L’ultima essenza




‎ Mara B. Rosso


Sinossi. Reduce da un intervento che la lascerà menomata per il resto della vita, l’ispettrice Valentini decide di percorrere la Via Francigena per dimostrare la propria forza di volontà. Ma la pace del pellegrinaggio dura poco: un improvviso malore del commissario Agosti, il suo capo, la costringe a proseguire le indagini sulla morte di una nota stilista ecclesiastica. Un messaggio sibillino inviato dal commissario è l’unico indizio a sua disposizione. I sospettati sono molti, troppi: una giovane pescivendola, un ex socio senza scrupoli, un prete con un passato controverso, il marito e il cognato della vittima. Mettendo a repentaglio la sua stessa vita, Valentini scoprirà gli inconfessabili segreti custoditi dalla stilista e dalla sua cerchia.


Autore: Mara B. Rosso

Editore: Golem Edizioni 

Genere: Giallo/Noir

Pagine: 177

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Edoardo Guerrini


Sonia Valentini: un personaggio con la qualifica di ispettrice di polizia,  pilastro portante di una storia gialla dall’ambientazione molto coinvolgente e commovente.

Per una come l’autrice Mara Barbara Rosso, che vive in un paese alle soglie della Val Susa, l’ambientazione risulta molto coerente con tali aree, e descritta con grande efficacia facendo innamorare il lettore di certe zone ricchissime di verde, aria fresca e paesaggi fenomenali, tra cui il lago di Avigliana, la Sacra di San Michele e tanto altro.

Tuttavia l’ispettrice, che è stata colpita da un rilevante problema di salute che l’ha condotta a un certo grado di disabilità, con un’operazione chirurgica che ha obbligato i medici a stomizzarla, ovvero cambiare lo svuotamento finale intestinale con un foro nella pancia, associato a un sacchetto di plastica che raccoglie le feci, pur ricevendo dal suo medico un vincolo essenziale, di camminare al massimo per un’ora al giorno, grazie al suo carattere forte e alla volontà di non arrendersi mai, ritiene più opportuno ritrovare la propria forza camminando per centinaia di chilometri sulla Via Francigena.

Pur essendo sempre ispettrice, riesce a condurre tale viaggio mettendosi in aspettativa non retribuita, a causa del rifiuto da parte del suo capo, il commissario Sergio Agosti, di concederle le ferie dopo un periodo di mutua così rilevante. Ma lei è una ostinatissima, che vuole riallenarsi e abituarsi a gestire questi sacchetti, grazie anche al fatto di dormire ogni notte in un’area conventuale, e di essere accompagnata da una sua cara amica Federica, che le dà un po’ di supporto.

Tuttavia, malgrado la lunghezza di tale periodo di pausa, i contatti con il suo capo non si fermano mai: lui inizia a indagare sulla morte di una stilista, che inizialmente pare dovuta a un fatto naturale causato dall’ingestione di un pasto contenente cozze infette e tossiche; ma Agosti non risulta affatto convinto di tale ipotesi, e le manda un esplicito messaggio in tal senso, poi poco dopo è anche lui colpito da un crollo di salute al cuore, che ne determina rapidamente l’abbandono della vita.

Così l’ispettrice, pur essendo arrivata a Roma e poi rientrata nel suo Piemonte, ma ancora in aspettativa, si ritrova a voler subito gestire l’indagine che aveva iniziato Agosti, affiancata dal suo amore Paolo Maria Grossi, uomo delle Scientifica che le darà anche un bel po’ di aiuto.

Ma l’indagine sarà parercchio complicata, arrivando a identificare un bel po’ di personaggi maschili che avevano rapporti complicati con la vittima: l’ispettrice pur continuando a lottare col proprio corpo, che le darà tante difficoltà, resiste a tutti i costi e porta avanti l’indagine passo dopo passo: l’autrice Rosso è molto brava a coinvolgere il lettore nella suspense di tale inchiesta, con toni anche parecchio neri, e riportando alla luce tanti temi legati anche all’inclusione non solo dei disabili, ma anche della diversità di genere. 

Un romanzo molto coinvolgente e appagante, con un finale in cui si trova il colpevole grazie alla durezza di Sonia Valentini: personaggio che fin dall’inizio mi sembrava molto autobiografico, e infatti l’autrice nei ringraziamenti finali conferma tale ipotesi.

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Mara B. Rosso


Classe 1971, insegna inglese in diversi ridenti borghi pedemontani per pagare le bollette e viaggiare in attesa di diventare ricca e famosa grazie ai thriller che, una volta in pensione, si divertirà a scrivere nel suo castello in Scozia, circondata da labrador e tazze di tè. Nel frattempo, frequenta svogliatamente corsi di narrativa, partecipa a concorsi letterari e organizza eventi culturali. Ha pubblicato alcuni racconti in varie antologie, un compendio semiserio di grammatica inglese, un saggio sulla storia della scuola superiore da lei frequentata nel secolo scorso e quattro romanzi crime: Delitti per Diletto, La donna di Tollund, I segreti della torre e Delitto al faro. L’ultima essenza è il suo quinto figlio di carta, scritto come tutti i precedenti con la sola intelligenza naturale.