Masterdeath




Recensione di François Morlupi


Autore: Gabriele Morandi

Editore: Intrecci

Genere: Thriller

Pagine: 222

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. Un reality show, un gioco perverso e mortale. Dieci serial killer rinchiusi in una casa e costretti a eliminarsi l’uno con l’altro. Il premio la libertà. Tra studi televisivi, registi scontrosi, senatori cinici, soubrette in cerca dell’affermazione definitiva, poliziotti sospettosi e serial killer paranoici, Masterdeath promette di essere una storia che terrà i lettori incatenati fino all’ultima pagina col fiato sospeso.

 

Recensione

Masterdeath è stata una piacevole sorpresa. Infatti l’ultima fatica di Gabriele Morandi non si limita unicamente al genere thriller, ma sfocia in un’analisi ed una critica della società attuale. Una società che punta al consumismo sfrenato e nel rendere amebi e passivi gli spettatori incollati al divano. Il sottotesto dunque, è degno di nota.

A pensarci bene, ed è forse questa la grande qualità del libro, il lettore si rende conto che l’idea del reality, quella di riunire dieci serial killer in un gioco mortale, non risulti così inverosimile. Si rabbrividisce nel constatare quanto ci siamo disumanizzati ed imbarbariti per colpa di quel rettangolo che sovrasta il salone di ogni cittadino. In un futuro distopico, nemmeno troppo remoto, il reality è una concreta possibilità.

A metà tra una puntata di Black Mirror e tra un romanzo Orwelliano, Masterdeath non lascia scampo a nessuno dei protagonisti, che sia dentro o davanti lo schermo.

L’idea di partenza, come abbiamo detto, è geniale. L’intreccio è buono e strutturato in maniera egregia. I personaggi si muovono coerentemente con le loro intenzioni svelate (e non) e la lettura scorre via piacevolmente. Il lettore, soprattutto all’inizio, ha fame di conoscenza e vuole capire chi sarà il prossimo eliminato, in questo Grande Fratello con sfumature alla Hunger Games.

La storia è avvincente e riesce a mantenersi a buoni livelli. Morandi utilizza un vocabolario ricercato ma non per questo pesante né prolisso.

Ogni libro è perfettibile e anche Masterdeath non fa eccezione. Effettivamente spiazzano alcune scene caotiche ed è un peccato che l’autore non abbia presentato i dieci killer, dilungandosi sul loro background e le loro vite.

Un peccato quasi mortale, poiché avrebbe aiutato non poco, a far in modo che i lettori si affezionino maggiormente ai dieci protagonisti. Invece così, inevitabilmente, i dieci killer risultano bidimensionali e privi di quell’umanità che avrebbe, paradossalmente, reso ancora più efficace la loro crudeltà.

Anche la scelta dei loro soprannomi e cognomi in inglese porta a confusione, così come il passare dal passato al presente senza la giusta formattazione (cosa che invece nei primi capitoli è ben marcata).

Il finale è buono. I colpi di scena sono inattesi e una volta terminato, un alone amaro e definitivo serpeggierà nella vostra stanza.

Gabriele Morandi


nato a Firenze nel 1967. Con Intrecci Edizioni ha già pubblicato Come si arriva all’alba (2017), e con Istos Edizioni L’Abisso del Cielo (2016). Lavora presso il Dipartimento di Mediazione Culturale e di Accessibilità delle Gallerie degli Uffizzi di Firenze.

 

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