Piergiorgio Pulixi

Sinossi. Piergiorgio Pulixi torna alle atmosfere potenti de L’isola delle anime con uno dei capitoli più tesi, emotivi e implacabili della serie di Mara Rais ed Eva Croce. Un thriller dove la verità ha il sapore del peccato. E dove ogni segreto rischia di travolgere chi osa scavare troppo in profondità. Un lago circondato da montagne e fitti boschi, tutto è apparentemente immobile in quel paradiso remoto dell’Alta Ogliastra, in Sardegna. Quando però il corpo senza vita di un ragazzo travestito da donna viene ritrovato a bordo di un motoscafo che galleggia nelle acque cristalline, l’incantesimo d’un tratto è rotto. Sul posto vengono mandate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, con un ordine preciso del procuratore generale: chiudere il caso senza clamore, prima che lo scandalo travolga il fragile equilibrio politico dell’isola. Al centro dell’inchiesta c’è infatti Daniele Enna, consigliere regionale e volto emergente della transizione ecologica sarda. Ma dietro la sua immagine pubblica si nasconde una rete di interessi e ricatti. Mentre indagano tra menzogne, ambizioni e vecchi rancori, Mara ed Eva si accorgono che qualcuno sta facendo di tutto per ostacolarle e proteggere i segreti rimasti sepolti per anni nelle acque del lago. Ma anche la vita privata delle due ispettrici è sul punto di esplodere: tra conflitti interiori, dolori mai risolti e scelte impossibili, saranno costrette ad addentrarsi fino agli abissi delle loro anime, decidendo, stavolta più che mai, se poter contare fino in fondo l’una sull’altra, proprio quando c’è chi prova a dividerle ad ogni costo.
Editore: Rizzoli
Collana: Nero Rizzoli
Genere: Thriller
Pagine: 400 p., Brossura
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
La luce del mattino accendeva l’acqua, la rendeva trasparente, onesta.
Non era così, la notte dell’omicidio.
Allora, il lago era una lastra nera, silenziosa, complice. L’oscurità aveva taciuto, come tutta la natura intorno. Gli alberi immobili, il vento assente. Nessuno aveva visto, nessuno aveva parlato.
Non tutti i morti smettono di farsi sentire.
Alcuni restano lì, appesi agli occhi di chi li ha visti, ai pensieri di chi li indaga, al silenzio dei luoghi che li hanno accolti.
È di questo che narra Pulixi ne L’uomo dagli occhi tristi.
Di assenze che pesano come presenze.
Nel privato.
Nel lavoro.
Perché alcuni casi non si chiudevano mai. Continuavano a vivere sottopelle, anche quando il tribunale aveva già emesso il verdetto.
E sottopelle, in questo libro, si fa carne, memoria, ossessione.
Una lama che scava nelle coscienze.
Non c’è giustizia definitiva, non c’è pace, più scavava, più sentiva che la verità non era dove tutti stavano guardando. Era altrove. Ben nascosta.
È in quell’altrove che l’Autore ci trascina, in quel luogo dove il dolore non si archivia e il passato non smette di pretendere risposte.
E L’uomo dagli occhi tristi è una discesa vertiginosa. Un viaggio dentro l’ombra delle persone, dei luoghi e, soprattutto, delle coscienze.
Pulixi costruisce una storia che non si limita a raccontare un’indagine, ma la viviseziona. La porta a pulsare dentro il lettore e Rais e Croce, questa volta massivamente al centro della storia, lo sanno bene.
Non cercano solo prove, cercano un senso.
E per trovarlo si rivolgono direttamente ad assenze sospese, ma dense di consistenza.
“Questo vento c’entra con la tua morte, Michelangelo?” si domandò la poliziotta.
Aspettò una risposta che non arrivò.
Contrapposta alla tenebra di un omicidio efferato, che offende e vilipende, si staglia una Cagliari luminosa e magnetica, personaggio essa stessa…
… si sedette su una panchina in cima al parco, da cui si dominava tutta Cagliari. L’aria aveva una dolcezza sospesa, quasi irreale. Non si stupiva più che Strega frequentasse quella città con tanta assiduità. Cagliari non significava solo Rais e Croce. Era bellezza. Romanticismo. Equilibrio. Un’esplosione continua di luce. Era il tipo di luogo che Vito poteva amare.
Luce che non consola, luce che fa risaltare l’oscurità.
Pulixi non indulge, non addolcisce.
In queste pagine meno che mai.
Lo sporco rimane, anche quando non ci appartiene. Perché quando il fango ti arriva addosso, non importa se sei pulito. Resti comunque sporco.
E in questo strepitoso romanzo, duro e adamantino, il fango è ovunque: nelle relazioni, nelle istituzioni, nella memoria stessa dei personaggi.
È il marchio che resta a chi sopravvive, a chi indaga, a chi attraversa il buio.
E poi ci sono i luoghi del delitto, fisici e dell’anima, testimoni muti e complici.
Tutto converge verso un giovane ragazzo che, nomen omen?, ha nel proprio nome il significato di messaggero divino presenza fantasma, ossessione che sfida i vivi.
«… qualcuno doveva fare qualcosa. Se non io… chi?»
È lui, questa volta, la ferita che non si chiude, la voce che nessuno riesce a mettere a tacere.
Michelangelo Esu la fissava da diverse angolazioni, sul letto.
Da vivo.
E da morto.
Pulixi, il cui talento non cessa di confermarsi eccellenza pura e incantare superandosi ogni volta, orchestra con mano sicura un noir che è insieme indagine e confessione, racconto criminale e riflessione sul peso delle colpe.
Scrittura che è precisione chirurgica, che non concede scampo, ma regala profondità e lirismo puro, che non restituisce verità assolute, ma la vertigine, affascinante e vilaine del dubbio.
E ben prima di chiudere il libro, fin dal suo inizio, una consapevolezza piena.
Che questo caso, pur risolvendosi, non si chiuderà, nemmeno per i lettori.
Vivrà sottopelle.
Come lo sguardo di quegli occhi tristi.
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Piergiorgio Pulixi
fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, e Per sempre (Edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul «Manifesto», «Left», «Micromega» e «Svolgimento» e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito. Altre pubblicazioni: Lo stupore della notte (Rizzoli, 2018), L’isola delle anime (Rizzoli, 2019), Per mia colpa (Mondadori, 2021), Stella di mare (Rizzoli, 2023), La donna nel pozzo (Feltrinelli, 2024).