Eleonora Marangoni
Sinossi. Che forma ha una vita riuscita? Walter Hunt arriva a New York come molti altri: in cerca di fortuna. Originario di una provincia remota, porta con sé una piccola valigia e una filatrice da lino, il primo brevetto della sua lunga carriera di inventore. Comincia così l’avventura di un uomo geniale e sempre “fuori tempo”, creatore di oggetti che rivoluzioneranno la vita quotidiana di milioni di persone. La penna stilografica, il clacson, la spilla da balia: sono solo alcuni dei brevetti che Walter Hunt firma uno dopo l’altro, muovendosi in una società che sta fiorendo e fonda il proprio mito sull’ambizione. Ma lui quasi non si accorge del valore delle sue invenzioni, occupato com’è dalle incombenze della vita, nuovi progetti, una famiglia numerosa da mantenere. Nel 1833, con quindici anni di anticipo sul resto del mondo, mette a punto la prima macchina da cucire: la sua vita potrebbe finalmente cambiare, ma il destino ancora una volta prende una traiettoria imprevista, a riprova che “la vita è la curiosa tara fra quello che ci è successo davvero e quello che abbiamo soltanto immaginato”. Con la sua scrittura versatile e piena di luce, Eleonora Marangoni ci regala la storia di un genio dimenticato dell’Ottocento, e in parallelo ci racconta il suo viaggio lungo le strade d’America sulle tracce di Walter Hunt.
Autore: Eleonora Marangoni
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Genere: Narrativa italiana di ambientazione storica
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Gasparri
Quando si parla di invenzioni, vengono soprattutto in mente quelle grandi che hanno cambiato la vita umana, migliorandola notevolmente, aumentandone il benessere o velocizzandola. La macchina a vapore, il telefono, l’elettricità, la prima automobile, la penicillina, la macchina a raggi x… tanto per citarne alcune con immediatezza, e di quasi tutte sappiamo il nome dello scopritore e inventore, e magari anche qualcosa della sua vita.
Esistono, però, migliaia di piccole e piccolissime invenzioni che hanno avuto un impatto altrettanto forte e migliorativo sulla vita quotidiana, ma di cui non conosciamo il nome del creatore. Magari non ci chiediamo nemmeno chi fosse, perché quegli oggetti sono talmente piccoli e presenti sotto i nostri occhi, da farceli dare quasi per scontati. Magari pensiamo che siano sempre esistiti… come la spilla da balia, o la penna stilografica.
Questo libro di Eleonora Marangoni vi dice esattamente chi fu a inventare quell’oggettino di filo metallico ritorto su sé stesso che tanto spesso risolve strappi e scuciture improvvise: Walter Hunt, quacchero originario di Martinsburg, poco più di un villaggio nella contea di Lewis, stato di New York. Attraverso uno stile morbido, quasi affettuoso, questo libro vi racconta soprattutto chi era Walter Hunt, e come affrontava la vita, come funzionava la sua mente geniale sempre alla ricerca di soluzioni pratiche per i mille problemi della vita quotidiana.
Trasferitosi a New York con la famiglia creata da poco, con l’intenzione di brevettare i suoi primi progetti, rimane colpito dal caos incontrollato del traffico nelle strade della nascente metropoli del XIX secolo. Dopo aver assistito ad un incidente causato da una carrozza rivelatosi mortale per una bimba, Hunt si concentra a cercare una soluzione affinché non si ripetesse più, e il risultato è un allarme per carrozze, una prima forma di clacson.
Questa era la molla interna che scatenava la creatività e il rigore tecnico dello spirito di Hunt, che si immergeva in disegni e misurazioni senza sosta e in minuziose ricerche dei materiali adatti per costruire le sue soluzioni. Risolvere problemi in modo veloce e pratico, osservando la realtà intorno a lui.
Per quanto il suo cervello fosse sempre in moto tra numeri, disegni e progetti, non era affatto un sognatore fuori dal mondo, tutt’altro. Era un osservatore attento e un esecutore pronto delle sue soluzioni. Queste erano le qualità alla base di invenzioni come una macchina filatrice per il lino, la stufa a carbone, un prototipo del futuro fucile più famoso del West, il Winchester, una serie di colletti di stoffa e di carta intercambiabili per le camicie, e la stessa macchina per cucire.
Leggendo questo elenco di invenzioni, si potrebbe pensare che Walter Hunt vivesse da creso godendosi i guadagni ricavati da strumenti e oggetti di così largo uso, in tutti gli strati della popolazione. Non fu così.
La sua pragmaticità non comprendeva la capacità di fare marketing di sé stesso e di monetizzare le sue invenzioni. Non era il denaro o la fama che lo interessava, e questo lo esponeva facilmente alle manipolazioni di chi aveva molti meno scrupoli di lui. E fu principalmente il motivo per cui non fu mai riconosciuto come il reale inventore della macchina da cucire che rese ricche altre persone.
L’autrice si sofferma nella sua ricostruzione particolarmente sulla vicenda della macchina da cucire, proprio perché rivela tantissimo dello spirito di un uomo geniale, corretto e per nulla smaliziato di fronte ad un mondo ribollente di crescita caotica e disordinata, al perenne inseguimento del denaro e del successo.
Non definirei questo libro una biografia. Non è un saggio, e non è una biografia romanzata. Walter Hunt vive di fronte a noi, e noi accediamo ad una parte della sua mente, grazie allo stile fluido e rispettoso dell’autrice. È la storia di un uomo e del suo spirito, delle tracce che ha lasciato nel mondo e che avrebbero forse potuto essere più profonde, se avesse agito in modo più egoista o nell’ottica del guadagno.
Questo mi fa pensare alla domanda che introduce la sinossi: Che forma ha una vita riuscita?
È comune pensare che si sia realizzati solo se si ottengono onori, successi, denaro, riconoscimenti, seguaci. Perciò, su queste basi, potremmo dire che la vita di Walter Hunt non sia riuscita.
Davvero, però, abbiamo l’autorità e il diritto di formulare un giudizio così pesante e definitivo su un uomo cui venne detto da un’indovina di avere la forma del vento?
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Eleonora Marangoni
Eleonora Marangoni è nata a Roma nel 1983. Ha esordito in Francia con il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011). Ha pubblicato il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e il saggio Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014). Il suo romanzo Lux, Premio Neri Pozza 2017, è entrato nella dozzina del Premio Strega, ha vinto il Premio Megamark e il Premio Opera Prima. Nel 2020 ha pubblicato il saggio Viceversa. Il mondo visto di spalle (Johan & Levi).