Miss Bee




E IL GIARDINO AVVELENATO


Sinossi. Londra, agosto 1925. Reduce da un evento imprevedibile che le ha stravolto l’esistenza, a poco più di vent’anni la giovane Beatrice Bernabò, alias Miss Bee, si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi… O almeno dovrebbe. Perché anche quando Miss Bee cerca di tenersi lontana dai guai, sono i guai ad andare a cercare lei, questa volta sotto forma di un invito inatteso nel Norfolk, presso la storica dimora di un vecchio amico dell’ispettore Archer Blackburn. E così, poco dopo l’inizio di quello che doveva essere un piacevole soggiorno in una meravigliosa residenza nobiliare immersa in un giardino da favola, Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma che riguarda da vicino una sua vecchia conoscenza, e che da subito rivela contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro… A complicare ulteriormente le cose, c’è qualcuno che tanta parte ha avuto nel turbolento passato amoroso di Beatrice, ovvero Sua Signoria Julian Lennox, visconte di Warthmore.
Riuscirà Beatrice ad accantonare passioni ed emozioni e a portare alla luce la verità?
Questa volta più che mai, Miss Bee dovrà far ricorso a tutta la sagacia e a tutta la forza d’animo che la contraddistinguono per sciogliere i misteri del suo mondo, e soprattutto quelli del suo cuore.

“Cosa è veramente giusto? Stare dentro un’istituzione aberrante che ti annulla, o vivere la tua esistenza pienamente, anche al di fuori delle regole?”


Autore: Alessia Gazzola

Editore: Longanesi Serie: Miss Bee #4

Serie: Miss Bee #4

Genere: Giallo

Pagine: 256 p., R

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Loredana Cescutti

&

Sabrina De Bastiani


“Sono la vostra socia. Non lo avete sempre detto voi? Blackburn&Bernabo’s. Insieme risolviamo i casi più contorti. Archer le sorrise come se lei avesse evocato un dolce ricordo. Blackburn&Blackburn’s, adesso – disse piano, con la sua voce roca.”

Questo quarto romanzo di Alessia Gazzola, che abbiamo avuto il piacere e l’impazienza di leggere è un fuoco che arde con fervore, che non riesce a spegnersi e che rischia di soffocare solo per le indecisioni, che pure sono ben più ferme di quanto  appaiano.

“Quell’incidente era l’incubo che infestava le sue notti e il fantasma che lo tormentava da sveglio.”

Intenzioni spinte dalla vampa del calore di questa storia intensa, che rende difficile scindere fra necessità e realtà.

“Il soffitto era ornato da larghe fasce di stucchi e le pareti erano di un colore rosa neutro. Un grammofono suonava Jack Hylton mentre una leggera brezza dolce e calda faceva ondeggiare le tende arricciate a pacchetto.

Fu, quello, un attimo di una perfezione inarrivabile.”

Alessia Gazzola con sagacia, intelligenza e cura (ri)costruisce un mondo elegante solo in apparenza, per poi incrinarlo con grazia. Basta l’attacco visivo di quel soffitto a stucchi, il rosa neutro alle pareti, il grammofono che suona Jack Hylton mentre l’aria muove le tende, per illuderci di trovarci in un attimo di perfezione assoluta. 

E infatti lo è. 

Ma dura poco. 

Perché Gazzola, in ogni sua pagina, è onesta e ci dice forte e chiaro che  la perfezione, quando esiste, è sempre fragile, sempre sul punto di creparsi.

“Io l’ho lasciata libera.

Che è un modo nobile di dire che ve ne siete lavato le mani.

Qual è il modo nobile di dire che voi le avete messo un anello al dito per togliergliela, la libertà?

Responsabilità delle proprie azioni. Ma potrei sbagliarmi. Non sono io quello con una buona educazione.”

Il cuore del romanzo pulsa nel conflitto tra libertà e responsabilità, tra ciò che si sceglie e ciò che si subisce. I dialoghi sono lame sottili. Civili, educati, ma capaci di ferire a fondo. “Lasciarla libera” o “lavarsene le mani”? Mettere un anello o togliere spazio? Qui nessuno è innocente fino in fondo, e nessuno è colpevole in modo plateale. È una partita a scacchi emotiva, giocata con intelligenza e ironia asciutta, dove l’educazione diventa spesso una maschera più che una virtù.

