L’imperfezione delle madri




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Marida Lombardo Pijola

Editore: La nave di Teseo

Genere: Narrativa

Pagine: 300

Anno di pubblicazione: Febbraio 2020

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Agata, Angela, Azzurra: nonna, figlia e nipote. Tre donne molto diverse eppure profondamente legate da vincoli e affinità che loro stesse stentano a riconoscere. Deluse, a volte frustrate ma mai arrese, lottano contro pene e fantasmi d’amore in una battaglia che le accomuna anche se su fronti solitari. Agata, la nonna, che dopo il fallimento del suo matrimonio ha avuto un crollo psicologico; Angela, figlia e madre a sua volta, che ha alle spalle una relazione finita e un presente fatto di incontri con sconosciuti online e di una relazione – elettrizzante quanto oscura – con l’ambiguo Piero; infine la più giovane, Azzurra, bellissima e irruenta, egoista e fragile, figlia e nipote, il cui rapporto con Massi naufraga di fronte a impegni e responsabilità mentre l’amica di sempre, Gioia, la sostiene ogni giorno. I destini di queste donne, così autonomi e così profondamente intrecciati anche da alcuni segreti sorprendenti i cui fili si srotolano lungo l’arco di tre generazioni, potranno cambiare solo ricomponendo, come in un mosaico inatteso, i pezzi delle loro vite, quei fili sotterranei che le legano oltre ai più apparenti vincoli famigliari.

 

Recensione

Questo libro è un omaggio alle donne. Interamente concentrato sulle loro debolezze piuttosto che sulle loro forze. I capitoli sono alternati, ognuno con il punto di vista di Agata, la nonna, Angela, la madre e Azzurra, la figlia. Capiremo poi che tutte e tre sono solo donne. A prescindere dal fatto che abbiano generato una vita o meno.

È un errore molto comune quello di non riuscire a distinguere la donna dalla madre.

Possono esistere l’una senza l’altra ma spesso non se lo ricordano con il risultato che diventano delle donne spezzate a metà. Perché se sono una brava madre devo per forza mancare dall’altro lato?

Posso essere una donna forte e indipendente senza trascurare i miei figli?

Un dilemma che va avanti dalla notte dei tempi. L’imperfezione delle madri è qualcosa che le logora da dentro, che le fa in mille pezzi, perché solo scomponendosi in tanti pezzettini riescono ad andare a tappare tutti i buchi in cui c’è bisogno di loro.

Presupponiamo tutti che qualcuno che è in grado di mettere al mondo una vita non possa compiere errori. È letteralmente impossibile, come può esserci qualcosa di più difficile? E allora alla prima svista o debolezza è proprio la madre in sé che si autoflagella, che non può accettare di aver fatto degli sbagli.

È una storia forte di solidarietà femminile, di come solo le donne possano essere sempre un noi. Coloro che hanno sentito due cuori battere dentro il proprio sterno. Così come possono nutrirsi per due, respirare per due, amare per due, non hanno alcun problema anche a soffrire per due.

Quando una madre smette di essere anche figlia? Probabilmente mai. Perché ci sono legami spirituali che superano quelli fisici.

 

 

 

 

 

Marida Lombardo Pijola


Marida Lombardo Pijola è giornalista, per trent’anni inviata speciale al Messaggero. Ha scritto Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi (2007), Facciamolo a Skuola, storie di quasi bimbi (2011), il romanzo L’età indecente (2009). Nel 2020 esce per La Nave di Teseo L’imperfezione delle madri. È opinionista sui principali network nazionali e tiene un blog sull’Huffington Post dedicato ai temi della famiglia e delle donne. Tra gli altri riconoscimenti, ha ricevuto una targa da Telefono Azzurro per il suo impegno in favore dei minori. Pugliese, vive a Roma con suo marito e i suoi tre figli.

 

 

Acquista su Amazon.it: