Sei casi al BarLume
Sinossi. A Pineta, il paese sul litorale pisano nato dalla fantasia di Marco Malvaldi, i Vecchietti del BarLume sono ormai un’istituzione. Nell’arco di una vita intera, hanno maturato un notevole capitale di arguzia e di intelligenza, e tra risate beffarde, motteggi graffianti e intuizioni investigative sopraffine, sono diventati rappresentazione fantastica di una vera antropologia. Una rappresentazione innestata su una struttura gialla e con un andamento comico, che nei racconti – genere in cui prevalgono i dialoghi, la vitalità della scena e la singolarità della situazione – trova il suo distillato. L’uomo vestito di arancione raccoglie quattro anni di racconti gialli. Ognuno presenta una situation comique con crimine. Una strage di maiali sotto protezione; sulle piste da sci un morto e tre tute da donna identiche; una partita di calcio femminile con commenti immaginabili, e una calciatrice uccisa; una crociera-supplizio in compagnia di una canterina Loggia del Cinghiale e un ministro del culto anglicano; una Sagra del Totano con truffa; un traffico in Olanda, durante i festeggiamenti del compleanno reale, sventato da remoto dal gruppo del BarLume. In genere sono il barrista Massimo e la sua fidanzata Alice, che è anche commissaria di polizia, a sciogliere il mistero: ma la loro è una sorta di regia, perché l’ordito su cui intessere l’indagine lo forniscono sempre i vecchietti: l’Aldo, nonno Ampelio, il Del Tacca, il Rimediotti. Il loro mezzo è la maldicenza, combinata ai ricordi e a una psicologia da bar delle vecchie Case del Popolo, eppure efficacissima. E un fondo malinconico per un mondo che va svaporando senza lasciarne uno migliore.
«È nei racconti», scrive Marco Malvaldi a commento di questo libro, che nasce da una scelta da varie antologie, «che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti».
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio
Genere: Giallo/noir
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Edoardo Guerrini
L’ottima casa editrice Sellerio da molti anni ha scelto di chiedere ai propri autori di gialli/noir di creare dei racconti su un tema specifico, pubblicando antologie di racconti quasi sempre molto carine, anche per il confronto interessante sul modo in cui tanti autori, bravi ma con stili ben diversi l’uno dall’altro, trattano il tema comune a tutta la raccolta; poi, come in questo caso, spesso scelgono di ripubblicare i singoli racconti di un solo autore, già editi nelle varie raccolte. Infatti in questa nuova raccolta i sei casi scritti da Marco Malvaldi, utilizzando sempre i suoi amatissimi protagonisti, i vecchietti del BarLume, risalgono alle precedenti raccolte: La crisi in giallo, 2015 da cui arriva Non si butta via nulla; Turisti in giallo, 2015, Fase di transizione; Il calcio in giallo, 2016, Donne con le palle; Viaggiare in giallo, 2017, In crociera col Cinghiale; Un anno in giallo, 2017, Voi, quella notte, voi c’eravate; Una giornata in giallo, 2018, L’uomo vestito di arancioneche dà il titolo a questa raccolta.
Si tratta quindi di sei racconti in cui Massimo, titolare del BarLume, e la sua compagna Alice, poliziotta assai accurata nello svolgere il proprio lavoro, si trovano in situazioni assai diverse e variegate che li conducono a risolvere dei casi, in ognuno dei quali, come sempre, sono supportati dall’aiuto dei vecchietti.
Come in tutte le storie sempre divertenti scritte da Marco Malvaldi, i vecchietti sono fondamentali nel fornire informazioni derivanti dalla loro grande socialità e conoscenza dei fatti del paese, e dalle idee che vengono a qualcuno di loro; Alice a volte dà loro retta, altre invece cerca di ignorarli pensando di riuscire da sola a risolvere i casi; ma per la maggior parte dei casi il ruolo essenziale è quello di Massimo, che dopo aver raccolto tutte le idee possibili da suo nonno Ampelio, dai suoi amici e dalla sua compagna, in genere ha una rete mentale che gli fornisce una possibile soluzione che arriva quasi all’ultimo minuto della storia; la suggerisce alla sua compagna e lei in effetti gli dà retta, e scopre il colpevole.
La parte più divertente di ognuno di tali racconti non è tanto la trama gialla, la suspense o altro, ma è la rappresentazione dei personaggi, con i loro rapporti e le loro psicologie assai ben descritte e realistiche dal chimico Malvaldi, che sembra quasi un ottimo psicologo oltre che un chimico, e pure un ottimo umorista. Sempre consigliabile, qualsiasi racconto o romanzo di Marco Malvaldi.
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Marco Malvaldi
Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice la serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2014; La battaglia navale, 2016, Sei casi al BarLume, 2016; A bocce ferme, 2018; Bolle di sapone, 2021; La morra cinese (2023); Piomba liberatutti (2025), L’uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume (2026), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011 e 2021, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti 2011), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017), con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019) e con la moglie Samantha Bruzzone Chi si ferma è perduto (2022) e La regina dei sentieri (2024).