
Sinossi. Al BarLume è rimasta una sedia vuota, una sedia piccola, ma il vuoto di quella sedia toglie il respiro a tutti. I vecchietti e il barrista Massimo tornano a indagare a Pineta mentre il lettore condivide con loro la suspense del delitto e la malinconia del ricordo. È inizio estate a Pineta e un po’ tutti sono alle prese con importanti novità. La figlia di Massimo, la piccola Matilde, cresce e ha scoperto la parola «no». La madre di Massimo invece è andata in pensione e torna ad abitare in pianta stabile a Pineta: Massimo se la ritrova dappertutto. È vero che nel bar è rimasta una sedia vuota, una sedia piccola, ma il vuoto di quella sedia toglie il respiro a tutti. È morto in primavera Aldo, investito sulle strisce pedonali da una bicicletta. I vecchietti hanno perso un compagno, ma al BarLume Aldo è più vivo che mai nei ricordi sempre allegri dei suoi compari di briscola. Massimo, oltre che unico erede insieme a Tiziana, è stato nominato esecutore testamentario: compito più bizzarro, trovare un acquirente per la sterminata collezione di cd e vinili di Aldo. Per risollevare i vecchietti dalla nostalgia per l’amico scomparso, il vicequestore Alice Martelli li coinvolge, con la dovuta cautela, nella sua ultima indagine. Giada Meini, sessant’anni, impiegata delle poste, è stata strangolata nel parcheggio del suo condominio in centro a Pisa. Tutti gli inquilini del palazzo la detestavano per una serie di ripicche condominiali e perché, voci corrono per l’androne, pare che la megera fosse incline al ricatto. Tra dicerie, reticenze, false piste, rancori sepolti, la cacia all’assassino si rivela un’impresa davvero ardua. Soprattutto se i vecchietti iniziano con le loro illazioni e pure Aldo, dall’altra vita, ci mette lo zampino. Tra i condomini sospettati c’è anche Viola Stefanelli, collezionista di cd e vinili che Massimo ha incontrato per la vendita della collezione ereditata. Marco Malvaldi ci consegna un giallo spiazzante e spassoso che trascina il lettore tra i tavoli del BarLume a condividere con i vecchietti la suspense del delitto e la malinconia del ricordo.
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio
Genere: Giallo
Pagine: 232
Anno edizione: 2024
Recensione
di
Edoardo Guerrini
Com’è sempre splendido reimmergersi nei delitti della serie del BarLume!
Come mai, chiederete?
Semplice: perché Marco Malvaldi, il chimico scrittore autore della serie, sa immergere queste storie gialle classiche in un ambiente toscano divertentissimo, dove i vecchietti del Bar Lume forniscono un efficacissimo accento di commenti sulla nostra società, da saggi anzianotti quali sono; ma non sono solo loro a divertire: lo è il linguaggio, ricco di accenti dalla c aspirata, lo è l’ambientazione, tra il paesino di Pineta e la splendida città di Pisa, e il bellissimo rapporto tra Massimo Viviani, il barrista, e la sua compagna Alice, vicequestore che ha il compito ufficiale di capitanare le indagini.
Così Alice trova sempre un efficacissimo supporto, tra Massimo che pensa accuratamente e le dà una mano, e i vecchietti che con le loro conoscenze e la capacità di interrogarsi sulle vicende delittuose, l’aiutano sempre a scoprire indizi fondamentali.
In questa nuova storia l’ambientazione prevalente è a Pisa, perché è là che è avvenuto il delitto: una signora, Giada Meini, è stata uccisa in un condominio, trovata strangolata nel garage, e ben presto si trova che moltissimi tra i condomini avevano congrui motivi per tale delitto, in quanto costei non era per niente una brava persona: ne aveva combinate mille di brutture, spesso proprio in quel garage.
Alice procede con l’indagine, mentre Massimo resta a lavorare al bar, e tra l’altro deve anche risolvere un altro complesso di problemi: uno dei quattro vecchietti, il ristoratore Aldo, è morto poco fa in un incidente, e dalla lettura del suo testamento emerge che Massimo e la sua socia Tiziana sono i suoi principali eredi; Massimo è nominato anche esecutore testamentario, e deve gestire alcuni beni lasciatigli da Aldo, tra cui una ricca collezione di dischi e alcuni libri, mentre Tiziana diventa proprietaria dell’appartamento di Aldo: cosa che le resta di grande utilità in quanto prima lei e il suo compagno Marchino vivevano in affitto; ma l’alloggio viene occupato abusivamente da un mucchio di giovani derelitti, e non si sa come riuscire a cacciarli: essendoci tra loro dei minori pare che l’operato della giustizia sia alquanto lungo; così Massimo deve anche farsi venire un’idea per riuscire a far riacquisire l’alloggio a Tiziana, e in effetti ce la farà grazie alle sue capacità scientifiche.
Mentre l’indagine sembra aver già individuato un colpevole, ma siamo solo a due terzi del libro e i dubbi su tale soluzione si addensano; Alice e Massimo continuano a riflettere, e sarà Alice ad arrivare per prima alla soluzione vera, anche se poco dopo ci era giunto anche Massimo e aveva scritto apposta il nome su un biglietto per comprovare ai suoi vecchietti la sua bravura.
Ma chi c’era arrivata per prima era “Sua moglie. Alice ci era già arrivata la notte precedente. Come spesso capita, tra maschi e femmine, Massimo ci era arrivato dopo.”
Questo è l’altro elemento fondamentale delle storie di Malvaldi: il corretto riconoscimento della bravura delle donne, in un ambito competitivo tra Massimo e Alice che rappresenta correttamente quello che tutti viviamo tutti i giorni, tra noi maschietti e le magnifiche donne che ci affiancano nella vita!
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Marco Malvaldi
Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice la serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2014; La battaglia navale, 2016, Sei casi al BarLume, 2016; A bocce ferme, 2018; Bolle di sapone,2021; La morra cinese (2023), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011 e 2021, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti 2011), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017), con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019) e con la moglie Samantha Bruzzone Chi si ferma è perduto (2022) e La regina dei sentieri (2024).