“È la vita, Milady. Non le aggrada essere facile. Per questo ci distraiamo con il gossip…”

Alessia Gazzola stupisce una volta di più, se ancora ce ne fosse la necessità, presentando al lettore una storia giallissima, tristissima, profondissima, ma anche ricca di un calore che stravolge, scuote e che ti si aggrappa assieme ai personaggi.

Ormai irrinunciabili.

“Nel petto sentiva qualcosa di imprevisto e fastidioso, come una vecchia frattura che fa male quando cambia il tempo.”

Il passato che ritorna a fare capolino e, il presente, incerto, sicuramente da capire e interpretare, con sincerità.

“Quella convivenza era come respirare per tutto il tempo con il diaframma contratto e il fiato spezzato a metà.”

E poi c’è Miss Bee, con la sua capacità tutta umana di tenere insieme i pezzi, anche quando sembrano insufficienti. 

“È difficile, la vita – disse in un bisbiglio.

Dio mio, quanto – rispose Beatrice, stringendola a sua volta.”

La vita è difficile, sì, difficile davvero, ma si attraversa stringendo qualcuno, anche solo per un momento. 

“Non possediamo davvero nulla, è un’illusione.”

Il romanzo lo dice chiaro, senza sermoni.

Non possediamo niente, né le persone né le scelte, e crederlo è un’illusione rassicurante. 

Di veramente rassicurante resta l’ilarità scherzosa e irrequieta di Miss Bee, che si scontrerà con TUTTO il non detto e celato dell’Ispettore Capo.

“… lei non aveva accesso alla sua sfera più privata, sicché poteva solo andare per ipotesi.”

Silenzi inframezzati da battute coraggiose e stilettate al cuore, che non consentono di capire fin dove potersi spingere.

“Il ricordo di lui le sarebbe rimasto annidato dentro per sempre, che lui la odiasse o meno. Senza rimpianti. Egli era parte del cammino.”

E naturalmente, immancabile la morte, che in un luogo così suggestivo farà la sua comparsa in tutta la sua naturalezza, si fa per dire.

“… di certo di impulso si era trattato. La solita sete di vita che la spingeva a smuovere le acque quando troppo quiete e che finiva sempre con il metterla nei guai.”

Un romanzo che brucia fra le mani del lettore, che non sarà mai in grado di riporlo se non, quando ormai, sarà troppo tardi, quando semplicemente sarà giunto alle ultime parole.

Al The End.

Quel The end ricco di promesse e di tanto altro da raccontare.

Gazzola firma così una storia avvelenata quanto il giardino del titolo.

Profumata in superficie, amara sotto, e proprio per questo impossibile da dimenticare.

“Che ne siamo consapevoli o no, non facciamo che questo: provare a salvarci.”

Buona lettura!

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Alessia Gazzola


(Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con “L’allieva” nel 2011, cui sono seguiti “Un segreto non è per sempre” (2012), “Sindrome da cuore in sospeso” (2012), “Le ossa della principessa” (2014), “Una lunga estate crudele” (2015), Non è la fine del mondo (2016, libro autoconclusivo), “Un po’ di follia in primavera” (2016), “Arabesque” (2017) e “Il ladro gentiluomo” (2018), vincitore del Premio Selezione Bancarella 2019. Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno e ormai giunta alla terza edizione. Nella primavera del 2019 ha pubblicato il romanzo autoconclusivo “Lena e la tempesta”, edito da Garzanti. A ottobre 2019 è arrivato “Questione di Costanza” (Longanesi), primo libro di una nuova serie che introduce il personaggio di Costanza Maccalè. A ottobre 2020, sempre con Longanesi pubblica “Costanza e buoni propositi”. “La ragazza del collegio” (Longanesi – 2021) è il nono romanzo della serie L’Allieva. Due anni fa (Longanesi 2022) pubblica “La Costanza è un’eccezione”. Dai romanzi della serie “L’allieva”, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Lo scorso anno pubblica “Una piccola formalità” (Longanesi 2023). Con “Miss Bee e il cadavere in biblioteca” (Longanesi 2024) inaugura una nuova serie gialla. “Miss Bee e il principe d’inverno” (Longanesi 2025) è il secondo capitolo della serie, al quale poi segue “Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata (Longanesi 2025).