L’odore salmastro dei Fossi




 Recensione di Fiorella Carta 


Autore: Diego Collaveri

Editore: Fratelli Frilli

Pagine: 156

Anno pubblicazione: 2015

 

 

 

 

 

 

In una Livorno nascosta, uggiosa e corrotta, il commissario Botteghi ci accompagna nella sua prima indagine. Un inizio lento, quasi in stile nordico, un protagonista dal passato amaro, nebbioso, che son sicura svelerà nelle indagini a seguire.
Un buon esordio per lo scrittore, che porta in primo piano i traffici illeciti, la corruzione politica e la dura lotta per rimanere in piedi di coloro che nell’ onestà, cercano di scardinare le cattive abitudini dei potenti.
Mario Botteghi ha attirato subito le mie simpatie, perché è sfrontato, sincero in modo dissacrante e guarda in faccia il pericolo, perché passare per un corrotto gli fa più paura della morte.
In un sordido giro di informatori, doppiogiochisti e attacchi al potere, il commissario scoprirà che la fiducia è moneta di scambio preziosa e se ben riposta, al momento giusto, può salvarti la vita.
Livorno è elemento fondamentale del racconto, la sua storia, i suoi vicoli bui, il suo odore… vittima e carnefice di omicidi e clandestinità. Mi aspetto grandi cose dal commissario e dal suo passato, appena accennato ma stuzzicante.

 

 

Diego Collaveri


Diego Collaveri. Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale, collaborando con Emi Music come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Nel 2000 comincia a scrivere narrativa e poesia, ottenendo premi e riconoscimenti.

 

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