Robert Gold
Traduttore: Giuseppe Maugeri
Editore: Longanesi
Genere: Giallo
Pagine: 368
Anno edizione: 2025

Sinossi. I segreti sopravvivono solo dentro l’oscurità. Un venerdì sera, a tarda ora, una donna parcheggia l’auto in una piazzola di sosta di Haddley, un sobborgo di Londra attraversato dal Tamigi. Spegne il motore e scende. Nascosto nel bosco vicino alla strada, il suo assassino la sta aspettando. La vittima è Alaka Jha, giornalista del Richmond Times, che con le sue inchieste ha dato voce a molte donne vittime di abusi domestici. Trent’anni dopo, sua figlia Uma sta ancora tentando di scoprire la verità sulla morte della madre e per questo si rivolge a Ben Harper, brillante giornalista investigativo della stessa testata. Anche Harper in passato ha perso in modo violento chi amava. E ha lottato per anni in cerca della verità. Non può dunque tirarsi indietro e si tuffa nell’indagine. Ma scavare nel passato, a volte, porta lontano da dove si credeva di arrivare, in un intreccio di misteri e bugie insospettabili. Quando qualcuno inizia a minacciare di morte Uma, a poco a poco si scopre che troppe persone sono coinvolte. E tutte, da oltre trent’anni, hanno qualcosa da nascondere…Dopo i successi di Dieci secondi, Gli undici inganni e I dodici segreti, con 16 edizioni in tre anni, Robert Gold torna con un romanzo in cui suspense e colpi di scena tengono il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Recensione
di
Salvatore Argiolas
“Nove vite segrete” è il quarto episodio della serie che vede protagonista il giornalista Ben Harper e soprattutto i misteri di Haddley, immaginario sobborgo di Londra.
Come gli altri romanzi anche l’ultimo di Robert Gold si compone di due tracce narrative, una dal punto di vista del giornalista e un’altra che segue i diversi personaggi coinvolti nelle indagini che riguardano crimini antichi che riverberano conseguenza anche a distanza di tanti anni.
La ricorrenza dei trent’anni dall’efferato omicidio di Alaka Jha, giornalista del Richmond Times, uccisa mentre stava lavorando ad un’inchiesta sula morte di una ragazza e sul fenomeno degli abusi sessuali, porta Ben Harper a sollecitare una ripresa delle indagini che si sono nel tempo arenate, senza aver nessun riscontro tangibile.
La risonanza mediatica dell’appello mette in moto delle dinamiche che coinvolgono diverse persone, con il loro segreti e con le loro zone d’ombra e nel fluire della trama si evidenzieranno piccoli e grandi inganni, bugie e comportamenti ambigui difficili da sanzionare ma gravidi di conseguenze.
La narrativa di Robert Gold è ipnotica perché lentamente, ma decisamente, è il punto focale del plot, con tanti colpi di scena, avviati da personaggi secondari, ma che agiscono in una cornice corale dove spicca la figura di Pamela Cuthbert, anziana parente acquisita di Ben Harper, che con i ricordi di cinquant’anni di sodalizio con diversi personaggi che orbitavano attorno alla giornalista, riesce a mettere a posto tutte le tessere che formano il puzzle, così misterioso ma allo stesso tempo lineare, della morte di Alaka Jha.
“Nove vite segrete” mette in rilievo gli aspetti oscuri dell’animo umano che difficilmente si è disposti a raccontare o giustificare,
“Voglio la verità, qualunque essa sia” grida Uma, la figlia di Alaka, che vuole che le sia resa giustizia.
“Ma la mia esperienza dice che quello che scopri non è mai quello che ti aspettavi di scoprire”.
Sono tante le vite segrete che vengono passate in rassegna nello svolgimento della trama e nella traiettoria delle loro esistenze, le persone mostrano tutte le ombre dei loro caratteri, dove l’inganno è celato dietro un comportamento ambiguo e omissivo.
Scavando nei retroscena di un delitto di trent’anni prima Ben Harper e i suoi collaboratori scopriranno tanti moventi, mettendo in primo piano anche la tematica della difficile integrazione razziale e della persistenza del male, che resiste anche a distanza di tanto tempo perché “Il male che gli uomini fanno sopravvive loro” e contagia a distanza di tanto tempo.
Con un andamento spiraliforme nel tempo e nei ricordi, anche annebbiati di molti protagonisti, lentamente si riesce a costruire una solida teoria investigativa che possa individuare il colpevole dell’omicidio di Alaka, anche se nel frattempo altre morti avvengono sulla scia del delitto antico.
“Nove vite segrete” mostra piani narrativi che partono da un lontano delitto di trent’anni fa per risalire a remoti fatti accaduti cinquant’anni prima, quando alcuni ragazzi si conobbero ad una festa e quell’incontro diventò l’innesco di una lunga relazione che, sfidando il tempo, avrà il suo compimento proprio nel quadro dell’inchiesta sulla morte di Alaka e sarà Pamela, vedova di un militare inglese deceduto nella guerra delle Falkland, a mettere assieme tutti i fili pendenti di azioni che sembrano slegate tra loro, per fare chiarezza su un delitto che sembrava dovesse rimanere insoluto per sempre.
Robert Gold ha il pregio di tenere alta la qualità del giallo britannico, modernizzandolo, inserendo dei temi contemporanei che rendono i suoi romanzi piacevoli e plausibili, rispecchiando la complessa tessitura dei tempi moderni.
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Robert Gold
nato nello Yorkshire, vive attualmente a Putney, località nei pressi di Londra che gli ha ispirato l’immaginaria Haddley, sobborgo in cui sono ambientati i suoi romanzi. Il primo, I dodici segreti, oltre che un caso letterario internazionale è stato l’esordio più venduto dell’anno nel Regno Unito. Con Gli undici inganni e Dieci secondi Gold ripropone lo stesso protagonista e la stessa ambientazione ad alto tasso di suspense. Tutti e tre i romanzi sono pubblicati in Italia da Longanesi.