L’ultima indagine




Recensione di Patrizia Argenziano

Autore: Leif GW Persson

Editore: Marsilio

Genere: thriller

Pagine: 507

Anno di pubblicazione: 2013

 

 

 

Lars Martin Johansson, ex grande capo della polizia e della sicurezza, ex perché ormai in pensione, viene colpito da un ictus proprio mentre si accinge a consumare il suo piatto preferito, non prettamente salutare, acquistato presso il miglior chiosco della Svezia in quanto a salsicce.
Ricoverato presso la clinica universitaria Karolinska, inizia il classico calvario del paziente malato e impotente, finché la dottoressa Stenholm, che lo ha in cura, non lo stuzzica riportando alla luce un fatto accaduto ben venticinque anni prima: l’uccisione con violenza di Yasmine Ermegan, bambina siriana di nove anni. Yasmine, figlia di genitori separati, si era allontanata da casa dopo un litigio con la madre, con l’intento di raggiungere il domicilio paterno.
La bambina, che conosceva bene il tragitto da una casa all’altra, scomparsa misteriosamente, fu ritrovata cadavere.
E l’assassino? Ignoto.
Come mai ignoto?
Forse le indagini affidate al poliziotto sbagliato, ovvero quel superficialotto di Bäckström, e successivamente l’assassinio di Olof Palme avevano spostato in maniera repentina le luci dei riflettori da un fatto all’altro.
Ma torniamo al presente. Per tutti è un “cold case”, un caso chiuso, per cui che senso ha una nuova ricerca del colpevole?
Per “L’uomo che vede dietro gli angoli”, così è soprannominato Lars, un delitto del genere non può rimanere impunito, e la risoluzione del caso diventa la sua nuova ragione di vita, lo stimolo per affrontare positivamente ciò che gli è accaduto. E così inizia la sua indagine privata, inizialmente dall’ospedale e poi dal divano di casa, in sordina, reclutando ex colleghi in pensione prima, allargandosi a ex colleghi fidati ancora sul campo, dopo.
Si tratta di una scoperta dietro l’altra, non solo nei confronti del caso ma anche nei confronti delle persone che lo circondano e che adesso fanno obbligatoriamente parte della sua vita, come per esempio Matilda e Max. Matilda e Max, sempre presenti e di cui riconosce aver bisogno sì per il caso, ma soprattutto per vivere la stravolta quotidianità, verrebbe da dire “due badanti” ma sarebbe troppo riduttivo poiché entrambi instaurano con Lars un rapporto che va ben oltre il semplice contratto di lavoro.
Questo vale per tutti coloro che, in un modo o in un altro, collaborano alle ricerche e che vengono fagocitati da questo personaggio dalle mille risorse.
Trovare il colpevole è questione di pochi giorni, ma la vera sfida da vincere è un’altra e arriva adesso: come fare giustizia, visto che il reato è caduto in prescrizione, seppur da pochissimo tempo?
C’è sempre il Vecchio Testamento cui rifarsi: “Occhio per occhio….”?
Sarà la mossa giusta?


Un grande thriller, dai molteplici ingredienti, indubbiamente mistero, suspense e ansia a giuste dosi, dovuti anche al fatto che troppo tempo è passato, la vittima è una bambina, tutto preme per risolvere il caso quanto prima per renderle almeno giustizia, visto che altro non si può fare.

C’è anche un thriller nel thriller, a sfondo decisamente psicologico e legato al vissuto della malattia.
Lars, dalla forte personalità, amante del suo ex lavoro e della cucina pesante, si trova da un secondo all’altro in una nuova dimensione, con un emisoma deficitario, una dieta ferrea da seguire, una dipendenza forzata dagli altri, un nuovo convivente, il mal di testa, e una vita appesa a un filo.

E poi ci sono gli altri, la moglie, i parenti, gli ex colleghi, gli amici che guardano dall’esterno, e a volte non riconoscono il Lars “che vede dietro gli angoli” e ne sono spaventati.
Con grande maestria, sono descritte nel romanzo le sensazioni di Lars da una parte, e quelle di tutti gli altri, diametralmente opposte.

Questo ci apre gli occhi sul vissuto del malato che non corrisponde mai a quello dei suoi cari e dell’ambiente che lo circonda; più voci si rincorrono durante la narrazione e il lettore si trova schierato ora con Lars, ora con il resto del mondo, ma si percepisce forte e chiaro il senso di disperazione da entrambe le parti, anche se con un’accezione positiva.

Rimane pertanto indubbio il fatto che noi ci troviamo di fronte ad un grande uomo, la cui passione per il lavoro lo sprona a non lasciarsi andare ma ad affrontare con tenacia le difficoltà per sentirsi ancora vivo, per rendere ogni giorno produttivo perché il tempo è prezioso e non può essere sprecato, trascinando nella sua avventura anche il resto del mondo.

La penna è di un addetto ai lavori, lo si nota, e tocca, in più di un’occasione il tema giustizia, con dovizia di particolari, lasciando a noi, domande aperte su cui riflettere.
Da leggere assolutamente perché i sentimenti più crudeli si fondono con una tenerezza infinita nascosta tra le pagine, creando una vera magia che rapisce il lettore.

 

 

Leif GW. Persson


Leif GW Persson–  noto professore di criminologia e profiler, insegna alla Scuola nazionale di polizia a Stoccolma ed è stato consulente del ministero della giustizia e dei servizi di sicurezza svedesi. I suoi libri, più volte candidati al Cwa International Dagger, hanno ricevuto i premi più importanti destinati alla narrativa di genere, dal Glass Key al premio dell’Accademia svedese del poliziesco.

 

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