Mentre la vita corre




Recensione di Loredana Gasparri


Autore: Beatrice Mariani

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: Narrativa italiana

Pagine: 304

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Elisa e Stefano, romani, quarantenni già da un po’, si svegliano ogni mattina con un solo scopo: portare avanti le proprie famiglie complicate. Si incontrano sul lavoro per caso, complici una collega in ferie e delle tabelle da compilare in fretta. Finiscono a letto senza farsi domande e soprattutto senza nessun piano per il dopo. Entrambi già feriti dalla vita, sono immersi e sommersi in una quotidianità senza respiro. Per lei: un ex marito difficile da odiare anche se ha messo incinta un’altra donna, due figli piccoli, una madre invadente che dispensa consigli non richiesti e una montagna di sensi di colpa. Per lui: una figlia adolescente tanto ribelle quanto bisognosa di affetto, un’ex moglie rancorosa e una carriera di successo e fatica nella quale dimenticare tutto quello che non va, compreso se stesso. Troppo pericoloso mescolare questi due mondi già in equilibrio precario: il rischio di esplosione è altissimo. Nel tentativo di dimenticarsi, finiscono però per avvicinarsi sempre di più. L’esistenza, si sa, ama i colpi di scena e li aspetterà al varco con tragedie inaspettate e cambiamenti repentini.

 

 

Recensione

Un libro che è un affresco. Se avete visitato la Cappella Sistina, o anche solo guardato le foto dei particolari, vedrete che raccontano una storia per immagini, la creazione del mondo, con il Dio Padre che si muove veloce e indaffarato dappertutto per dar forma a cose, animali, e all’uomo.

Questo libro mi ha ricordato questo modo di raccontare le storie. Non ci sono foto, qui, ma i personaggi, le situazioni, i loro rapporti, i loro dialoghi, i luoghi fisici che li circondano, i loro pensieri, hanno tutti dei colori.

Milioni di sfumature e tante gradazioni di luce, che si armonizzano con i toni e i suoni delle conversazioni, delle parole scambiate tra i protagonisti. Non è facile rintracciare questa compenetrazione di colori, luci e suoni, come se volessimo analizzarla al microscopio per individuare dove finisce uno e inizia l’altro, perciò, non ci rimane che viverla in pieno. E scoprire quanto l’autrice sta parlando di noi, di qualcosa che abbiamo vissuto e in cui ci siamo un po’ fratturati dentro.

Come si legge nella sinossi, Elisa e Stefano sono due ultraquarantenni con vite abbastanza realizzate, forse un po’ ammaccate, ma molto funzionanti in tante aree. Ricoprono ruoli di responsabilità all’interno del grande blob del Ministero a Roma (confesso che questa è un’associazione di idee del tutto personale, tra blob e Ministero: è un organismo talmente vasto e ramificato, che mi perdo un po’ di coraggio se ne devo seguire gli snodi), e hanno buone, anzi ottime, possibilità di carriera. Sono belli d’aspetto, circondati di ammirazione, rispetto e invidia in parti variabili.

Hanno il cuore rammendato da tradimenti subiti e mai digeriti del tutto, e ancora una grandissima capacità d’amare che riversano soprattutto sui figli. Pensano che, sì, ok, qualcosa si è rotto, e ha fatto tanto male, ma in fondo… va bene così. Hanno anche una certa età avviata. E le loro vite seguono già un certo binario abbastanza tranquillo, dopo le tempeste. Sì, dai, siamo a posto così.

Poi si incontrano. Stefano ed Elisa si incontrano in modo banale e anche un po’ seccante: un lavoro che diventa urgente da un secondo all’altro, e che necessita di aiuto per essere portato a termine prima della scadenza strettissima. Due mondi che stavano procedendo quasi regolari (un po’ monotoni, forse) cominciano a conoscersi, guardarsi, avvicinarsi con cautela. All’inizio sembra che dopo la famosa urgenza di lavoro, non succeda più nulla.

Era solo un momento di preparazione. Ognuno dei protagonisti, senza saperlo, ha agito da catalizzatore nella vita dell’altro, mettendo in moto alcune reazioni inaspettate, che li portano a cambiare tutto, nel loro mondo. Cambiano di atteggiamento, e all’improvviso anche gli altri intorno si mostrano diversi. Qualcuno mostra una faccia brutta, sgradevole. Altri sono una bella sorpresa. E anche il fato, il destino, la vita, il chaos, chiamatelo come volete, ci mette del suo. Qualche volta esagera, però. E qualcuno piange.

È un libro da leggere, se volete essere consolati e rassicurati. Non serve aver subito incidenti, traumi o sgradevolezze varie. Vi è mai capitato di sentire una certa tristezza di fondo, un bisogno di sapere che tutto andrà comunque bene, e che niente di quello che state essendo e facendo è inutile?

Se sì, prendete questo libro e lasciatevi abbracciare. Riderete e sorriderete anche tanto, perché Beatrice Mariani ha uno stile sicuro, sciolto e anche ricco di humour.

 

 

A cura di Loredana Gasparri

https://www.delfurorediaverlibri.it

 

 

Beatrice Mariani


Beatrice Mariani è nata a Roma. Laureata in Scienze Politiche, lavora da sempre nell’ambito della ricerca e della comunicazione. Una ragazza inglese (Sperling & Kupfer 2018) è il suo primo romanzo, a cui è seguito Mentre la vita corre (Sperling & Kupfer 2020)

 

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