Jo Nesbø
Sinossi. Una metropoli ferita dalla violenza. Un poliziotto ostinato in cerca di risposte, anche su sé stesso. E un killer che si muove come uno spettro tra le maglie dell’America di oggi. Minneapolis, 2016. Quando un mercante d’armi legato alle gang è vittima di un attentato, gli indizi sembrano puntare verso un suo vicino, Tomas Gomez, che però tutti descrivono come tranquillo e perbene. Eppure Tomas Gomez potrebbe essere il misterioso Lobo, un assassino prezzolato che negli anni Novanta aveva scosso il mondo della criminalità locale con la sua ferocia. Adesso sembra tornato, deciso a regolare vecchi conti in sospeso. Bob Oz è un detective con un passato doloroso e un problema con l’alcol e le donne, che compensa la mancanza di talento non arrendendosi mai. Il caso Gomez lo affascina, suo malgrado. E indagando, contro tutto e tutti, capisce che Lobo – il lupo – non è in cerca di vendetta, ma di giustizia.
Autore: Jo Nesbø
Traduzione: Eva Kampmann
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero
Genere: giallo
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Michela Bellini
Un giallo che non è un giallo, un detective che più che un eroe sembra un kamikaze, un cattivo che somiglia un po’ ai buoni, sono gli ingredienti dell’ultimo giallo di Jo Nesbø.
In questo romanzo troviamo uno scrittore norvegese di true crime Holger Rudi, che sembra un alter ego ma forse non lo è, e funge da voce narrante della storia:
“…una storia su ciò che trasforma le persone buone in mostri…”,
sugli sconfitti che riescono a preservare la propria dignità. Lui abita il presente (anche come tempo verbale), mentre gli avvenimenti di cui si parla sono avvenuti nel 2016 e sono narrati al passato remoto: un espediente stilistico che contribuisce a far sì che il lettore possa prendere le distanze da una narrazione psicologicamente molto coinvolgente.
Un nuovo detective è il protagonista: Bob Oz, tratteggiato con grande empatia e una comprensione che sospende il giudizio. Un uomo disperato il cui passato è segnato dalla tragedia, un antieroe che ha problemi con la rabbia, col sesso e con l’alcol ma che una volta afferrato un caso non riesce più a mollarlo finché non lo ha risolto.
Uno dei buoni che si perdono nel dolore della vita, sempre stropicciato e in carenza di sonno, che indossa con orgoglio un cappotto di cammello di uno stravagante colore arancione.
Degni di nota anche i personaggi femminili che si muovono nello scenario, solidi e forti, contraddistinti da pacatezza e buon senso.
La narrazione piuttosto lenta consente allo scrittore di delineare bene i tratti psicologici dei protagonisti, le dinamiche umane che si creano tra loro e le reazioni ai colpi di scena che puntualmente costellano il racconto, fino al gran finale, originale ma un po’ macchinoso.
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Jo Nesbø
Cantante, chitarrista e scrittore, in patria e non solo è stato insignito di numerosi premi letterari. Prima di votarsi completamente alla scrittura, ha fatto il calciatore di Seria A, il giornalista free-lance e il broker di borsa. Il pettirosso è il suo primo libro, votato in Norvegia come migliore crime novel. Ha scritto una serie con protagonista il detective Harry Hole, che appare in numerosi romanzi tra cui citiamo Il pettirosso (Piemme, 2004), Nemesi (Piemme, 2007- finalista all’Edgar Award 2010), La stella del diavolo (Piemme, 2008), La ragazza senza volto (Piemme, 2010), L’uomo di neve (Piemme, 2010), Il leopardo (Einaudi, 2011), Lo spettro (Einaudi, 2012) e Polizia (Einaudi, 2013). Oltre a questa serie, Nesbø ha scritto anche Il cacciatore di teste (Einaudi, 2013), Il confessore (Einaudi, 2014). Inoltre, ha dato alle stampe con Salani la serie per ragazzi Il dottor Prottor, che comprende, tra gli altri Il dottor Prottor e la superpolvere per petonauti (2009), Il dottor Prottor e la vasca del tempo (2011), Il dottor Prottor e la distruzione del mondo (2012) e Il dottor Prottor e il grande furto d’oro (2013). Altre sue pubblicazioni Einaudi sono: Scarafaggi, Sole di mezzanotte, Sete, L’uomo di neve, Macbeth, Il coltello, Gelosia, L’intruso e La casa delle tenebre.