intorno il suo gatto e molte piante, che coltiva personalmente.