Morte di un antiquario




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Paolo Regina

Editore: SEM

Genere: noir

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

Sinossi. Che cosa distingue l’antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell’oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno ‘visto’. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all’inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più ‘odiato’ d’Italia: la Guardia di Finanza. D’origine pugliese, da poco trasferito a Ferrara, ama la buona cucina, cioè solo quella della sua terra, e odia l’agrodolce estense. Ha poco tempo libero e lo dedica tutto alla sua vera passione: la chitarra e lo stile blues del grande B.B. King, il suo idolo. È lui a scoprire, durante un’indagine di routine, il corpo di Montanari, l’antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell’alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d’affari non sempre limpidi. Tra i molti segreti di questa vicenda, raccontata con calibrata maestria da Paolo Regina, il primo sta proprio nella vita dell’antiquario, coltissimo e misantropo, e nel suo insaziabile desiderio di collezionare opere d’arte proibite.

 

 

 

RECENSIONE

Paolo Regina con Morte di un antiquario è riuscito a creare un piccolo paradiso letterario, con un linguaggio e un personaggio veramente di un livello incredibile.

Gaetano De Nittis, pugliese, capitano della Guardia di finanza, trova Montanari, l’antiquario più celebre di Ferrara, morto. Va bene che aveva qualche debito e qualche scheletro nell’armadio, ma non era sicuramente il tipo che si sarebbe suicidato. Forse la morte è legata a qualche oggetto nel negozio…

Inizia un’indagine, strutturata come un giallo classico, ma sempre con un ritmo bello alto e con un lato narrativo molto forte, soprattutto nella descrizione di Ferrara, che non è solo una location di contorno, ma è una coprotagonista al livello degli altri personaggi, anzi è proprio la città di Ferrara a farci capire i comportamenti dei protagonisti, come ragionano, come si pongono con gli altri e come risolvono le cose.

Complimenti a Paolo Regina per come è riuscito con semplicità a creare i due personaggi, De Nittis e Montanari, due persone con dei caratteri molto diversi: la bravura dell’autore è stata riuscire a renderli entrambi importanti senza creare un conflitto tra loro.

Paolo Regina ci ha regalato un giallo di altissima qualità con dei risvolti sociali e culturali molto forti, un libro mai banale e mai scontato, in cui il lettore potrà trovare la propria dimensione letteraria. Un libro da leggere e da far leggere…

Altra ottima prova della casa editrice SEM.

 

 

Paolo Regina


Paolo Regina, avvocato, ha insegnato discipline economiche alla facoltà di Lettere dell’Università di Ferrara, città dove vive. È anche docente di comunicazione e public speaking in corsi per manager e imprenditori.

 

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