Morte e usignoli




Eugene McCabe


Sinossi. Nell’Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po’ il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell’isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. Quando il sole sorge per l’ennesima volta e Beth si prepara ad affrontare il nuovo giorno con la solita rassegnazione, nota dalla finestra un uomo fermo al centro del cortile. Liam Ward è lì perché ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. Non c’è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.


Autore: Eugene McCabe

Traduzione: Chiara Vatteroni

Editore: Fazi

Genere: Romanzo

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Ilaria Bagnati


La vita non è stata clemente con Beth, orfana di madre e con un padre che non ha mai conosciuto. La ragazza vive con il patrigno che dice di volerle bene ma poi si ubriaca, la maltratta, ha con lei comportamenti disdicevoli. Beth lo odia, lo vorrebbe morto anche perché in passato lo ha sentito picchiare la madre. 

La sua vita è abbastanza monotona, fa le faccende domestiche, si prende cura degli animali, legge. La sua vita prende una piega diversa quando conosce Liam Ward che vive non lontano da lei. Tra loro nasce una complicità che non si sarebbe aspettata, viene travolta dalla passione, dal desiderio e dalla speranza di un futuro migliore.

La loro è una storia vissuta in segreto, nascosta dalla natura rigogliosa tipica della campagna irlandese. Le cose però non vanno come si aspetta la giovane Beth, gli uomini della sua vita sono un’enorme delusione e Liam non fa eccezione. In lei cresce il risentimento, la voglia di vendetta e di riscatto.

Morte e usignoli è una storia cupa, triste, in cui la speranza è vana, in cui non c’è redenzione per nessuno.

E’ impossibile non tifare per Beth, sperare che la fortuna finalmente possa girare a suo favore. E invece no, McCabe non prevede neanche per lei qualcosa di positivo e confeziona un finale che sa di amarezza, di resa, di grande tristezza.

Se cercate un romanzo che possa distrarvi e tirarvi su di morale, Morte e usignoli non è la scelta giusta ma se desiderate un romanzo scritto meravigliosamente da un grande scrittore allora prendetelo seriamente in considerazione.

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Eugene McCabe


nato a Glasgow da genitori irlandesi, si ristabilì in Irlanda con la famiglia all’inizio degli anni Quaranta. Drammaturgo e narratore, ha pubblicato nel 1978 la raccolta Heritage and Other Stories. Morte e usignoli, uscito per la prima volta nel 1992, lo ha consacrato tra i maggiori scrittori irlandesi degli ultimi decenni. Dal romanzo è stata tratta l’omonima serie della BBC.