Mysterium




Recensione di Valeria Martellotti

Autore: Monaldi & Sorti

Editore: Baldini & Castoldi

Genere: Thriller

Pagine: 824

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 

 

Anno Domini 1646.

Atto Melani, giovane musico del Granducato di Toscana, pupillo del capitano Sozzifanti, sta viaggiando via mare da Roma a Marsiglia. A bordo della galea militare francese salpata da Livorno viaggiano, in sua compagnia, i più celebri cantanti italiani convocati a Parigi dal cardinal Mazzarino. Atto è scortato dal fedele segretario. Egli veglia affettuosamente sul ragazzo e chiude un occhio sui suoi impulsi amorosi verso le donne, a patto che il giovane castrato ricordi sempre qual è la sua vera natura, quella che lo porterà alla ricchezza.

Sulla nave si è imbarcato anche uno strano gruppetto di eruditi, chiamati a Parigi da una misteriosa lettera inviatagli da un frate Schiavone. La lettera li ha messi sulle tracce di un tesoro: preziosi manoscritti facenti parte dell’eredità di Poggio Bracciolini che, se trovati, potrebbero cambiare il corso della storia. Attaccati dai pirati barbareschi, i passeggeri sono costretti a rifugiarsi su un’isola in compagnia di pericolosi corsari.

Qui la fame, la sete e le marce nella boscaglia alla ricerca della salvezza mettono a dura prova gli animi, già provati dalla difficoltà di decifrare gli enigmatici indizi del misterioso monaco e dall’ombra di un omicidio commesso a Roma cinque anni prima.
Cosa nasconde il miraggio del tesoro letterario?

E quale messaggio formano i fogli con lettere dell’alfabeto che qualcuno ha disseminato in ogni angolo?

Il giovane Atto, acuto osservatore, metterà a frutto le sue doti investigative e di dissimulazione tra i misteri dell’isola. Quarto romanzo della coppia formata da Rita Monaldi e Francesco Sorti, coniugi scrittori, filologa lei, musicologo lui, residenti, per la maggior parte dell’anno, a Vienna.

Più di due milioni di copie vendute in sessanta paesi, tradotti in decine di lingue tra cui l’inglese, l’olandese, il francese e il coreano. Ma non l’italiano. Vittime di un ostracismo durato quasi tredici anni, solo nel settembre 2015 gli autori hanno visto ripubblicato in Italia il primo titolo di una serie di sette romanzi.
A distanza di un mese dalla pubblicazione di Imprimatur le edizioni milanesi Baldini & Castoldi hanno dato alle stampe il secondo volume: Secretum. Quindi nel marzo 2016 il terzo: Veritas. Dopo essere stato editato nel 2002 da Mondadori, il primo manoscritto della serie fu riconsegnato ai due scrittori scomparendo definitivamente dagli scaffali italiani.

Oggi finalmente ne conosciamo i motivi. Le indagini compiute dai due autori e riportate nel libro, tra realtà e finzione, avevano gettato un’ombra nella corsa alla beatificazione di Papa Innocenzo XI, al secolo Bendetto Odescalchi, accusato di aver ordito ciniche e segrete trame di politica estera filo ottomana, a favore della sua famiglia di origine, ma non della cristianità. Non c’è dubbio che la ricerca storica sia la colonna portante del libro.

L’idea di scrivere un romanzo incentrato sulla figura di Atto Melani venne a Francesco Sorti, laureatosi con una tesi sulla famiglia Melani. Rita Monaldi la ampliò inserendo le vicissitudini del celebre cantante castrato in un’opera monumentale composta da sette romanzi. L’aspetto che, a mio avviso, rende questo corposo romanzo intrigante e scorrevole è il linguaggio singolare adoperato, ad arte, dagli autori.

Questo particolare tipo di scrittura prevede bruschi cambi di stile; una prosa otto-novecentesca per i passi di azione e rievocazione di vicende narrate dal segretario e una lingua antica e vernacolare, con termini in disuso, ormai quasi sconosciuti, nelle digressioni temporali dell’epoca. In una intervista Monaldi & Sorti spiegano di non essere gli inventori di questa forma linquistica che è in realtà una antica tradizione popolare della commedia dell’arte italiana, ma di essere stati i primi scrittori in assoluto ad applicarla ad un romanzo.

Non definitelo un thriller storico, gli autori non gradirebbero. Amano definirlo col termine “faction”, una sintesi ragionata tra fonti storiche e fiction, in cui la fiction riempie i vuoti lasciati dalla storia. Va ricordato che gli autori si sono serviti di esperti storici, medici e grafologi per comprovare le loro ipotesi.

Infine una curiosità. La successione dei titoli dei romanzi forma una sentenza latina: Imprimatur Secretum, Veritas Mysterium. Dissimulatio Unicum Opus. Tradotto suona più o meno così: si pubblichino tutti i segreti del mondo, ma la verità è sempre un mistero. Unica impresa, la dissimulazione.

A questo punto non rimane che mettersi comodi e gustare questo splendido romanzo parola per parola.

 

 

Rita Monaldi e Francesco Sorti


Rita Monaldi (1966) e Francesco Sorti (1964) sono una coppia di scrittori italiani di romanzi gialli storici, marito e moglie nella vita. Protagonista dei loro romanzi è l’abate Atto Melani, vissuto tra il 1626 e 1714, che fu cantante castrato, diplomatico e spia (era uno degli agenti segreti preferiti del Re Sole), amico di papi, principi e re. Nel2002 il loro primo romanzo, Imprimatur, inizialmente pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, fu dichiarato fuori catalogo dopo aver venduto 8-10 mila copie in Italia.

 

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